Competenze digitali, la scuola come veicolo per la diffusione

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Fra gli effetti della pandemia c’è sicuramente una ritrovata attenzione verso il digitale e l’innovazione: la necessità di mantenere le distanze ha infatti dato nuova linfa a tutti quei progetti che ruotano attorno alle nuove tecnologie per sopperire all’impossibilità di ripristinare quella che era vista come la normalità.

Questo vale nel lavoro come nella scuola ma anche nella vita quotidiana domestica: la centralità del digitale ha però sottolineato anche pesanti problematiche legate ad una mancanza di cultura digitale in varie fasce della popolazione.

In riferimento ai più giovani, l’assenza di opportune competenze digitali si traduce in una debolezza strutturale del panorama formativo in chiave futura: i giovani studenti saranno presto lavoratori e dovranno essere all’altezza delle sfide che la competizione globale pone loro.

Per questo motivo, in una lettera aperta il Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano ha caldeggiato l’introduzione delle competenze digitali nella didattica con opportune declinazioni a seconda della ciclo di studi.

Non basta certo saper usare uno smartphone per poter comprendere realmente quali siano le dinamiche della rete, le regole e soprattutto le opportunità professionali che vi sono: si pensi al mondo del machine learning, dei big data, degli open data ma anche delle nuove tecnologie abilitanti come l’IoT e il 5G.

L’introduzione di una disciplina organizzata in modo strutturale per garantire agli studenti un apprendimento sistematico di competenze digitali utili sia per il lavoro sia nella vita quotidiana potrebbe garantire nuove assunzioni ma soprattutto la formazione di generazioni davvero al passo con i tempi e pronte per le carriere del futuro.

E’ in corso una riflessione fra i Ministeri interessati: il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca.

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Pubblicate le linee guida per la Didattica digitale integrata

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Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato le linee guida per la Didattica digitale integrata (Ddi) previste dal piano per la ripresa scolastica e le ha inviate alle scuole affinché possano provvedere alla loro applicazione.

Il documento pubblicato contiene le modalità attuative che ogni istituto scolastico dovrà seguire per mettere in pista un piano per la didattica digitale che deve essere adottato nelle scuole secondarie di secondo grado per l’eventuale integrazione alla didattica in presenza mentre dalle scuole per l’infanzia fino a quelle secondarie di primo grado come alternativa qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa di una nuova ondata epidemica da COVID-19.

Il piano scolastico per la didattica digitale integrata deve essere allegato al piano triennale per l’offerta formativa di ciascuna scuola anche nei gradi degli istituti dove sarebbe prevista, da settembre, la sola didattica in presenza: non ci si può infatti far cogliere impreparati da eventuali evoluzioni negative.

Tra le linee guida del piano per la Didattica digitale integrata è prevista una rilevazione del fabbisogno di tablet, pc e connessioni di studenti e docenti che potrebbe essere necessario integrare ai fini dell’attuazione del piano.

Anche per gli studenti con disabilità e con bisogni educativi speciali è previsto un supporto particolare con privilegio della didattica in presenza tramite il loro docente di sostegno.

Qualora si dovesse malauguratamente prevedere una nuova interruzione della didattica in presenza con il ripristino della didattica a distanza, le lezioni saranno in modalità sincrona per tutto il gruppo classe e dovrà essere garantito un orario minimo pari ad almeno 10 ore settimanali per le classi prime della primaria, almeno 15 per le scuole del primo ciclo (primarie, tranne le classi prime, e secondarie di primo grado) e almeno 20 per il secondo grado.

Maggiori informazioni nel comunicato del Ministero.

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La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa offre il proprio contributo alla didattica online

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La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha deciso di pubblicare online un catalogo di oltre 60 video lezioni interdisciplinari relative a oltre 20 temi di attualità e impatto che oscillano dal clima, al terrorismo, alla salute e all’innovazione, alla mente e alla tecnologia.

L’iniziativa si inserisce nella serie di progetti a supporto del sistema scolastico italiano per l’emergenza da COVID-19: oltre 80 ore di lezione sono così a disposizione tramite il sito istituzionale e i canali social ufficiali dell’Ateneo per tutti coloro che volessero fruirne.

Gli insegnanti, da quando le lezioni frontali sono state sospese anche nelle scuole medie superiori, possono attingere a queste sessioni formative registrate tra il 2016 e il 2019, in occasione delle Scuole di Orientamento Universitario che l’Ateneo di Pisa promuove da oltre 20 anni per fornire un orientamento in vista della scelta degli studi universitari.

Tali contenuti rappresentano quindi un’integrazione efficace nella didattica online e sono utili per animare il dibattito nelle classi virtuali a cui gli studenti sono necessariamente costretti.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa.

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TIM presenta Maestri d’Italia, la scuola online che diffonde competenze digitali

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All’interno del perimetro dell’Operazione Risorgimento Digitale che TIM ha avviato per diffondere le competenze digitali di base alla popolazione si aggiunge un nuovo tassello: oggi è stata infatti presentata l’iniziativa Maestri d’Italia.

Si tratta di un progetto che prende il via questo 14 aprile e consiste in una scuola online ideata per diffondere in modo semplice competenze digitali nelle case degli italiani: nell’impossibilità infatti di organizzare i tour itineranti della scuola mobile, TIM ha deciso di coinvolgere personaggi pubblici in un format di apprendimento da remoto adatto anche per i più piccoli.

Lo scopo è ovviamente quello di far conoscere tutte le potenzialità di Internet in un momento particolare per il Paese dove la rete rappresenta un’esigenza cruciale per mantenere attivo il trasferimento delle informazioni e il passaggio delle idee.

Maestri d’Italia è una scuola diffusa, gratuita e interattiva basata su un ricco palinsesto di incontri e contenuti interattivi della durata di circa un’ora: tali contenuti verranno in streaming sul sito Operazione Risorgimento Digitale, sui canali YouTube e Facebook e infine on demand sulle piattaforme per la didattica online che hanno già aderito al progetto (Cisco, Google, IBM e WeSchool).

Il pubblico a cui è rivolta l’iniziativa si compone di tutte le fasce d’età, a partire dai più piccoli, con lezioni e dialoghi sui grandi temi del digitale e della società: grazie alle piattaforme tecnologiche adottate, come Google Meet, YouTube e Facebook, sarà inoltre possibile interagire da parte di chi ascolta.

I primi speaker sono: Carlo Ratti, Italo Rota, Ilaria Capua, Roberto Cingolani, Carlo Cottarelli, Roberto Burioni, Stefano Boeri e Makkox.

A questi si affiancano i contributi di diversi docenti qualificati in grado di tenere cinque master class di quattro lezioni ciascuna per valorizzare Internet e le sue risorse: fra questi Salvatore Giuliano per la didattica digitale, Ernesto Belisario per la pubblica amministrazione, Arturo Di Corinto per la cybersecurity, Silvia Vianello per i social media per le professioni, Giampaolo Colletti sui temi dello smart worker.

Infine, grande spazio ai bambini con un palinsesto dedicato e curato da esperti del settore e da personaggi amati dai bambini: Codemotion, Fondazione Mondo Digitale, OFpassiON, Maker Camp e Telefono Azzurro.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa.

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Liguria Digitale attiva un team a supporto della didattica a distanza

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Durante l’emergenza che sta coinvolgendo in questi giorni l’Italia e il resto dell’Europa per via della proliferazione del Covid-19, il coronavirus che sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario ed educativo nazionale, Liguria Digitale, la società in-house di Regione Liguria per la trasformazione digitale regionale, viene in soccorso della didattica.

L’azienda regionale ha infatti attinto alle proprie competenze in ambito informatico e ha esteso il progetto Scuola Digitale Liguria per venire in soccorso della didattica tradizionale: Liguria Digitale ha così predisposto un team di persone e degli spazi per consentire alle scuole della Regione di ricevere assistenza nell’erogazione della didattica a distanza basata sull’impiego delle nuove tecnologie.

Per questo motivo sono state allestite quattro aule che a rotazione consentono di erogare 8 ore di lezione ogni giorno: i presidi e i docenti dei plessi scolastici che vogliono sfruttare questa opportunità possono inoltrare la domanda al servizio che permette di fruire dell’assistenza del personale di Liguria Digitale nell’utilizzo dei dispositivi e dei software per effettuare le proprie lezioni a distanza agli studenti.

La struttura degli Erzelli è infatti in grado di fornire strumenti e supporto tecnologico agli insegnanti che voglio proseguire l’attività didattica nonostante la sospensione decisa dal Governo: una community di circa 1400 docenti è stata raggiunta dalla notizia di questa disponibilità insieme alla consegna di un vademecum per aiutare gli insegnanti a orientarsi in questa situazione di emergenza.

Maggiori informazioni nel comunicato.

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MIUR e TIM insieme per sviluppare un programma di educazione digitale dedicato a studenti e professori

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La trasformazione digitale della scuola subisce un’accelerazione grazie al protocollo sottoscritto dal MIUR e TIM per lanciare un programma di educazione digitale nelle scuole italiane dedicato a studenti e professori.

Si tratta di un’iniziativa aperta al contributo di altre aziende attive nel settore dell’innovazione tecnologica che mira ad elevare la qualità dell’offerta formativa degli istituti scolastici tramite lo sviluppo di metodologie educative che facciano ricorso alle nuove tecnologie per stimolare i processi di apprendimento e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica.

Altrettanto importante è l’impegno, nel perimetro della medesima iniziativa, nel diffondere competenze digitali e promuovere la cultura scientifica nelle scuole ispirando i ragazzi a seguire percorsi formativi nell’ambito delle discipline STEM.

Cumulativamente le azioni di educazione digitale portano studenti e docenti a rendersi conto delle potenzialità del digitale, soprattutto grazie a tecnologie evolute come il cloud e la realtà aumentata specificatamente declinate nell’ambito formativo.

Gli studenti avranno inoltre accesso a servizi e programmi formativi gratuiti in collaborazione con le imprese che vogliano avviare percorsi di trasformazione digitale.

Il comunicato stampa è recuperabile qui.

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Al via Didacta, la fiera dedicata alla scuola del futuro

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Oggi prende il via Didacta, la manifestazione che si tiene ogni anno a Firenze dedicata al mondo della scuola che verrà.

Il tema della scuola del futuro e quindi dell’incidenza che digitale e nuove tecnologie hanno nel sistema educativo scolastico rappresenta uno degli argomenti più importanti perché impatta direttamente sulle capacità del Paese di formare i cittadini del futuro.

A latere dei numerosi appuntamenti per la scoperta delle opportunità scientifiche e tecnologiche relativa alla didattica rivolti a docenti, dirigenti scolastici, educatori, formati, professionisti e imprenditori del settore scuola e tecnologia, con l’edizione di questo anno si vuole dare un preciso segnale circa l’educazione civica digitale.

In particolare durante l’evento vi saranno diversi seminari in cui soprattutto gli insegnanti saranno chiamati a comprendere quale sia il loro ruolo per costruire percorsi di sensibilizzazione e formazione per garantire agli studenti le competenze necessarie per vivere consapevolmente il rapporto con la tecnologia e la rete internet.

Le regole per un corretto uso della tecnologia fanno si che i ragazzi possano diventare a pieno titolo cittadini dell’era digitale promuovendo anche fra loro comportamenti responsabili e critici riguardo alla mole delle informazioni che circolano sulla rete.

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Scuola digitale, L’Aquila ospita Futura

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Futura, l’iniziativa nazionale del MIUR per la diffusione del Piano Nazionale Scuola Digitale approda all’Aquila, città simbolo della rinascita culturale anche in riferimento alla tragedia del sisma che ha l’ha colpita ormai dieci anni fa.

Si parte oggi con una manifestazione che alterna laboratori di progettazione, dibattiti, approfondimento del mondo STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics) ma anche gare di robotica e hackaton per creare riprogettando sistemi e piattaforme.
Le location individuate per le manifestazioni in programma si snodano fra le vie del centro storico della città portando a nuova vita gli antichi palazzi che respirano le opportunità offerte dal digitale.

Il cuore dell’evento è piazza Duomo dove sono installate apposite bolle-laboratorio simbolo del format itinerante di Futura: tantissimi ragazzi da tutta Italia, anche grazie alla fine dell’anno scolastico, parteciperanno ai temi promossi dall’iniziativa e in particolare approfondiranno la rigenerazione urbana.

Sono attesi oltre 3.000 studenti in 3 giorni che parteciperanno anche a momenti ludici in chiave digitale come la caccia al tesoro digitale senza contare le partite di calcio in cui i partecipanti indosseranno delle speciali pettorine sensorizzate.

Inoltre in piazza Duomo è previsto un percorso interattivo nello spazio del Digital Circus con apposite installazioni digitali oltre a 3 cupole geodetiche in cui sono realizzati i laboratori didattici innovativi ad uso degli studenti partecipanti.

La manifestazione è promossa dal Comune dell’Aquila, dall’omonima Università, dal GSSI e dalla Regione Abruzzo.

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Google e Fondazione Mondo Digitale insieme per incentivare i docenti al pensiero computazionale

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Google e Fondazione Mondo Digitale sono nuovamente insieme per coinvolgere i docenti all’uso di Google Computer Science First, la piattaforma gratuita per l’insegnamento della programmazione in classe e per permettere agli studenti di acquisire velocemente le competenze digitali ad essa collegate.

L’iniziativa punta a formare 5 docenti in grado, a loro volta, di formare oltre 500 colleghi distribuiti in 5 regioni italiane ossia rispettivamente Lazio, Campania, Sicilia, Veneto e Piemonte: si tratta di un esperimento ambizioso per educare prima gli insegnanti e in ricaduta gli studenti al pensiero computazionale.

L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, parte sui risultati significativi della prima che ha coinvolto 470 insegnanti e 9.000 studenti.

Il modello di insegnamento è supportato da attività guidate e interattive come giochi e video animazioni affinché il docente, anche privo di esperienza, possa acquisire facilmente le competenze oggetto dell’insegnamento potendole trasferire con facilità.

Tutto si deve alla piattaforma Computer Science First, basata sul linguaggio Scratch e ideata per accompagnare i docenti lungo percorsi didattici che intrecciano volutamente coding e discipline curricolari.

L’esperienza di Computer Science First ha permesso inoltre di sperimentare un primo tentativo di mappatura del curriculum per creare connessioni tra le aree di attività previste dalla piattaforma e le principali materie scolastiche: il risultato sono interessanti forme didattiche come animazioni di scienze sul ciclo dell’acqua e sulla nascita della terra, progetti di storytelling sulla storia, o ancora giochi interattivi di geografia, matematica e inglese.

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Share the Code, TIM avvia il contest per realizzare la città intelligente

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Share the Code è l’iniziativa di TIM dedicata ai ragazzi dai 10 ai 14 anni per competere nella creazione di un progetto digitale dedicato ad un tema particolarmente interessante, ossia quello delle smart city.

Il progetto Share the Code agisce nell’ambito del programma ScuolaDigitaleTIM che punta a coinvolgere gli studenti nello sviluppo e nella comprensione delle nuove tecnologie tra cui robotica e IoT.

La partecipazione al concorso che durerà fino al 19 Maggio 2019 permette ai ragazzi di realizzare e sottoporre un progetto dove raccontare per mezzo di un video la loro idea di smart city attraverso l’uso di riprese audio/video, disegni, testi in grafica o musica.

L’iniziativa spinge i ragazzi ad assumere un atteggiamento proattivo nei confronti di ciò che li circonda identificando nel territorio dove vivono opportunità che consentano di rendere, grazie alla tecnologia, gli spazi più accoglienti e adatti alle proprie esigenze.

Per partecipare al concorso i ragazzi dovranno scegliere la tecnologia preferita fra alcune specifiche tra cui Scratch, Makey Makey, il tinkering, micro:bit, mBot e Tinkercad.

Ciascun progetto candidato a Share the Code non potrà contenere un video superiore ai sessanta secondi che potrà essere effettuato tramite qualsiasi strumento di ripresa video, anche uno smartphone o un tablet.

I progetti finalisti di Share the Code verranno comunicati il 27 Maggio 2019 con la premiazione fissata per il 10 Giugno 2019: una giuria di esperti valuterà il materiale ricevuto, premiando i tre progetti migliori con dispositivi tecnologici.

Maggiori dettagli nell’apposita sezione del sito.

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