Italmaker Show, tecnologia e robotica per le nuove generazioni

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Tecnologia e robotica per diffondere la cultura digitale e avvicinare le giovani generazioni al mondo dell’innovazione per capire il presente e poter scegliere meglio il proprio futuro.

Questa è la ricetta di Italmaker show, un evento rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie che è unico nel suo genere offrendo spazio a robot, droni, realtà virtuale, stampanti 3D e, per la prima volta in Italia, un’aula didattica innovativa che riproduce l’interno di un’astronave.

L’evento, della durata di tre giorni, si tiene a Roma dal 4 al 6 maggio ed è completamente gratuito: pur essendo espressamente dedicato alle nuove generazioni potrà essere visitato anche da famiglie e appassionati.

L’appuntamento è presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Tor Vergata, dove verrà avviata la manifestazione che si trasferirà successivamente, nelle giornate del 5 e 6 maggio, presso gli spazi del Teatro di Tor Bella Monaca e del Centro “Le Torri”.

Italmaker Show: tecnologia, robotica e innovazione per rilanciare le aree svantaggiate di Roma

Si tratta di un’iniziativa nel cuore della periferia di Roma Capitale, di cui ha il patrocinio insieme a quello della Regione Lazio, con l’obiettivo di riqualificare le aree più svantaggiate della città attraverso la realizzazione di progetti innovativi che possono agevolare la creazione di nuove opportunità lavorative e orientare meglio i giovani per il loro cammino di conoscenza.

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Il Codice del Volo di Leonardo in 3D

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Il binomio antico e moderno è spesso vincente: lo hanno ben capito i curatori della mostra Leonardo e il volo che si terrà pressi i Musei Capitolini fino al 17 aprile.

Durante la mostra verrà esposto il Codice del Volo, il celebre manoscritto di Leonardo, accompagnato da un’esperienza multimediale che consente al visitatore di interagire con esso e di provare l’esperienza del volo.

La realtà virtuale a servizio del Codice del Volo di Leonardo

Si tratta della prima volta che questa opera viene esposta a Roma: l’originale, proveniente dalla Biblioteca Reale di Torino, sarà consultabile in 3D grazie alle installazioni progettate dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

L’interazione risulterà del tutto realistica e verrà anticipata dall’esperienza immersiva in una pinacoteca virtuale che raccoglie alcuni degli studi di Leonardo sul volo e di preparazione al codice realizzato nel ‘500.

Il manoscritto intreccia scienza, arte e immaginazione: queste tre caratteristiche guidano anche l’avventura spaziale che è la naturale evoluzione del lavoro di Leonardo.
Non a caso una copia digitale è su Marte, a bordo del rover Curiosity.

A tale proposito, nella mostra sarà presente anche un modello di ExoMars, il rover di Agenzia Spaziale Europea (Esa) e agenzia spaziale russa Roscosmos che raggiungerà Marte nel 2020, messo a disposizione dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

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3DWA, il parco divertimenti dedicato alla realtà virtuale

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Se vi interessa la realtà virtuale non potete non considerare di provare l’esperienza innovativa che garantisce il nuovo parco divertimenti ad essa interamente dedicato.

A Udine infatti è aperto 3DWA, il primo parco divertimenti che, fino al 7 gennaio garantisce visite gratuite nel lunapark in realtà virtuale immersiva.

Si tratta di uno speciale studio attrezzato con gli ultimi ritrovati tecnologici nel campo della realtà virtuale che consentono di rivivere esperienze immersive come scendere le rapide del fiume Colorado, lanciarsi nel vuoto dalla vetta di una montagna su un deltaplano o ancora affrontare una missione spaziale nella training room degli astronauti.

Le attrazioni danno anche la possibilità di rivivere luoghi e momenti storici passati, come le ambientazioni preistoriche, o effettuare visite di località molto lontane come l’Egitto.

3DWA: sensori e Visori per una realtà virtuale davvero immersiva

Il tutto è reso possibile grazie ai visori senza fili, i body tracker e Pod di cui è dotata la struttura che riesce a far rivivere all’utente un’esperienza realistica: basti pensare che in 3DWA se ci si avvicina ad una finestra virtuale e la si apre, si può percepire lo spiffero d’aria fredda o calda che entra.

Il parco si trova nel piccolo comune di Tavagnacco a Udine e dispone di attrazioni per tutte le età e gusti.

Da un lato simulatori classici 7D con gli occhialini e dall’altro dispositivi con visori VR che riproducono viaggi corse automobilistiche o sulle montagne russe ma anche la possibilità di replicare le esperienze tipiche dei videogiochi in prima persona sfruttando vere piattaforme mobili che, grazie a una speciale imbragatura, consentono all’utilizzatore di camminare, correre e saltare pur rimanendo nello stesso punto.

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PayPal Hunt, a Milano una caccia al tesoro in realtà aumentata

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Una caccia al tesoro a Milano grazie alla realtà aumentata e firmata da PayPal: gli ingredienti per divertirsi sembrano esserci tutti o, almeno, per trascorrere una domenica diversa.

Infatti il 20 novembre, nell’area del Comune di Milano, debutta PayPal Hunt.

PayPal Hunt: scoprire Milano tramite la realtà aumentata

PayPal Hunt è una nuovissima idea di PayPal che consiste in un sistema di intrattenimento ludico tramite realtà aumentata che unisce tecnologia ed esplorazione.

Tramite il geocaching e l’app PayPal Hunt da scaricare dal Play Store o dall’Apple Store, il giocatore sarà in grado di sfruttare il proprio smartphone per localizzare tramite GPS la propria posizione in relazione agli indizi che lo porteranno verso la soluzione finale.

La dinamica ricorda da vicino quella di Pokémon Go, con la differenza che in palio c’è un montepremi pari a 10.000 euro da spendere negli store Unieuro e Yoox.

Il sistema di gioco prevede che si possa giocare da soli o in gruppo nell’area del Comune di Milano.

Per partecipare occorre per prima cosa scaricare l’app PayPal Hunt e compilare il form dedicato.

Il 20 novembre alle ore 10 si potrà iniziare ad usare l’applicazione e ricevere il primo inidizio che vi porterà, se risolto nel modo corretto, in una determinata posizione a Milano.
Lì tramite l’app occorrerà cercare il logo PayPal in realtà aumentata, inquadrarlo e scattare un selfie per ricevere l’indizio successivo fino al raggiungimento della meta.

Se amate la tecnologia e volete provare un’esperienza che vi conduca in giro per la città, non fatevi scappare questa occasione.

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Il Google Cultural Institute porta online i tesori di Mantova e di Palazzo Te

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Mantova è una città ricca di tesori sotto il profilo artistico: è questo uno dei motivi che ha portato Google a sceglierla come capofila italiana nell’ambito del progetto di digitalizzare il patrimonio culturale nazionale.

Il Google Cultural Institute ha infatti aggiunto un altro tassello alla sua offerta culturale digitale: dopo aver portato online la Valle dei Templi e, più recentemente, riportato in vita gli animali estinti è ora la volta dei tesori delle città.

Grazie al Google Cultural Institute Mantova incontra il digitale

E’ quindi possibile effettuare un tour virtuale di Mantova e del suo patrimonio artistico partendo dal Palazzo Te.

Grazie alle telecamere dei trekker di Google, la città sarà letteralmente scansionata portando online sulla piattaforma Google Art & Culture palazzi, chiese, quadri e capitelli: viene reso così possibile un tour virtuale completo della città.

Al momento si possono visionare materiali culturali di oltre 1.200 istituzioni partner collegate ai relativi tesori culturali italiani fra cui, appunto, compare anche Mantova e Palazzo Te.

Nel caso di Palazzo Te, si possono visitare le mostre digitali che ne raccontano la storia, l’architettura, la pittura.

Il Google Cultural Institute ha digitalizzato 130 opere ricorrendo per la prima volta in Italia all’uso dell’Art Camera, uno strumento che consente di zoomare anche i dettagli non visibili a occhio nudo come quelli contenuti negli altissimi soffitti della Sala dei Giganti o il Ritratto di Giulio Romano di Tiziano, capolavoro che arrivò ai Gonzaga nel XVI secolo.

L’intento è quello di far conoscere il potenziale culturale a coloro che non lo conoscono per poi incentivare le visite turistiche fisiche orientando le scelte dei viaggiatori.
Infatti, tramite la piattaforma Google Art & Culture è possibile identificare una meta culturale e scoprirla prima di recarvisi anche tramite l’utilizzo di nuove tecnologie come ad esempio la realtà virtuale.

Ed è proprio la realtà virtuale ad essere fra i trend più importanti anche per Google che ha lanciato il suo progetto Daydream che ben si sposa con finalità culturali.

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Chirurgia estetica, arriva la realtà virtuale

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Chiunque intenda sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica affronta un problema di difficile soluzione, ossia l’essere costretto ad immaginare, grazie a fotografie e disegni, il tipo di risultato che potrà ragionevolmente aspettarsi dall’operazione.

Che si tratti di una piccola correzione oppure un intervento più invasivo, è evidente che sia difficile da parte del paziente capire come sarà dopo: non a caso le statistiche dimostrano che esiste una percentuale significativa di individui che si dimostrano insoddisfatti dell’intervento o che sono propensi ad effettuarne un secondo correttivo.

Con il diffondersi delle soluzioni di realtà virtuale però qualcosa è destinato a cambiare.
Infatti la chirurgia estetica è un ambito applicativo dove la realtà virtuale rappresenta un’eccellente soluzione per trasmettere al paziente un’idea realistica di come sarà dopo l’operazione.
Grazie ai visori 3D la persona che li indossa avrà la possibilità di accedere ad una sorta di camerino virtuale, all’interno del quale cinque specchi mostrano all’individuo la propria immagine da una prospettiva frontale, di tre quarti e laterale.

Niente più foto scattate prima e dopo quindi o speciali reggiseni imbottiti per mostrare l’effetto che un intervento al seno potrebbe offrire.

Chirurgia estetica e realtà virtuale: come funziona

Per esempio se una donna volesse vedere il proprio aspetto prima di sottoporsi ad un intervento al seno, il medico cattuerà la sua immagine attuale grazie all’uso di un tablet cui viene applicata una camera particolare.

Il medico otterà un’immagine panoramica a 360° della paziente a seno nudo girandole intorno.
Subito dopo invierà le immagini raccolte ad uno speciale applicativo che le elabora in tempo reale e le comunica nuovamente allo studio del chirurgo.
Attraverso un programma il medico potrà quindi inserire diversi tipi di protesi sull’immagine della paziente in modo che quest’ultima possa rendersi conto dell’effettiva resa che l’intervento avrebbe.

Il paziente è quindi più sereno nell’affrontare l’intervento perché può vedere in anticipo e in modo realistico gli effetti che questo avrà.
Così facendo inoltre il paziente può indicare più facilmente al chirurgo in quale punto il risultato non lo soddisfa e permettere all’operatore di migliorare il grado di soddisfazione.

In Italia la tecnologia è disponibile presso gli studi di alcuni chirurghi italiani.

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La digital transformation di Ikea passa attraverso la realtà virtuale

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Nell’incessante percorso di miglioramento della propria offerta commerciale, le aziende più attente agli sviluppi tecnologici sono ampiamente avvantaggiate.
Ikea, il colosso svedese attivo nel settore dell’arredamento, è sicuramente una delle aziende più interessate all’innovazione dato che ha reso l’innovazione del processo di assemblaggio dei mobili il proprio marchio distintivo stravolgendo un mercato.

Con il nuovo catalogo Ikea 2017 però sta mettendo in cantiere una nuova potenziale rivoluzione: la app di Ikea, disponibile sia per iOS che per Android, è stata aggiornata introducendo per la prima volta la realtà virtuale.
Ikea infatti aveva già puntato da alcuni anni sulla realtà aumentata per dare modo agli utenti più tecnologici di sperimentare un’esperienza di consultazione più reale e quindi orientare il consumatore ad acquisti più soddisfacenti.

Con l’utilizzo della realtà virtuale si va verso uno scenario più immersivo.

Si potrà quindi sperimentare in modo del tutto realistico la valutazione circa la migliore collocazione di un armadio o di una libreria all’interno dello spazio che si vuole arredare potendo sceglierne i particolari tra cui il colore e i dettagli più adeguati al proprio gusto.

Per poter beneficiare di questa nuova disponibilità occorrerà utilizzare un dispositivo idoneo, come ad esempio Oculus Rift o Samsung Gear VR.

Inoltre Ikea ha deciso di installare nei punti vendita cinque ambienti interattivi in cui si potranno sperimentare i visori per la realtà immersiva Oculus Rift, che consentiranno di esplorare gli ambienti in 3D.
Le installazioni saranno disponibili in tutti i negozi Ikea per cinque settimane, a partire dal 1° settembre.

Questi passi sono propedeutici alla digital transformation dell’azienda, sempre più attenta alle esigenze del commercio dematerializzato: non a caso a Cagliari è stato recentemente inaguaro il primo Pick-Up & Order Point, un formato di punto vendita fino a questo momento inedito per l’Italia, dove ordinare i propri mobili e soprattutto ritirarli gratuitamente senza il classico percorso espositivo.

L’idea è quella di poter sostituire, nel prossimo futuro, completamente l’esperienza reale con un netto risparmio di tempo e costi tanto per l’azienda quanto per il consumatore finale.

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Pokémon GO e le potenzialità della realtà aumentata

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Pokémon GO è un videogioco sviluppato da Niantic, in collaborazione con Nintendo, e basato sull’utilizzo della realtà aumentata e della tecnologia GPS.

L’applicazione, disponibile per dispositivi iOS e Android, permette un’esperienza immersiva: il videogiocatore infatti, attraverso il proprio smartphone, è in grado di partecipare ad una specie di caccia al tesoro dove il premio è un Pokémon, ossia una creatura immaginaria che possono essere catturate, allenate e fatte combattere fra loro.

Il funzionamento è piuttosto intuitivo, camminando per la propria città ad esempio, una mappa in 3d presente nell’applicazione allerta l’utilizzatore circa la presenza di un Pokémon nei paraggi
A questo punto è sufficiente puntare la fotocamera del telefono attorno a se stessi e come per magia il Pokémon apparirà sullo sfondo del luogo che stiamo visitando.
Una volta inquadrato, bisognerà usare le dita per lanciare una raffica di sfere Poké e catturare la creatura immaginaria.

Maggiori dettagli sul sito ufficiale: l’uscita in Italia è prevista per il 15 luglio anche se è possibile effettuare il download in anteprima seguendo una delle numerose guide presenti in rete.

Non pensiate che sia un semplice videogioco però, si tratta di un esperimento sociale.
L’applicazione ha scoperchiato un vaso di pandora: ha conquistato in un giorno più utenti di Tinder (la famosa applicazione di dating), si prepara a superare Twitter e ha generato miliardi di dollari di guadagni in Borsa, basti pensare che la capitalizzazione di Nintendo è aumentata di oltre il 50%.

Questo perché l’esecuzione Pokémon GO riesce nell’impresa di unire una tecnologia ancora poco conosciuta dal grande pubblico, come la realtà aumentata, a un fenomeno già globale, come i Pokémon.

Provate per un attimo a riflettere le potenzialità inespresse in settori come quello turistico o culturale: il fenomeno Pokémon GO testimonia come sia possibile, attraverso la tecnologia, orientare il comportamento sociale.

Ecco quindi un nuovo strumento potentissimo nelle mani di attività commerciali o delle istituzioni culturali per avvicinare nuovo pubblico e coinvolgerlo a costi irrisori.

Si pensi, ad esempio, alla possibilità di rendere i videogiocatori allo stesso tempo generatori di un buzz in grado di portare visibilità a luoghi dove si gioca ma al contempo si possono trovare altri servizi: e le stesse attività commerciali o culturali possono iniziare a includere nella propria strategia di vendita o sociale alcuni contenuti legati alla mania dei Pokémon GO magari caricando foto di Pokémon vicino ai servizi offerti o alle opere esposte o ancora garantendo delle promozioni speciali.

Un’interazione continua tra luoghi fisici e flussi informativi per cui la fruizione della città diventa un’esperienza fortemente innovativa: insomma, questo può essere l’inizio di una presa di consapevolezza di cui tutti dovremmo essere partecipi.

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