Innovazione, l’Italia è lontana dal vertice mondiale

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L’Italia è sostanzialmente fuori dal vertice mondiale dell’innovazione, almeno stando ai risultati annunciati al CES di Las Vegas secondo l’analisi condotta dalla Consumer Technology Association (CTA).

Il nostro Paese ricopre la 25ma posizione su 61 Paesi analizzati: sul podio, per i più forse inaspettatamente, l’Estonia seguita da Svizzera e Finlandia.

Che gli USA, Singapore e il Regno Unito occupino rispettivamente la quarta, quinta e sesta posizione è indicativo di come l’Estonia abbia raggiunto un grado di maturità digitale di livello effettivamente superiore anche grazie alle politiche di dematerializzazione che portano a successi tecnologici come, per esempio, la eResidency.

I Paesi valutati dall’associazione CTA come leader al mondo nel creare le migliori condizioni per l’innovazione sono 16, classificati secondo criteri che vanno dalla libertà alla diversità di etnie presenti, dalla banda larga al capitale umano passando per il fisco amico e gli investimenti in ricerca e sviluppo ma anche il rispetto per l’ambiente e le fonti di energie alternative.

Rispetto allo scorso anno, i nuovi ingressi della classifica nella top 16 hanno visto l’accesso da parte di Germania e Israele.

L’Italia è lontana dalla classifica dei Paesi innovatori

L’Italia, al contrario dei Paesi considerati leader nell’innovazione, paga la mancanza di un fisco amico e di quella diversità etnica considerata il motore del confronto ma soprattutto è carente di startup che hanno superato il miliardo di dollari di valore nonché è imbrigliata dai lacci della burocrazia che limitano, per esempio, una diffusione massiva di nuovi modelli di distribuzione e fruizione di beni e servizi come il ridesharing.

Tuttavia il nostro Paese si posiziona ai vertici per l’attenzione all’ambiente con particolare riferimento alla qualità dell’aria e alle fonti di acqua pulita.

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