A Pesaro arriva il planetario digitale

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A Pesaro ha ufficialmente aperto al pubblico il planetario digitale, una struttura in grado di simulare fino a 120mila stelle.

L’inaugurazione è avvenuta con due classi di quinta elementare della scuole Carducci e Manzi che hanno potuto godersi lo spettacolo all’interno della cupola che è stata allestita, provvisoriamente, presso il cortile di Palazzo Mazzolari Mosca.

Il planetario rappresenta una grande opportunità per la diffusione della didattica attinente al mondo dello spazio: all’interno della cupola dal diametro di sette metri, un ambiente multimediale permette di studiare le regioni della volta celeste potendo osservare pianeti, nebulose e galassie grazie agli effetti tridimensionali e aiutati da un’apposita voce guida in grado di illustrare ciò che l’utente sta visualizzando.

Accedere al planetario è semplice, è sufficiente recarsi alla struttura nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì mattina tramite prenotazione, il venerdì pomeriggio dalle 15 alle 19 e infine il sabato e la domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Le proiezioni durano circa 20 minuti e si tengono ogni mezz’ora con un costo di 5 euro, ridotto a 3 euro per i bambini di 7-19 anni e per i possessori di Card Pesaro Cult e del biglietto unico Pesaro Musei.

Maggiori informazioni direttamente qui.

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MUSE H20, un planetario digitale di rilievo planetario

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Con il quinto anno di attività il MUSE, ossia il Museo delle Scienze di Trento, si prepara a regalare alla città di Trento un’innovazione nel modo di osservare lo spazio.
Si tratta di un planetario digitale che consentirà ai visitatori di scoprire pianeti e costellazioni della volta celeste comodamente seduti sulle 80 poltrone previste nella sala.

Il planetario digitale del MUSE, chiamato H2O per la caratteristica formula a molecola d’acqua, è dotato di un avanzatissimo sistema di proiezione ad alta definizione che consente un’esperienza didattica e comunicativa di assoluto impatto.

La cupola del planetario, come in un enorme simulatore, permetterà osservazioni del cielo virtuale con il riconoscimento delle principali stelle, costellazioni e pianeti nonché l’approfondimento dei moti celesti reali ed apparenti oltre all’osservazione astronomica a diverse latitudini.

Il MUSE è il primo, per visitatori, tra i musei scientifici italiani: in cinque anni di attività sono transitati oltre 3 milioni di visitatori, di cui la maggior parte dalle altre regioni italiane.

Ed è proprio il numero cospicuo di visitatori che permette al Muse di autofinanziarsi al 46%, ossia quasi la metà delle spese di funzionamento che includono il sostegno di 250 lavoratori nelle varie sedi del museo.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa della Provincia di Trento.

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