Torino 5G, presentata a Torino la prima applicazione del progetto

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Il percorso di adozione della tecnologia 5G è ancora lungo ma Torino, prima città italiana ad essersi candidata per diventare sede di sperimentazione sul campo delle attività previste dal 5G Action Plan della Commissione Europea, dimostra di crederci.

Grazie ad una collaborazione tra TIM e il Comune, è infatti possibile provare quali siano le potenzialità del progetto Torino 5G con un interessante esperimento in ambito culturale.

Durante la View Conference 2017 i visitatori hanno potuto effettuare una visita virtuale delle Gallerie del Museo Pietro Micca o della sala del Parlamento Subalpino al Museo del Risorgimento venendo accompagnati da una guida reale.

Gli ambienti sono stati infatti ricostruiti e sono accessibili attraverso l’uso di speciali occhiali VR che consentono di esplorare le aree espositive aiutati da una guida reale del museo con cui è possibile interagire.

La prima applicazione concreta per Torino 5G

Si tratta della prima soluzione di realtà virtuale su rete mobile e concreta applicazione del progetto Torino 5G che dimostra le potenzialità delle nuove tecnologie soprattutto in relazione al turismo e al relativo Piano Strategico proposto dal MiBACT.

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I Coldplay puntano sulla realtà virtuale per il loro prossimo concerto

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La realtà virtuale fa parte delle tecnologie abilitanti che permettono di migliorare significativamente la vita delle persone offrendo una vastissima serie di benefici: dall’abbattimento delle distanze alla riproduzione di ambienti altrimenti inaccessibili o ancora alla formazione esperienziale in ambiti anche altamente tecnici come quelli medici e chirurgici.

Dal punto di vista dell’intrattenimento poi, la realtà virtuale risulta essere forse una delle possibilità offerte dalla tecnologia più promettenti per l’industria.

Lo sa bene Samsung che cavalca le potenzialità offerte dal proprio visore Samsung Gear VR accostandole ad un evento particolarmente significativo.

Per il concerto dei Coldplay che si terrà a Chicago il 17 agosto infatti, Samsung offre l’opportunità a tutti i fan situati in 51 Paesi nel mondo, compresa l’Italia, di essere catapultati all’interno del concerto sfruttando la realtà virtuale.

Coldplay e realtà virtuale: un’esperienza di intrattenimento innovativa

Comodamente da casa infatti, indossando un visore Samsung Gear VR e un telefono compatibile, è possibile assistere in prima fila ad un’esperienza immersiva, musicale e tecnologica, a 360 gradi.

Il live stream del concerto sarà disponibile per 24 ore, dopodiché verrà ritirato.

Non è la prima volta che il settore musicale ricorre alla realtà virtuale: Bjork, la celebre cantante islandese, ha già utilizzato la realtà virtuale sia per i video musicali sia per i live mentre gli U2 hanno realizzato, con Apple, il video del brano Song for Someone impiegando una tecnica di ripresa a 360 gradi.

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Microsoft HoloLens al servizio della chirurgia

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I visori HoloLens di Microsoft hanno sicuramente diversi utilizzi: dall’ambito divulgativo a quello ludico, questi occhiali si sono ritagliati uno spazio a se stante tra i device che si occupano di realtà aumentata e realtà virtuale.

Uno degli usi più interessanti è però attinente al panorama scientifico e, nella fattispecie, a quello dell’eHealth.

L’impiego dei visori di Microsoft infatti avviene, fra gli altri ambiti, in sala operatoria per formare raccogliere informazioni durante gli interventi e formare i nuovi chirurghi sfruttando la realtà virtuale senza mettere così a rischio i pazienti.

Esistono diversi progetti che affrontano il tema offrendo soluzioni diverse.

La società inglese Fundamental VR ha sviluppato una soluzione di realtà virtuale per formare gli studenti di medicina che si vogliono specializzare nella chirurgia.

Questo software si avvale degli HoloLens di Microsoft e di uno speciale pennino in grado di restituire, sottoforma di vibrazioni, la resistenza dei vari tessuti affinché sia possibile simulare un intervento: la prima applicazione pratica ha riguardato la rielaborazione di un intervento artroscopico.

Allo stimolo visivo, dettato dalle immagini raccolte in precedenti interventi si aggiunge quindi la sensazione tattile.

I Microsoft HoloLens sbarcano in sala operatoria anche in Italia

In Italia i primi ad utilizzare la tecnologia Microsoft Hololens in una sala operatoria sono i ragazzi di HoloTeach, una piattaforma che porta la realtà aumentata e virtuale nel mondo della chirurgia e che offre anche un sistema di e-learning.

La soluzione di HoloTeach si basa sulla collaborazione con il Royal London Hospital e permette un servizio di assistenza da remoto per chirurghi affinché un collega possa intervenire a supporto dell’altro nonostante distanze chilometriche.

HoloTeach è già stata testata per un intervento di chirurgia plastica addominale e consente di far interagire due esperti sparsi in qualsiasi parte del mondo.

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Italmaker Show, tecnologia e robotica per le nuove generazioni

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Tecnologia e robotica per diffondere la cultura digitale e avvicinare le giovani generazioni al mondo dell’innovazione per capire il presente e poter scegliere meglio il proprio futuro.

Questa è la ricetta di Italmaker show, un evento rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie che è unico nel suo genere offrendo spazio a robot, droni, realtà virtuale, stampanti 3D e, per la prima volta in Italia, un’aula didattica innovativa che riproduce l’interno di un’astronave.

L’evento, della durata di tre giorni, si tiene a Roma dal 4 al 6 maggio ed è completamente gratuito: pur essendo espressamente dedicato alle nuove generazioni potrà essere visitato anche da famiglie e appassionati.

L’appuntamento è presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Tor Vergata, dove verrà avviata la manifestazione che si trasferirà successivamente, nelle giornate del 5 e 6 maggio, presso gli spazi del Teatro di Tor Bella Monaca e del Centro “Le Torri”.

Italmaker Show: tecnologia, robotica e innovazione per rilanciare le aree svantaggiate di Roma

Si tratta di un’iniziativa nel cuore della periferia di Roma Capitale, di cui ha il patrocinio insieme a quello della Regione Lazio, con l’obiettivo di riqualificare le aree più svantaggiate della città attraverso la realizzazione di progetti innovativi che possono agevolare la creazione di nuove opportunità lavorative e orientare meglio i giovani per il loro cammino di conoscenza.

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La Via Francigena è esplorabile online

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La possibilità di esplorare con pochi clic ambienti molto distanti o scarsamente accessibili è una delle opportunità offerte dalla tecnologia.

In questo ambito Google è sicuramente l’azienda che più sta investendo cercando di mappare i luoghi del mondo: dalle città più popolate ai più sperduti angoli del pianeta.

Se ora è possibile esplorare i reef e gli abissi di Okinawa grazie alla tecnologia di Google Maps, lo stesso si può fare anche per un’altra tipologia di ambiente sicuramente più accessibile ma non per questo meno attraente.

Toscana Promozione Turistica, in collaborazione con Google tramite il proprio servizio Google Street View, ha mappato interamente il tratto toscano della Via Francigena, l’antica Via che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia,affinché sia esplorabile in maniera virtuale.

400km di itinerario digitalizzati tramite la tecnologia di Google

Grazie al Trekker Loan Program, il programma ideato da Google per consentire ad enti turistici, associazioni non profit, università, organizzazioni di ricerca o altre terze parti di collaborare nella mappatura dei territori, Toscana Promozione Turistica ha organizzato una squadra di escursionisti affinché percorressero i circa 400km dell’itinerario in oggetto utilizzando il Trekker.

Il Trekker è uno zaino tecnologico dotato di un sistema di 15 fotocamere per la visione a 360 gradi che consente di mappare a piedi i luoghi e caricare le immagini su Google Street View: esattamente come per la Valle dei Templi di Agrigento è ora possibile esplorare online la via Francigena.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio panorama delle azioni di promozione e valorizzazione della Via Francigena Toscana al fine di migliorare l’accessibilità e la fruibilità, anche attraverso gli strumenti messi a disposizione dalle moderne tecnologie online, dei territori interessati da questo percorso che attraversa tutta la Toscana.

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Il Codice del Volo di Leonardo in 3D

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Il binomio antico e moderno è spesso vincente: lo hanno ben capito i curatori della mostra Leonardo e il volo che si terrà pressi i Musei Capitolini fino al 17 aprile.

Durante la mostra verrà esposto il Codice del Volo, il celebre manoscritto di Leonardo, accompagnato da un’esperienza multimediale che consente al visitatore di interagire con esso e di provare l’esperienza del volo.

La realtà virtuale a servizio del Codice del Volo di Leonardo

Si tratta della prima volta che questa opera viene esposta a Roma: l’originale, proveniente dalla Biblioteca Reale di Torino, sarà consultabile in 3D grazie alle installazioni progettate dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

L’interazione risulterà del tutto realistica e verrà anticipata dall’esperienza immersiva in una pinacoteca virtuale che raccoglie alcuni degli studi di Leonardo sul volo e di preparazione al codice realizzato nel ‘500.

Il manoscritto intreccia scienza, arte e immaginazione: queste tre caratteristiche guidano anche l’avventura spaziale che è la naturale evoluzione del lavoro di Leonardo.
Non a caso una copia digitale è su Marte, a bordo del rover Curiosity.

A tale proposito, nella mostra sarà presente anche un modello di ExoMars, il rover di Agenzia Spaziale Europea (Esa) e agenzia spaziale russa Roscosmos che raggiungerà Marte nel 2020, messo a disposizione dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

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3DWA, il parco divertimenti dedicato alla realtà virtuale

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Se vi interessa la realtà virtuale non potete non considerare di provare l’esperienza innovativa che garantisce il nuovo parco divertimenti ad essa interamente dedicato.

A Udine infatti è aperto 3DWA, il primo parco divertimenti che, fino al 7 gennaio garantisce visite gratuite nel lunapark in realtà virtuale immersiva.

Si tratta di uno speciale studio attrezzato con gli ultimi ritrovati tecnologici nel campo della realtà virtuale che consentono di rivivere esperienze immersive come scendere le rapide del fiume Colorado, lanciarsi nel vuoto dalla vetta di una montagna su un deltaplano o ancora affrontare una missione spaziale nella training room degli astronauti.

Le attrazioni danno anche la possibilità di rivivere luoghi e momenti storici passati, come le ambientazioni preistoriche, o effettuare visite di località molto lontane come l’Egitto.

3DWA: sensori e Visori per una realtà virtuale davvero immersiva

Il tutto è reso possibile grazie ai visori senza fili, i body tracker e Pod di cui è dotata la struttura che riesce a far rivivere all’utente un’esperienza realistica: basti pensare che in 3DWA se ci si avvicina ad una finestra virtuale e la si apre, si può percepire lo spiffero d’aria fredda o calda che entra.

Il parco si trova nel piccolo comune di Tavagnacco a Udine e dispone di attrazioni per tutte le età e gusti.

Da un lato simulatori classici 7D con gli occhialini e dall’altro dispositivi con visori VR che riproducono viaggi corse automobilistiche o sulle montagne russe ma anche la possibilità di replicare le esperienze tipiche dei videogiochi in prima persona sfruttando vere piattaforme mobili che, grazie a una speciale imbragatura, consentono all’utilizzatore di camminare, correre e saltare pur rimanendo nello stesso punto.

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Il Google Cultural Institute porta online i tesori di Mantova e di Palazzo Te

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Mantova è una città ricca di tesori sotto il profilo artistico: è questo uno dei motivi che ha portato Google a sceglierla come capofila italiana nell’ambito del progetto di digitalizzare il patrimonio culturale nazionale.

Il Google Cultural Institute ha infatti aggiunto un altro tassello alla sua offerta culturale digitale: dopo aver portato online la Valle dei Templi e, più recentemente, riportato in vita gli animali estinti è ora la volta dei tesori delle città.

Grazie al Google Cultural Institute Mantova incontra il digitale

E’ quindi possibile effettuare un tour virtuale di Mantova e del suo patrimonio artistico partendo dal Palazzo Te.

Grazie alle telecamere dei trekker di Google, la città sarà letteralmente scansionata portando online sulla piattaforma Google Art & Culture palazzi, chiese, quadri e capitelli: viene reso così possibile un tour virtuale completo della città.

Al momento si possono visionare materiali culturali di oltre 1.200 istituzioni partner collegate ai relativi tesori culturali italiani fra cui, appunto, compare anche Mantova e Palazzo Te.

Nel caso di Palazzo Te, si possono visitare le mostre digitali che ne raccontano la storia, l’architettura, la pittura.

Il Google Cultural Institute ha digitalizzato 130 opere ricorrendo per la prima volta in Italia all’uso dell’Art Camera, uno strumento che consente di zoomare anche i dettagli non visibili a occhio nudo come quelli contenuti negli altissimi soffitti della Sala dei Giganti o il Ritratto di Giulio Romano di Tiziano, capolavoro che arrivò ai Gonzaga nel XVI secolo.

L’intento è quello di far conoscere il potenziale culturale a coloro che non lo conoscono per poi incentivare le visite turistiche fisiche orientando le scelte dei viaggiatori.
Infatti, tramite la piattaforma Google Art & Culture è possibile identificare una meta culturale e scoprirla prima di recarvisi anche tramite l’utilizzo di nuove tecnologie come ad esempio la realtà virtuale.

Ed è proprio la realtà virtuale ad essere fra i trend più importanti anche per Google che ha lanciato il suo progetto Daydream che ben si sposa con finalità culturali.

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Google riporta in vita gli animali estinti

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In tema di esperienze che la tecnologia può garantire e che non sarebbero altrimenti effettuabili c’è anche la possibilità di fare un tuffo nel passato.

Se il tour video della Stazione Spaziale Internazionale vi ha appassionato, potreste considerare di prendere una macchina del tempo e trasferirvi all’epoca dei dinosauri.

Il Google Cultural Institute si espande

Google infatti, grazie alla propria sezione Natural History del Google Cultural Institute, permette di immergersi nella storia evolutiva del pianeta offrendo, attraverso una sorta di meta-museo, contenuti culturali provenienti da centinaia di musei e archivi sparsi per il mondo.

Tra questi il Museo di storia naturale di Londra, il Museum für Naturkunde di Berlino, l’American Museum of Natural History mentre in Italia, il Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, il Museo regionale di Scienze Naturali di Torino, il MUSE – Museo delle Scienze di Trento, i Musei Civici di Reggio Emilia e il Museo di Storia Naturale di Venezia.

Per garantire un’esperienza sensoriale efficace, il meta-museo virtuale di Google fa largo uso della realtà virtuale a 360 gradi.
Si animano così i giganti del Giurassico come il Rhomaleosaurus, un rettile marino estinto ora esposto al Museo di Storia naturale di Londra: grazie alla realtà virtuale torna a nuotare nei mari.

In totale il materiale è formato da oltre trecentomila nuove foto e video, oltre trenta tour virtuali e centocinquanta mostre interattive.

Non è la prima volta che Google attraverso il Google Cultural Institute propone interessanti contenuti tramite il massiccio utilizzo della realtà virtuale o della realtà aumentata: basti pensare all’impegno nel portare online la valle dei templi.

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La realtà virtuale trasforma il teatro

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La realtà virtuale anche in teatro? Sembra impossibile ma l’Italia, prima al mondo, avrà l’onore di inaugurare l’unione fra tecnologia e spettacolo.
Il Virtual Theather, ovvero il teatro virtuale, è frutto di un lungo processo di rimediazione ed incrocio con le tecnologie digitali che hanno permesso questo importante risultato grazie alla collaborazione di due protagonisti della cultura e della scienza.

Infatti l’Accademia Teatrale di Firenze e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa hanno dato il via, per la nuova stagione che inizierà il prossimo 26 ottobre a Pisa, ad un progetto ambizioso.
Per la prima volta al mondo infatti avverrà il primo ciclo di performance teatrali completamente immerse nella realtà virtuale.

Gli ambienti e le scenografie saranno realizzate in 3D tramite la realtà virtuale e rese visibili attraverso speciali occhiali indossati da artisti e spettatori: il tutto avverrà presso il Laboratorio di robotica percettiva (Percro) dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione) della Scuola Sant’Anna a Ghezzano di San Giuliano Terme.

La realtà virtuale per la prima volta in teatro

Gli attori coinvolti reciteranno muovendosi all’interno di uno spazio fisicamente vuoto, ma popolato da scene virtuali che si genereranno dinamicamente a seconda del testo interpretato o dell’ispirazione estemporanea dell’artista.

Dopo la prima, che rapprsenta l’inizio del laboratorio creativo, seguiranno altre prove aperte al pubblico che permetteranno una continua sperimentazione che culminerà in uno spettacolo a Firenze ambientato in un teatro tradizionale che però sarà dotato di scenografie virtuali in 3D.

L’innovazione dell’iniziativa permette quindi far scoprire nuove tecnologie interattive che sono destinate ad aprire scenari rivoluzionari nelle arti performative e figurative.
Infatti la realtà virtuale è una delle tante forme narrative possibili che permettono di fornire esperienze entusiasmanti e generare nuove forme di interazione con l’ambiente e con le persone.

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