L’Università di Brescia inaugura l’Agrofood Research Hub

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L’Università di Brescia ha lanciato una nuova iniziativa nell’ambito dell’innovazione applicata all’agricoltura: è stato infatti presentato il nuovo laboratorio Agrofood Research Hub situato presso il CSMT Innovative Contamination Hub dell’Ateneo.

Si tratta di una nuova e innovativa struttura di ricerca sostenuta dagli investimenti di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia per sviluppare innovazione sostenibile nel settore agricolo e alimentare attraverso un laboratorio multi-piattaforma in cui potranno essere formati e lavorare gli studenti dei corsi universitari coerenti con la materia trattata e quindi sui sistemi agricoli e sostenibili nonché sulla transizione ecologica in agricoltura.

Maggiori dettagli sul sito dedicato al nuovo hub.

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L’Università degli Studi di Brescia inaugura una piattaforma tecnologica dedicata alla chimica sostenibile

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L’Università degli Studi di Brescia ha inaugurato una piattaforma tecnologica dedicata alla chimica sostenibile e innovativa collocata nel Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale (DMMT).

Si tratta di uno speciale laboratorio, della superficie di 280 metri quadrati, attrezzato con strumentazioni funzionali alle attività di ricerca per la caratterizzazione chimica dei prodotti derivanti dalla sintesi e dalla estrazione da prodotti naturali di piccole molecole fino alle nanostrutture.

La dotazione tecnica consente di generare nuove linee di ricerca finalizzate allo studio di prodotti farmaceutici e materiali innovativi anche in ambito nano raccogliendo competenze e interessi multi-trasversali in ambito accademico: i nuovi prodotti verranno valutati biologicamente e clinicamente grazie alle strutture esistenti presso l’Università degli Studi di Brescia o in collaborazione con altri Atenei presenti sul territorio regionale.

Maggiori dettagli nel comunicato di Regione Lombardia che si è schierata con l’iniziativa finanziando al 50% l’impresa.

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Progetto MIR, imprese e ricerca pubblica insieme per sviluppare l’innovazione in Italia

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Si chiama Progetto Mir ed è un’iniziativa voluta da Unioncamere e Cnr, con l’adesione di ENEA, che è stata formalmente avviata il 31 maggio scorso per contribuire a sviluppare l’ecosistema dell’innovazione in Italia.

Si tratta di un progetto di trasferimento tecnologico per cui le conoscenze scientifiche e tecnologiche, sviluppate in un contesto accademico o industriale, vengono trasferite e utilizzate in un contesto differente come potrebbero essere altre tipologie di industrie dislocate o meno sul territorio.

Ciò avviene, per esempio, con la vendita o la concessione in licenza di brevetti e tecnologie oppure con la creazione di spin-off.

Il progetto MIR, acronimo per Matching Impresa Ricerca, punta proprio a soddisfare le esigenze di innovazione dei prodotti e dei processi delle imprese in funzione di specifiche soluzioni tecnologiche che nascono nel contesto della ricerca del CNR ed ENEA ma che sono frutto anche di altri ricercatori che si iscrivono alla piattaforma del progetto nel rispetto dei processi di open innovation.

Maggiori informazioni nel comunicato di Unioncamere.

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Invitalia e PNICube si alleano per sostenere lo sviluppo di imprese innovative

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Invitalia e PNICube hanno stretto un accordo di collaborazione per sostenere lo sviluppo di imprese innovative: l’obiettivo è il trasferimento tecnologico e la valorizzazione economica dei risultati della ricerca promuovendo, grazie ad essi, la nascita e lo sviluppo di imprese innovative.

In particolare, l’intento è quello di sostenere startup guidate da giovani e donne che spesso patiscono maggiori difficoltà nella creazione di realtà imprenditoriali.

La rete dei 53 associati di PNICube presenta università e incubatori accademici particolarmente sensibili al tema dell’innovazione al punto da promuovere il Premio Nazionale per l’Innovazione per la valorizzazione imprenditoriale della ricerca con il coinvolgimento attivo di 17 regioni italiane tramite delle business plan competition locali che puntano a selezionare le idee di impresa ad alto tasso di innovazione e crescita.

La collaborazione punta a mettere in campo le capacità dei due firmatari sostenendo al meglio, tramite incentivi e servizi mirati, le imprese ad alto tasso di innovazione: le azioni a supporto consistono in attività coordinate di informazione, promozione e accompagnamento.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa di Invitalia.

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PRIDE, via libera in Campania al Polo Regionale per l’Innovazione Digitale Evoluta

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La Campania si prepara a poter avviare il progetto PRIDE, ossia il Polo Regionale per l’Innovazione Digitale Evoluta, che consiste in un ambizioso intervento che farà parte della costituenda rete degli European Digital Innovation Hub (EDIH) concepiti per assicurare la transizione digitale dell’industria, in particolare modo delle PMI, e della Pubblica Amministrazione tramite l’adozione di tecnologie digitali avanzate come per esempio l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza o il calcolo ad alte prestazioni.

La rete di EDIH è finanziata in parte dall’Europa e in parte dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Nel caso del PRIDE in Campania i settori strategici interessati sono diversi fra cui quello aerospaziale, automotive, ferrotranviario ma anche della salute e dell’energia.

Tra le attività svolte vi saranno la fase di sperimentazione di tecnologie digitali finalizzata all’attuazione di progetti innovativi, la formazione e sviluppo di competenze digitali, il sostegno di meccanismi di finanziamento, la realizzazione di ecosistemi di innovazione e brokeraggio tecnologico e la promozione di comunità digitali orientate alla sostenibilità.

Il nuovo polo tecnologico riunisce il Consorzio MEDITECH, il CERICT e il CNR tramite l’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni.

Maggiori informazioni del comunicato del Digital Innovation Hub della Campania.

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TNC22, al via a Trieste la manifestazione dedicata al networking della ricerca

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Dopo oltre 15 anni torna in Italia il più importante evento dedicato al networking delle reti della ricerca mondiali: dal 13 al 17 giugno infatti, a Trieste presso il Trieste Convention Center, si tiene TNC22, la manifestazione dedicata al networking della ricerca co-organizzata dalla rete italiana della ricerca GARR e la rete europea GÉANT.

La conferenza è dedicata al tema della navigazione dell’inesplorato, ossia in parte agli ultimi due anni di pandemia in cui in ogni settore è stato necessario imparare a confrontarsi con una nuova realtà e a reinventarsi adottando metodologie innovative e sviluppano nuove opportunità.

In questo clima è la ricerca che fa la differenza perché permette di esplorare orizzonti inesplorati: la scelta di Trieste non è casuale vista la sua attitudine a città di collegamento a livello mitteleuropeo e come sede territoriale di svariati istituti di ricerca che ne determinano la più alta concentrazione a livello europeo.

Fra i partner che hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa vi sono l’Università di Trieste, la Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia, il Comune di Trieste e, fra gli altri, il Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP) e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA).

Tra i temi trattati vi sono workshop e seminari su identità digitali, cybersecurity, reti ottiche, telemedicina, reti programmabili e la tecnologia cloud.

Il programma completo dell’iniziativa è presente sul sito internet.

Maggiori informazioni nel comunicato del Consorzio GARR.

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A Sestri Levante apre un nuovo centro di ricerca e innovazione digitale

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Apre oggi a Sestri Levante un nuovo centro di ricerca e innovazione digitale creato da una serie di investitori privati supportati da Ligurcapital, Invitalia, e Back2Work (Gruppo Intesa).

La nuova struttura, che nasce nell’ex convento dell’Annunziata, punta ad ospitare e promuovere attività di ricerca all’avanguardia per favorire l’adozione di nuove tecnologie fra cui l’intelligenza artificiale, l’IoT e la blockchain da implementare nei settori della manifattura, dell’industria, del biomedicale e delle opportunità offerte dalle smart city.

Il nuovo centro è stato presentato nel perimetro di una manifestazione di confronto fra importanti aziende del territorio, fra cui Ansaldo Energia, Mitsubishi Electric, Duferco Energia, Esaote e Leonardo, con alcuni enti di ricerca quali l’Università di Genova, il CNR e l’Istituto Italiano di Tecnologia.

Il nuovo centro di ricerca e innovazione digitale impiegherà 20 ricercatori per la realizzazione di progetti già assegnati al nuovo polo nel perimetro, per esempio, delle attività dell’Agenzia Spaziale Europea e della Regione Liguria e della Regione Lombardia.

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STMicroelectronics e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa insieme per lo sviluppo della robotica e della sensoristica

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STMicroelectronics e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa hanno raggiunto un accordo per mettere in pista una serie di attività e progetti comuni al fine di sviluppare la robotica tradizionale e quella collaborativa con l’impiego di tecnologie ad altissima efficienza e sensoristica avanzata.

L’impatto di queste attività è significativo per il mondo dell’Internet of Things (IoT), ossia l’Internet delle cose, che sta sviluppandosi sempre più velocemente.

Oltre alle attività di sviluppo e ricerca la collaborazione riguarda anche la formazione e la consulenza tecnico-scientifica per stimolare l’innovazione nelle imprese portando le competenze accademiche e industriali dei due partner favorendo la nascita e lo sviluppo di imprese spin-off in settori di interesse comune.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa di STMicroelectronics.

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Al via SMACT, il centro di competenza dedicato all’innovazione tecnologica delle imprese del Triveneto

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Al via SMACT, il centro di competenza ad alta specializzazione per progetti di ricerca applicata e innovazione tecnologica destinati alle imprese del Triveneto.

Ideato nel 2016, dopo una fase di gestazione che si è sviluppata sulla base di un investimento di sette milioni di euro erogati dal MiSE, Smact nasce grazie alla collaborazione di otto università del Triveneto (Padova, Verona, Ca’ Foscari, Iuav, Trento, Bolzano, Udine e Sissa di Trieste), due enti di ricerca (l’Istituto nazionale di Fisica nucleare e la Fondazione Bruno Kessler) e la Camera di Commercio di Padova.

Il nuovo centro si occupa di ricerca e sviluppo di opportunità per far crescere le imprese digitalmente e tecnologicamente formando il personale delle aziende e seguendo progetti di innovazione, di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale e fornendo servizi di trasferimento tecnologico.

Fra gli obiettivi vi è l’efficientamento dei processi produttivi e l’abbattimento dei costi di esercizio degli impianti di produzione.

Il polo riunirà oltre 155 mila studenti, 6 mila ricercatori e 300 brevetti: potrà contare inoltre del supporto di 29 aziende private fra cui Electrolux Italia, Gruppo Pam, Intesa Sanpaolo, Ovs, Save, Thetis, Tim e Umana.

L’organizzazione inoltre prevede una rete diffusa sui territori dove poter assistere a dimostrazioni in tempo reale delle soluzioni tecnologiche e dei casi d’uso innovativi pubblicizzati.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale del nuovo polo.

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L’Università di Cagliari lancia una piattaforma digitale dedicata alla ricerca umanistica

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L’Università di Cagliari lancia un progetto digitale allo scopo di mettere gli umanisti al centro dei processi di transizione verso il digitale.

L’iniziativa è relativa alla creazione di una piattaforma digitale in grado di garantire a tutti percorsi innovativi nella didattica e nella ricerca attraverso una piattaforma digitale: realizzata dal dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell’Università di Cagliari, lo strumento punta a sperimentare l’interazione tra le metodologie della ricerca umanistica e gli strumenti informatici.

Nella pratica è una sorta di teca pubblica a disposizione di tutti che contiene una mole di dati e informazioni davvero invidiabile: dalla storia all’archivistica passando alla paleografia ma anche cinema, audiovisivi, musica e arti figurative.

Oltre a standardizzare la raccolta e la classificazione delle fonti la piattaforma permette di creare gli oggetti digitali necessari alla ricerca e alla didattica attraverso la creazione di cartografie, linee temporali e genealogie digitali.

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