A Ferrara la realtà virtuale immersiva è in sperimentazione come strumento riabilitativo

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Presso il Centro di riabilitazione S. Giorgio dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara e il Center for Translational Neurophysiology of Speech and Communication dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Ferrara è in corso la sperimentazione di un nuovo programma riabilitativo basato sull’utilizzo della realtà virtuale immersiva.

Per recuperare il gesto motorio dell’arto superiore nei soggetti colpiti da ictus cerebrovascolare è infatti partito un progetto di ricerca che sfrutta la realtà virtuale per proporre esercizi di riabilitazione variegati in ambienti ricostruiti per migliorare la percezione dei pazienti alleviando la noia dei movimenti ripetitivi.

Grazie all’uso di comuni visori per realtà virtuale il paziente viene calato in un ambiente in cui può muoversi e interagire attivamente con un migliorato coinvolgimento e un pieno trasferimento delle proprie capacità motorie acquisite nel contesto riabilitativo alle operazioni quotidiane svolte durante la vita ordinaria.

Il sistema inoltre permette la remotizzazione dei processi riabilitativi direttamente al domicilio del paziente consentendo al medico il controllo da remoto e la produzione di una serie di informazioni utili a valutare i progressi effettuati.

Tramite la misurazione in tempo reale della cinematica dei movimenti si possono valutare in modo quantitativo le variazioni in positivo durante il percorso di riabilitazione e quindi il risparmio nei tempi di recupero delle funzionalità dell’arto leso.

Si può avere una migliore panoramica del progetto direttamente da questo video esplicativo.

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Facebook lancia Workrooms

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Facebook ha lanciato Workrooms, un’innovativa applicazione che offre un’esperienza tramite realtà virtuale di quello che potrebbe essere un nuovo modello organizzativo per la collaborazione professionale da remoto.

Si tratta a tutti gli effetti di un metaverso, ossia uno spazio immersivo e condiviso accessibile attraverso diverse piattaforme in cui fisico e digitale convergono e che potrebbe rappresentare la base di una nuova concezione del mondo online.

Nella pratica Workrooms si presenta come una via di mezzo fra il celebre videogioco The Sims e svariate applicazioni di social networking che sfruttano la realtà virtuale.

Accessibile via Oculus Quest, gli speciali visori di Facebook che non necessitano di un collegamento al computer per funzionare, gli utenti possono decidere di sfruttare l’app per incontrarsi in sale conferenze virtuali e collaborare su lavagne o documenti condivisi: è possibile interagire con la propria scrivania fisica e la tastiera del computer sfruttando la funzione di visione ambientale integrata negli Oculus Quest.

Maggiori dettagli nel comunicato di Facebook.

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Il Museo Casa di Dante è visitabile online

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Il 2021 è l’anno del 700esimo della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna nel 1321: in prospettiva sono state programmate diverse iniziative per celebrare l’evento che culminerà nella giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta del 25 marzo.

Fra queste, grazie alla collaborazione con l’industria digitale creativa EET, è stata attivata la possibilità di visitare virtualmente il Museo Casa di Dante di Firenze tramite degli appositi tour digitali in 3D.

Attraverso uno smartphone, un tablet o un pc desktop, muniti ovviamente di connessione internet, è possibile camminare virtualmente tra le stanze del Museo Casa di Dante visualizzando anche l’allestimento multimediale inaugurato a giugno 2020.

Inoltre, tramite l’impiego di un cardboard, ossia un visore per la realtà virtuale, è possibile visualizzare i contenuti a 360 gradi: la tecnologia utilizzata permette l’interazione fra luogo digitale visualizzato in 3D e l’utente attraverso dei punti di contatto in cui sono indicate grafiche e contenuti testuali.

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Storie Digitali, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano coltiva l’esperienza digitale

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In continuazione dell’esperienza #storieaportechiuse, il format digitale lanciato durante i mesi di chiusura del Museo durante il lockdown dovuto alla pandemia da COVID-19, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano presenta un nuovo esperimento chiamato Storie Digitali.

L’innovativo progetto nasce per raccogliere le esperienze e le narrazioni inerenti alle collezioni e ai temi affrontanti dal polo museale grazie alle opportunità e ai linguaggi offerti dal digitale.

I contenuti sono pensati per le diverse età dei fruitori del Museo e garantiscono esperienze immersive arricchite da numerose opportunità di interazione comprese la realtà aumentata e la realtà virtuale oltre alla presenza di percorsi di gamification.

Le Storie Digitali possono essere fruite online, da casa e in autonomia, ma anche al Museo con un’ampia gamma di opportunità che dipendono dal tempo a disposizione e delle varie tipologie di pubblico.

Si comincia mercoledì 4 novembre con la pubblicazione online del primo di una serie di contenuti originali che confluiscono in un apposito archivio digitale categorizzato per tipologia di rubrica, di linguaggio utilizzato e di tematica affrontata.

I contenuti verranno inoltre presentati sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Youtube con rubriche regolari e l’hashtag #StorieDigitali.

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Al MArTA di Taranto parte la sperimentazione del Li-Fi

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Il Museo archeologico nazionale di Taranto, meglio conosciuto come Marta, avvia, per primo in Italia, la sperimentazione della tecnologia Li-Fi (Light Fidelity) per permettere ai visitatori di ricevere contenuti multimediali interattivi associati alle opere e fruire quindi di un’esperienza di visita museale quanto più coinvolgente possibile.

Tramite la trasmissione dei dati attraverso impulsi luminosi derivanti dalla luce a led e grazie alla geolocalizzazione delle informazioni e degli utenti, la soluzione proposta da Infratel consente l’erogazione dei contenuti direttamente sugli smartphone dei visitatori: il segnale Li-Fi, derivante dalla soluzione tecnologica Li-Fi G1, viene letto dalla fotocamera dello smartphone attraverso un’apposita app realizzata da Infratel Italia e disponibile per Android e iOS.

Inizialmente la nuova tecnologia è stata resa operativa su 25 opere e, con il consolidamento della sperimentazione, verrà portata a interfacciarsi con altre tecnologie come la realtà virtuale e la realtà aumentata per l’erogazione di esperienze immersive come puzzles e giochi che prendono spunto dalle opere e dai reperti presenti nel museo o ispirati dalla tradizione della città di Taranto.

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Orticolario The Origin, online la piattaforma digitale di Orticolario

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Da oggi è online la piattaforma digitale di Orticolario, la versione virtuale e continuativa dell’evento che ogni anno si ripete su Lago di Como ed è dedicato al green design.

Con il nome Orticolario The Origin è infatti visitabile gratuitamente da ogni angolo del pianeta un portale che permette un’esperienza immersiva di Villa Erba, la dimora ottocentesca sul Lago di Como già residenza estiva del regista Luchino Visconti, e del suo celebre parco: i luoghi saranno anche visibili tramite visori di realtà virtuale.

Attraverso il sito web orticolario.it è possibile compiere un virtual tour 3D di Villa Erba, del parco, del centro espositivo, della Villa Antica e delle sue segrete: lungo il percorso si possono incontrare dei punti di interesse gestiti da vari espositori, dal vivaista all’artigiano, che possono presentare i prodotti e le novità dell’anno.

La tecnologia utilizzata per la mappatura dei luoghi è Matterport 3D che ha permesso di ricostruire la Villa, il parco circostante e il centro espositivo: tramite apposite schede informative vengono mostrate piante e artigianato artistico, pezzi di design ma anche cortometraggi inediti e video esperienziali.

La piattaforma è attiva per i prossimi 12 mesi fino alla prossima edizione di Orticolario, prevista dal 1 al 3 ottobre 2021 presso Villa Erba sul Lago di Como.

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Heritage on the Edge, Google preserva i monumenti a rischio per i cambiamenti climatici

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Si chiama Heritage on the Edge ed è il nuovo progetto tecnologico di Google, inserito nella piattaforma Google Arts & Culture, per preservare le testimonianze del passato di monumenti e siti archeologici affetti dall’impatto dei cambiamenti climatici.

Il team di Google Arts & Culture insieme a CyArk, una organizzazione non profit attiva nell’archiviazione digitale in 3D delle meraviglie del mondo in pericolo, ha infatti realizzato una serie di spedizioni in cinque località attorno al globo, fra cui l’isola di Pasqua e la Città Vecchia di Edimburgo.

Durante queste missioni sono state realizzate, utilizzando droni e 3D scanning, delle mappe tridimensionali rese molto precise anche grazie alla consulenza di archeologi ed esperti locali: queste ricostruzioni, accompagnate da apposite interviste con le comunità locali, vengono messe a disposizione sulla piattaforma dedicata al progetto.

Gli utenti possono quindi accedervi gratuitamente per scoprire la situazione attuale del sito archeologico e soprattutto cosa sta accadendo in funzione del cambiamento climatico: l’accesso alla piattaforma è possibile anche tramite un’app dedicata.

Il progetto è iniziato un anno fa proprio dall’isola di Pasqua le cui celebri statue sono a rischio per l’innalzamento dei mari in quanto dislocate lungo la costa: inoltre l’erosione minaccia di farle cadere.

Come per l’isola di Pasqua è possibile osservare da vicino la città di Edimburgo, costruita su un vulcano estinto e soggetta all’erosione delle fondamenta a causa delle piogge o ancora Kilwa Kisiwani sulla Swahili Coast in Tanzania, o la città-moschea di Bagerhat in Bangladesh o infine la città antica di Chan Chan in Peru.

Attraverso Heritage on the Edge si può accedere a oltre 50 mostre online che illustrano l’impatto del clima sui monumenti, due modelli di realtà aumentata e appositi tour a 360 gradi con Street view, dove le immagini sono arricchite da testi esplicativi.

Maggiori informazioni nel blog ufficiale di Google o sulla pagina dedicata al progetto.

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La sensibilizzazione ambientale dei bambini passa attraverso la realtà virtuale

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Un dispositivo idoneo per riprodurre i contenuti digitali e un visore per la realtà virtuale sono gli strumenti necessari per partecipare ad un innovativo progetto che ha lo scopo di insegnare ai bambini il valore del mare e la necessità di differenziare i rifiuti e riciclare la plastica.

Si tratta di MyEdu School, un’iniziativa della casa editrice Fme Education rivolta alla scuola primaria e secondaria di primo grado in collaborazione con l’Acquario di Genova.

Il rispetto dell’ecosistema marino non è però l’unico messaggio che MyEdu School intende promuovere fra i più giovani: il progetto di sensibilizzazione ambientale infatti è uno dei contenuti che la piattaforma educativa della casa editrice Fme Education mette a disposizione delle scuole con lo scopo ultimo di portare gratuitamente le nuove tecnologie in classe.

Non a caso MyEdu School è stato recentemente parte dell’inaugurazione dell’Atelier creativo dell’IC Ponti di Gallarate; gli istituti che vogliono partecipare al progetto MyEdu School possono dotarsi di una classe virtuale comprensiva di dieci tablet Android da utilizzare per fare lezioni digitali con gli strumenti e i contenuti disponibili sul portale MyEdu School.

Un successo che viene da lontano

Nell’ultimo anno MyEdu School ha coinvolto quasi 50 istituti comprensivi del Nord Italia con un bacino di circa 30mila ragazzi dai sei ai 13 anni e 4mila insegnanti anche in forza di un accordo con il MIUR (Protocollo n° 60 del 17-01-2018) per la realizzazione di azioni a sostegno dell’innovazione digitale nella scuola italiana.

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A Torino l’innovativo servizio del Motor Village Digital Store

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Comprare l’auto senza vederla fisicamente, questa è la promessa mantenuta dal Motor Village Digital Store, il nuovo servizio del Motor Village di Mirafiori voluto da FCA.

La possibilità di dematerializzare il processo di acquisto di un’auto è quindi realtà: non più solo la possibilità di effettuare la parte terminale del processo di acquisto ma l’intero iter partendo dalla scelta delle varie opzioni fino al test drive utilizzando la realtà virtuale.

L’impiego di questa tecnologia infatti, abbinata ad appositi sedili sensoriali restituisce all’utente un’esperienza paragonabile a quella su strada, eliminando il problema di dover avere in disponibilità nell’immediato un modello compatibile alle aspettative del cliente.

I venditori possono quindi approssimare l’esperienza di guida che il consumatore esperirebbe consentendo ai clienti più esigenti di ottimizzare il tempo divertendosi nell’acquisto.

Quando il digitale incontra il fisico

Dopo l’esperienza virtuale il consumatore può comunque chiedere di provare fisicamente l’automobile attraverso un test drive pensato appositamente per lui.
L’acquisto ovviamente non è obbligatorio ma, qualora dovesse essere perfezionato dall’utente, l’automobile verrà recapitata a casa.

L’esperienza del Motor Village Digital Store fa parte di un progetto innovativo di vendita che dovrebbe raggiungere, nelle intenzioni, la cifra di 200 vetture l’anno.

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A Chiavari l’educazione stradale incontra il digitale

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L’apprendimento dell’educazione stradale può essere effettuato anche con l’uso di alta tecnologia e, forse, si tratta del metodo più interessante e potenzialmente efficiente per stimolare l’attenzione e la memorizzazione dei destinatari della formazione.

A Chiavari gli studenti delle terze e delle quarte dell’Istituto Caboto hanno iniziato una serie di incontri, assistiti dagli esperti dell’Autoscuola Tigullio, per imparare in modo pratico e facilmente accessibile i pericoli derivanti da una condotta su strada non responsabile, come la guida spericolata o influenzata dall’uso di alcool e droghe.

La tecnologia in aiuto dell’educazione stradale

Grazie all’impiego di speciali visori per la realtà virtuale e relativa applicazione, gli studenti potranno vivere, con una buona approssimazione, esperienze altrimenti esclusivamente raccontabili.

La realtà virtuale infatti permette di elevare l’insegnamento ad un livello superiore, passando da una semplice somministrazione di norme ad un vero e proprio laboratorio formativo esperienziale.

L’esperienza a cui sono sottoposti gli studenti è organizzata in sei lezioni e culmina con un quiz finale.

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