Online lo stato di manutenzione delle scuole di Milano

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Il Comune di Milano crede nella trasparenza e lo fa sfruttando le opportunità offerte dal digitale.

In particolare, per offrire un servizio informativo utile a tutti i genitori degli studenti che frequentano le scuole dell’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado situate nel territorio comunale, l’Amministrazione ha deciso di pubblicare lo stato di manutenzione dei relativi edifici attraverso un innovativo progetto online.

ScuolaMilano estende il geoportale

ScuolaMilano, questo il nome dell’iniziativa, arricchisce il geoportale del Comune di Milano.
Il geoportale, di cui avevamo già illustrato le caratteristiche, è la piattaforma digitale del Comune che consente ai cittadini di gestire e condividere in modo integrato tutti i dati geografici in possesso dell’Amministrazione cittadina come ad esempio la localizzazione delle vie in cui trovare case a canone concordato, i confini dei nove Municipi o ancora la posizione delle case dell’acqua.

ScuolaMilano rappresenta un’ulteriore addizione: la mappa consente infatti di poter visualizzare tutti i lavori di manutenzione straordinaria negli edifici scolastici del Comune di Milano con una frequenza di aggiornamento mensile e suddivisi per Municipi di appartenenza.

Cliccando sui vari segnaposto colorati situati sulla mappa, uno per ogni edificio scolastico, viene mostrata una scheda informativa a spiegazione dei dati principali di intervento comprensive le date di inizio e fine prevista e l’importo stanziato.

I lavori considerati sono quelli in corso, quelli programmati già finanziati ed appaltati, le opere per l’ottenimento dei Cpi (i Certificati di prevenzione incendio), le demolizioni e le ricostruzioni in atto, gli interventi di abbattimento di barriere architettoniche in corso o programmate.

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Scuola digitale, la realizzazione del PNSD è ancora lontana

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Il Piano Nazionale Scuola Digitale è sicuramente un progetto robusto e ricco di opportunità per gli studenti, ma solo a livello teorico.

Varato in forma aggiornata nel 2015 in concomitanza con la legge 107/2015 denominata La buona scuola il PNSD ruotava attorno ad un elenco di 35 azioni concrete scandite da apposite tempistiche e con specifiche risorse destinate.

Da un’indagine realizzata da Formica Blu per conto di Agi sulla base dei dati forniti dal MIUR emergono molte azioni disattese, benché pianificate.

In primo luogo la situazione della connettività delle scuole italiane è imbarazzante: la promessa di cablare in fibra ottica tutte le scuole entro il 2018 è stata rinviata al 2020 e, ad oggi, è ferma a poco più di una scuola su dieci.

L’inclusione di ore dedicate alla programmazione (coding) nelle scuole primarie non è ancora stata effettuata: il pensiero computazionale doveva introdotto con corsi di 60 ore di programmazione in aula.

D’altra parte c’è stata una piena diffusione del programma di animatori digitali, ossia la trasformazione in ogni scuola di un docente particolarmente vocato all’innovazione in guida ai processi di trasformazione digitale della scuola secondo i dettami del PSND.

Tuttavia la dotazione economica garantita alle scuole, ossia il fondo di circa mille euro l’anno per scuola, non è ancora stato stanziato come anche il contributo previsto per le spese di connettività.

Dati mancanti ma scenario chiaro

L’indagine, svolta sulla base dell’analisi compiuta dall’Osservatorio scuola digitale tramite un questionario sottoposto a tutti i dirigenti scolastici, poggia su dati raccolti che non sono completi anche se possono dare un quadro della situazione.

Solo una parte delle scuole infatti ha risposto al questionario: di queste solo il 13% è raggiunta da una connettività in fibra ottica mentre sei scuole su 10 ha accesso a una banda sotto i 10 Mbps che è lo spartiacque per poter erogare una vera didattica digitale a tutte le classi in contemporanea

In relazione ad una connettività non particolarmente performante anche l’adozione del registro elettronico è stata penalizzata: solo poco più di 4.000 istituti italiani ha attivato il registro elettronico del docente.

Inoltre dall’indagine emerge che la didattica fatta con i dispositivi dei ragazzi, il BYOD (Bring Your Own Device), è molto radicata al Sud (nell’ordine Basilicata, Puglia, Calabria, Campania, Molise) dove circa un istituto su 3 fruirebbe di questa modalità che testimonia una scarsa disponibilità di risorse proprietarie degli istituti.

Per maggiori informazioni si rimanda all’indagine svolta da AGI.

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Fake news, il MIUR avvia una serie di azioni a supporto dell’educazione civica digitale

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La circolazione di notizie non verificate o palesemente false può creare notevoli problemi per la società e anche per le singole persone.

Con l’esplosione dei social network, il problema si è acutizzato ulteriormente perché la velocità di propagazione dei contenuti è aumentata a dismisura.

Così, quando un contenuto pubblicato online non viene affrontato con atteggiamento critico ma viene letto e condiviso senza riflettere se sia corretto oppure no, si genera un effetto potenzialmente distruttivo.

Basti pensare ai danni di reputazione che può rappresentare una notizia errata o la cascata di eventi che da essa possono essere generati.

Fra le notizie false più diffuse possiamo ricordare quelle circolanti sugli effetti dei vaccini ritenuti, erroneamente, responsabili dell’autismo o dell’indebolimento delle difese immunitarie dei bambini.

Il MIUR e la Camera dei Deputati contro le fake news

Per questo il MIUR, in cooperazione con la Camera dei Deputati, sta affrontando il fenomeno con una serie di azioni sul tema del controllo delle fonti e per l’educazione civica digitale grazie anche al supporto della Rai, della Federazione degli editori (Fieg) e di Confindustria.

Fra queste c’è la campagna #BastaBufale che presenta un decalogo di azioni responsabili di cui tenere in considerazione quando ci si avvicina ad un nuovo contenuto informativo online.

  1. Condividi solo notizie che hai verificato
  2. Usa gli strumenti di Internet per verificare le notizie
  3. Chiedi le fonti e le prove
  4. Chiedi aiuto agli esperti
  5. Ricorda che anche Internet e i social network sono manipolabili
  6. Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false
  7. Hai un potere enorme, usalo bene
  8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio, ma accendi la luce
  9. Impara a riconoscere gli odiatori e i provocatori seriali
  10. Ricorda che il tuo click ha un valore

L’iniziativa di sensibilizzazione è diretta alle scuole secondarie di primo e secondo grado e coinvolgerà oltre 4 milioni di studenti: si inserisce direttamente nel perimetro delle attività del sito Generazioni Connesse promosso dal MIUR.

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Fondazione TIM lancia la piattaforma digitale Dislessia 2.0

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Fondazione TIM in collaborazione con l’Istituto di Scienze Applicate & Sistemi Intelligenti del Consiglio Nazionale della Ricerche (ISASI-CNR) di Messina ha lanciato una piattaforma digitale contro la dislessia chiamata, appunto, dislessia 2.0.

L’iniziativa, supportata anche dall’Associazione Italiana Dislessia, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dal MIUR, consiste in una soluzione rivolta a famiglie, docenti, studenti e pediatri finalizzata a fornire strumenti tecnologici innovativi per risolvere specifiche esigenze per la dislessia.

Uno strumento digitale per le famiglie

Le famiglie interessate a sfruttare la piattaforma possono collegarsi al portale dislessia per individuare le oltre 4.300 scuole aderenti all’iniziativa che già si avvalgono di metodologie didattiche inclusive validate al termine di un percorso formativo realizzato in collaborazione con AID.

La piattaforma mette a disposizione diversi servizi, fra cui Smart@pp, un’applicazione realizzata dall’ISASI-CNR e sviluppata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’IRCCS Eugenio Medea – Associazione La Nostra Famiglia e l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, per erogare a famiglie e pediatri uno screening ultra-precoce sugli elementi di rischio per disturbi della comunicazione.

Inoltre verrà implementata Dislessia Online, un’applicazione sviluppata dall’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, grazie a cui effettuare una valutazione a distanza della lettura e, nel caso fosse necessario, iniziare un eventuale percorso di recupero online corredato di una sessione finale con verifica dell’apprendimento.

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Open Fiber porta la fibra ottica nelle scuole di Torino

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Open Fiber e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo uniscono le forze per riqualificare la connettività nelle scuole di Torino.

Grazie al progetto congiunto Riconnessioni: educazione al futuro, i due partner hanno fissato l’obiettivo di rendere più digitale la didattica con l’introduzione di contenuti e metodi innovativi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

La crescita digitale del Paese infatti passa necessariamente attraverso la formazione di una nuova generazione di insegnanti e di cittadini che siano consapevoli della loro natura ed identità digitale.

Il progetto vede una collaborazione di diversi attori impegnati: oltre ad Open Fiber e alla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo parteciperanno il MIUR, il Comune di Torino e la Regione Piemonte.

L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente 100 mila studenti, 2 mila insegnanti e 350 plessi scolastici con lo scopo di utilizzare la rete come strumento di apprendimento e di inclusione socio-culturale insistendo su due principi cardine: l’innovazione degli spazi e la creazione di un modello di rete di scuole per lo sviluppo di una didattica personalizzata e interattiva.

La fibra ottica in 350 plessi scolastici di Torino

L’impegno di Open Fiber in particolare ai fini della buona riuscita dell’iniziativa prevede un investimento di 10 milioni di euro in tre anni per portare la fibra ottica con connettività a 10Gbps nei 350 plessi scolastici dell’area metropolitana di Torino coinvolti nel progetto per poi espandere la rete al resto del territorio nazionale.

La nuova rete consentirà di collegare tutte le aule e permetterà quindi di riprogettare e digitalizzare i processi scolastici sviluppando nuovi servizi e professionalità nella scuola.

Alla nuova infrastruttura verrà affiancato un percorso, formato da master e workshop, per i docenti al fine di permettere loro di acquisire competenze nel mondo digitale e innovando il modello pedagogico.

Infine Riconnessioni: educazione al futuro proporrà ai cittadini attività di educazione digitale per la cittadinanza sui temi della privacy, della sicurezza dei dati e della lotta alle fake news ed al cyberbullismo.

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A Borgomanero parte la sperimentazione di una classe interamente digitale

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Sta volgendo al termine il tempo di cartelle, zaini o il ricorso sistematico alla lavagna nella didattica: la scuola a Borgomanero cambia radicalmente e punta sull’innovazione.

Una sezione della scuola media inferiore del Collegio Don Bosco di Borgomanero infatti ha dato il via alla sperimentazione di una classe interamente digitale: gli studenti sono dotati di un pc portatile e le lezioni vengono condivise.

Proprio l’uso sistematico delle nuove tecnologie influenza l’adozione di una metodologia didattica che fa largo impiego di materie condivise in rete e soprattutto studiate in modo collaborativo.
Gli stessi insegnanti riescono ad utilizzare in modo più proficuo le mappe concettuali che gli alunni possono seguire sul video: proprio il largo ricorso alle mappe concettuali predomina sulle forme di apprendimento tradizionale.

La sperimentazione è il frutto di diversi micro esperimenti didattici, effettuati negli anni scorsi suddivisi su più classi, che hanno raccolto moltissimi consensi dagli alunni ma anche da parte dei genitori.

Il digitale come mezzo alternativo per la didattica

La didattica non rimpiazza però totalmente i sistemi tradizionali: si usano ancora libri e quaderni ma gli alunni devono essere necessariamente dotati di computer portatile in classe.

Grazie alla tecnologia infatti si può puntare sul cooperative learning, ossia l’apprendimento cooperativo, e sulle modalità della flipped classroom, ossia la classe capovolta.

Questa particolare opportunità didattica prevede, per esempio, che i compiti si facciano a scuola e non a casa mentre l’insegnante diventa il regista delle esperienze e dei laboratori che si effettuano in classe.

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Fondazione Mondo Digitale e Olivetti portano la didattica 4.0 alla Maker Faire

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Rivoluzionare la didattica tramite l’uso delle nuove tecnologie è l’idea perseguita da molte realtà appartenenti al settore pubblico e privato.

La scuola sta attraversando un percorso di marcato cambiamento anche grazie all’attenzione riposta dal governo con il proprio Piano Nazionale Scuola Digitale.

Nel settore privato invece, oltre a H-Farm e al suo modello di scuola innovativa, ci sono altri attori che cavalcano il settore didattico con proposte molto interessanti sul fronte dell’innovazione.

In particolare Olivetti e Fondazione Mondo Digitale si stanno distinguendo con progetti, prodotti e ambienti di apprendimento per una scuola innovativa e collaborativa in grado di preparare i giovani a nuove professioni in continua e veloce evoluzione.

I risultati saranno visibili alla Maker Faire di New York presso l’evento espositivo, in programma il 23 e 24 settembre presso la New York Hall of Science.

L’opportunità di un palcoscenico internazionale è stata ottenuta tramite l’interessamento dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane nell’ambito del Piano per la promozione straordinaria del Made in ltaly.

ORobot101 e Palestra dell’Innovazione

Durante la manifestazione Olivetti presenta in anteprima ORobot101, un kit robotico realizzato tramite stampanti 3D che consente di migliorare il percorso educativo degli studenti avvicinandoli al mondo del coding e del making.

Gli studenti infatti non solo impareranno a destreggiarsi fra i nuovi linguaggi di programmazione ma acquisiranno anche competenze per la fabbricazione digitale e la prototipazione rapida in quanto il kit robotico consente all’utilizzatore di replicarne le componenti attraverso le stampanti 3D.

La Fondazione Mondo Digitale invece proporrà il modello di Palestra dell’Innovazione che consiste in spazi di apprendimento aumentato, fisici e virtuali, utili per coaudiuvare la formazione scolastica tradizionale attraverso competenze digitali trasversali maturate sul campo.

Il modello di Palestra dell’Innovazione si struttura attraverso 120 scuole italiane, aderenti alla Rete nazionale delle Palestre dell’Innovazione, che rappresentano i luoghi eletti per sperimentare strategie didattiche innovative.

Inoltre Fondazione Mondo Digitale presenta Kit Cut, un progetto di ricerca per favorire modelli di apprendimento personalizzabili in classe scolastiche tradizionali secondo i principi della sharing knowledge economy.

Ne sono un esempio l’adozione di file open source per la realizzazione di arredi scolastici funzionali e intelligenti o ancora kit prodotti con stampanti laser per la creazione di robot.

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Scuole in rete, a Brescia le scuole connesse in fibra ottica

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Il sistema scolastico bresciano è pronto per entrare nel futuro: con il nuovo anno scolastico tutti i 106 istituti di competenza comunale infatti potranno avvalersi di una nuova infrastruttura di connettività basata sulla fibra ottica.

La nuova connettività, realizzata da A2A Smart City, ha pensionato i vecchi collegamenti via adsl fornendo agli istituti una connettività con capacità di dieci megabyte (5 per gli asili).

Le scuole, dagli asili nido fino alle primarie di primo grado, avranno la possibilità di fruire dell’infrastruttura per comunicare più agevolmente fra loro ma anche per impostare una didattica diversa e basata sull’utilizzo delle nuove tecnologie.

La connettività in fibra ottica consente inoltre di installare servizi che permettano di monitorare lo stato di salute degli edifici scolastici e programmarne la manutenzione ma anche gestirne gli accessi, implementare soluzioni di videosorveglianza ad alta definizione e rendere operativo una piattaforma centralizzata per l’allarme antincendio.

La presenza di connettività in fibra ottica nelle scuole bresciane ha permesso anche di trasformare le stesse scuole in ripetitori di segnale per la connettività Wi-Fi: gli edifici infatti sono stati arricchiti di circa 200 hotspot e inclusi nel sistema di connettività pubblica Brescia WiFi.

Scuole in rete, l’Agenda Digitale bresciana passa dalla formazione

Il progetto Scuole in rete rappresenta la realizzazione di una delle linee di sviluppo dell’Agenda Digitale urbana Brescia 2030 che accompagna la scuola e l’insegnamento verso il concetto di smart city.

Durante questo primo anno, la nuova infrastruttura sarà sperimentata con diversi progetti affinché producano dei risultati attendibili per calibrare meglio nuovi servizi affinché la rete sia espandibile anche le scuole superiori di competenza della Provincia.

L’obiettivo ultimo è quello di mettere in rete tutte le scuole del territorio per un più agevole scambio di informazioni e migliorare complessivamente la didattica grazie al digitale.

La promozione dei nuovi servizi resi possibile dalla fibra ottica sarà effettuata, nel corso dell’anno, attraverso svariate attività promozionali fra cui una una caccia al tesoro collettiva sul tema del coding ma anche diverse iniziative culturali legate ai temi del cyberbullismo ed educazione alla legalità, della robotica come strumento didattico e infine incontri sulla lettura e la scrittura.

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Atelier creativi, a Valenza nasce un laboratorio dedicato al tinkering

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A Valenza e nelle sue immediate vicinanze, nel cuore del Piemonte, si concentra uno dei più antichi e significativi distretti artigianali italiani, quello della lavorazione orafa e, in generale, della gioielleria di alta gamma.

La struttura produttiva del distretto di Valenza è formata dalla convivenza di aziende più strutturate per dimensioni e fatturato con piccole aziende e artigiani.

Il patrimonio della tradizione artigianale di Valenza però si appresta ad essere valorizzato non solo in ambito produttivo ma anche didattico.

All’interno del perimetro della Scuola Digitale infatti esistono diverse azioni e misure rivolte alla riscoperta della didattica laboratoriale: fra queste c’è il programma atelier.

Lo scopo è utilizzare la pratica come punto d’incontro essenziale tra sapere e saper fare sfruttando forti sinergie e interconnessioni con il territorio: uno spazio innovativo e modulare dove sviluppare il punto d’incontro tra manualità, artigianato, creatività e tecnologie.

Ed è proprio in questo contesto che nasce il primo Atelier Creativo Digitale a Valenza, organizzato dalla scuola Don Minzoni.

Atelier Creativo Digitale a Valenza

L’ Atelier Creativo Digitale presso la scuola Don Minzoni prevederà la fusione fra didattica tradizionale, manualità e tecnologia affinché gli studenti possano diventare protagonisti attivi del nuovo panorama digitale ricorrendo a forme semplificate e accessibili di pensiero computazionale (coding) , robotica e tinkering.

In particolare il tinkering, ossia la sollecitazione del pensiero tramite stimoli pratici e inviti alla realizzazione di fabbricazioni manuali, si sposa perfettamente con l’attività di progettazione di gioielli grazie anche alla consulenza di esperti artigiani per la riscoperta, anche in giovane età, di professioni che sono sempre più ricercate.

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Novità in arrivo con il rilancio del Piano Nazionale Scuola Digitale

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Una scuola che funziona, competitiva e all’avanguardia è sicuramente uno dei fattori chiave per il successo di un Paese perché è la prima responsabile della formazione delle risorse umane del domani.

La ricetta è semplice a dirsi: colmare i divari fra le strutture formative italiane, consolidare gli investimenti chiave e fare rete investendo su comunità ed ecosistema.

Nel realizzarsi invece c’è qualche problema in più, anche se ci sono buone possibilità che qualcosa di nuovo accada con il rilancio del Piano Nazionale Scuola Digitale.

Durante l’evento Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese infatti, si è fatto il punto sui 20 mesi trascorsi e sugli effetti del Piano voluto dal MIUR per innovare la scuola italiana dopo il precedente evento di Caserta.

I passi avanti fatti in poco più di un anno e mezzo sono stati davvero sensibili.

Secondo l’Osservatorio Scuola Digitale infatti, ad oggi il 97% degli edifici scolastici è connesso ad Internet per la didattica di cui il 47% con una connessione di buona qualità: il 48% degli edifici è interamente cablato, il 75% dei laboratori è cablato e connesso, il 56% delle aule è cablato e connesso.

La didattica digitale sta prendendo piede, con il 54% delle aule adeguato a livello di strumentazione, mentre il 50% delle scuole promuove l’utilizzo di strumenti digitali personali in classe nella formula BYOD, acronimo per Bring Your Own Device, con tanto di relativo regolamento d’uso.

L’82% delle scuole utilizza strutturalmente il registro elettronico di classe, il 96% degli istituti usa strumenti digitali per dialogare con le famiglie.

Un successo anche per le oltre 500.000 Carte del docente attivate e 2,7 milioni di Carte dello studente di cui 1 milione attivate: entrambe le iniziative forniscono un bonus da spendere per la formazione.

16 passi per il rilancio del Piano Nazionale Scuola Digitale

Non solo numeri sul passato ma anche impegni precisi per il prossimo futuro.
Il Piano Nazionale Scuola Digitale si rilancia con 16 precisi passi da seguire.

Si tratta dei capisaldi degli interventi necessari per rilanciare il programma e passano attraverso alcuni interventi come gli investimenti per i laboratori professionalizzanti in chiave digitale, l’estensione del registro elettronico a tutte le classi del primo ciclo, la creazione di ambienti didattici innovativi contro la dispersione scolastica nelle scuole delle periferie, la costituzione di tre gruppi di lavoro al Ministero per portare le competenze digitali in modo strutturale negli ordinamenti scolastici rivedendo le indicazioni nazionali, mappando le nuove metodologie didattiche e intervenendo sui provvedimenti che regolano attualmente l’uso dei tablet e smartphone personali in classe.

E ancora attività sulle discipline STEM in ogni scuola, una community online per gli animatori digitali e i team per il digitale delle scuole.

Inoltre è stata annunciata la creazione di uno speciale gruppo per stakeholder con l’obiettivo di riunire attorno a obiettivi comuni imprese, enti, associazioni, università che intendono sostenere l’attuazione del PNSD.

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