Lucca, al via il Festival della Didattica Digitale

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La terza edizione del Festival della Didattica Digitale, evento organizzato da Fondazione Uibi e INDIRE, è pronto a partire.

L’iniziativa, in programma a Lucca dal 21 al 24 di febbraio, intende dare spazio ai protagonisti di rilievo nazionale e internazionale impegnati a innovare l’apprendimento in chiave digitale offrendo idee e spunti utili a docenti ed educatori italiani affinché possano interiorizzare elementi per la trasformazione digitale della scuola.

Festival della Didattica Digitale e cultura partecipativa

Il tema della terza edizione del Festival della Didattica Digitale è incentrato sul fenomeno contemporaneo delle Culture Partecipative con laboratori e workshop basati sulle seguenti tematiche principali: la tematica immersiva, quella etica, quella ideativa e quella ludica.

Il programma prevede dei laboratori e dei meeting tematici con grandissima attenzione per il mondo della realtà aumentata e virtuale.

In supporto saranno inoltre portati all’attenzione dei partecipanti esempi di eccellenze dall’Italia e dall’Estero relativamente ad ambienti scolastici che hanno saputo predisporre soluzioni efficaci per nuove modalità di apprendimento.
Le attività formative ed esperienziali si terranno negli ambienti di San Micheletto e del Complesso Conventuale di San Francesco.

Il Festival è accreditato come attività di aggiornamento professionale docenti con la possibilità di ottenere 1 UFC del valore di 25 ore: maggiori dettagli qui.

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Futura, la scuola digitale è di scena a Bologna

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Iniziative formative, dibattiti, racconto di buone pratiche e molto altro: questi gli ingredienti che sono alla base di Futura, il format ideato dal MIUR in collaborazione con il Comune di Bologna per affrontare i temi della scuola digitale.

Dal 18 al 20 gennaio infatti si terrà a Bologna una tre giorni di iniziative per fare il punto sui temi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e sulla sua attuazione a due anni dalla sua introduzione.

Con oltre un miliardo di euro di budget per promuovere l’innovazione all’interno delle scuole, il Piano Nazionale Scuola Digitale ha avuto un percorso travagliato che però ha sicuramente portato delle interessanti novità in ambito formativo.

Futura come occasione di studio

Futura vuole quindi essere un’occasione di studio e di riflessione sui temi di innovazione digitale e sulle potenzialità che il nostro sistema formativo potrebbe avere in funzione di una migliore implementazione della tecnologia.

Durante la tre giorni tutti i partecipanti potranno apprendere nuove competenze grazie anche a specifiche esperienze pratiche studiate appositamente per il pubblico che si terranno nelle aree allestite per la manifestazione.

Bologna infatti, da Piazza Maggiore a Palazzo Re Enzo, passando per Palazzo D’Accursio, la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio e l’Urban Center, farà da cornice a oltre 200 workshop di formazione gratuita tenuti da 100 formatori e predisposti per un massimo di 6.800 fra docenti e dirigenti scolastici in rappresentanza di oltre 400 istituti.

Il programma è consultabile qui mentre la mappa dell’evento è rinvenibile qui.

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Fastweb4School, Fastweb e il MIUR insieme per la scuola digitale

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Fastweb lancia Fastweb4School un programma di co-finanziamento per i progetti digitali realizzati dalle scuole.

Grazie ad un’intesa con il MIUR infatti, Fastweb parteciperà con il 50% dell’investimento per tutti i progetti digitali finanziati dalle scuole attraverso una campagna di crowdfunding.

L’intervento economico di Fastweb ha un tetto di 10.000€ per singolo progetto ed è a fondo perduto: non verrà inoltre rivendicata la proprietà dell’idea che rimarrà in carico all’istituto.

L’obiettivo di Fastweb4School è quello di stimolare la progettazione di progetti digitali nella scuola secondaria e aumentare così le competenze digitali.

Un’iniziativa in sinergia con il MIUR

La partnership con Fastweb ha preso ufficialmente il via con l’avviso pubblico sulla piattaforma del MIUR Protocolli in Rete e permette ai proponenti di partecipare ad un bando dedicato al mondo dei makers per la realizzazione di apparecchiature robotiche, dispositivi per la stampa 3D e altre realizzazioni che richiedano l’uso del digitale e la lavorazione di materiali tradizionali.

Per partecipare l’istituto scolastico deve, entro le 15 del 25 gennaio 2018, compilare un form online sulla piattaforma del MIUR: le idee verranno quindi selezionate e quelle approvate verranno caricate sul sito Fastweb4School.it collegato alla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso.

Fastweb seguirà il processo di raccolta contribuendo alla formazione degli istituti coinvolti oltre a collaborare nella promozione dei singoli progetti fino ad erogare il contributo economico qualora la campagna raggiunga almeno il 50% del proprio obiettivo.

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A Scuola di Digitale con TIM: riparte il progetto per avvicinare i docenti al digitale

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La formazione dei docenti al digitale è uno degli aspetti più importanti su cui insistere per avere una scuola innovativa: il corpo docente è chiamato infatti a stimolare l’interesse degli studenti alle opportunità offerte dal digitale.

Per portare in modo massivo l’innovazione tecnologica direttamente nelle aule italiane, TIM ha lanciato nel 2016 un progetto itinerante dedicato.

A Scuola di Digitale con TIM, questo il nome dell’iniziativa, è un progetto avviato lo scorso anno in collaborazione con il MIUR per favorire il percorso di digitalizzazione della scuola.

Il progetto ha coinvolto oltre 3500 docenti in 135 eventi per un totale di oltre 400 ore di lezione erogate con oltre l’80% dei partecipanti soddisfatto dell’efficacia delle attività formative.

A Scuola di Digitale con TIM: Nove regioni coinvolte, si parte dal Veneto

Quest’anno i docenti saranno chiamati nuovamente nelle aule delle scuole di ogni ordine e grado presenti in Veneto, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Sicilia, Sardegna , Toscana e Umbria.

L’obiettivo è quello di permettere agli studenti di avvicinarsi alle applicazioni tecnologiche che aggiungono valore e nuove opportunità alla didattica digitale.

A Scuola di Digitale con TIM riparte oggi dal Veneto e il programma prevede due distinti momenti: una prima fase, svolta direttamente in aula, in cui vengono illustrate ai docenti le potenzialità del web, delle reti sociali e degli strumenti di condivisione digitale in coerenza con le necessità della didattica.

Vengono poi introdotte le basi del coding per avvicinare gli insegnanti al pensiero computazionale e al linguaggio informatico.

La seconda fase invece è di approfondimento: i docenti possono espandere i contenuti trattati nella prima fase anche attraverso contenuti video, infografiche e tutorial presenti nel portale scuoladigitale.tim.it.

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Online lo stato di manutenzione delle scuole di Milano

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Il Comune di Milano crede nella trasparenza e lo fa sfruttando le opportunità offerte dal digitale.

In particolare, per offrire un servizio informativo utile a tutti i genitori degli studenti che frequentano le scuole dell’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado situate nel territorio comunale, l’Amministrazione ha deciso di pubblicare lo stato di manutenzione dei relativi edifici attraverso un innovativo progetto online.

ScuolaMilano estende il geoportale

ScuolaMilano, questo il nome dell’iniziativa, arricchisce il geoportale del Comune di Milano.
Il geoportale, di cui avevamo già illustrato le caratteristiche, è la piattaforma digitale del Comune che consente ai cittadini di gestire e condividere in modo integrato tutti i dati geografici in possesso dell’Amministrazione cittadina come ad esempio la localizzazione delle vie in cui trovare case a canone concordato, i confini dei nove Municipi o ancora la posizione delle case dell’acqua.

ScuolaMilano rappresenta un’ulteriore addizione: la mappa consente infatti di poter visualizzare tutti i lavori di manutenzione straordinaria negli edifici scolastici del Comune di Milano con una frequenza di aggiornamento mensile e suddivisi per Municipi di appartenenza.

Cliccando sui vari segnaposto colorati situati sulla mappa, uno per ogni edificio scolastico, viene mostrata una scheda informativa a spiegazione dei dati principali di intervento comprensive le date di inizio e fine prevista e l’importo stanziato.

I lavori considerati sono quelli in corso, quelli programmati già finanziati ed appaltati, le opere per l’ottenimento dei Cpi (i Certificati di prevenzione incendio), le demolizioni e le ricostruzioni in atto, gli interventi di abbattimento di barriere architettoniche in corso o programmate.

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Scuola digitale, la realizzazione del PNSD è ancora lontana

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Il Piano Nazionale Scuola Digitale è sicuramente un progetto robusto e ricco di opportunità per gli studenti, ma solo a livello teorico.

Varato in forma aggiornata nel 2015 in concomitanza con la legge 107/2015 denominata La buona scuola il PNSD ruotava attorno ad un elenco di 35 azioni concrete scandite da apposite tempistiche e con specifiche risorse destinate.

Da un’indagine realizzata da Formica Blu per conto di Agi sulla base dei dati forniti dal MIUR emergono molte azioni disattese, benché pianificate.

In primo luogo la situazione della connettività delle scuole italiane è imbarazzante: la promessa di cablare in fibra ottica tutte le scuole entro il 2018 è stata rinviata al 2020 e, ad oggi, è ferma a poco più di una scuola su dieci.

L’inclusione di ore dedicate alla programmazione (coding) nelle scuole primarie non è ancora stata effettuata: il pensiero computazionale doveva introdotto con corsi di 60 ore di programmazione in aula.

D’altra parte c’è stata una piena diffusione del programma di animatori digitali, ossia la trasformazione in ogni scuola di un docente particolarmente vocato all’innovazione in guida ai processi di trasformazione digitale della scuola secondo i dettami del PSND.

Tuttavia la dotazione economica garantita alle scuole, ossia il fondo di circa mille euro l’anno per scuola, non è ancora stato stanziato come anche il contributo previsto per le spese di connettività.

Dati mancanti ma scenario chiaro

L’indagine, svolta sulla base dell’analisi compiuta dall’Osservatorio scuola digitale tramite un questionario sottoposto a tutti i dirigenti scolastici, poggia su dati raccolti che non sono completi anche se possono dare un quadro della situazione.

Solo una parte delle scuole infatti ha risposto al questionario: di queste solo il 13% è raggiunta da una connettività in fibra ottica mentre sei scuole su 10 ha accesso a una banda sotto i 10 Mbps che è lo spartiacque per poter erogare una vera didattica digitale a tutte le classi in contemporanea

In relazione ad una connettività non particolarmente performante anche l’adozione del registro elettronico è stata penalizzata: solo poco più di 4.000 istituti italiani ha attivato il registro elettronico del docente.

Inoltre dall’indagine emerge che la didattica fatta con i dispositivi dei ragazzi, il BYOD (Bring Your Own Device), è molto radicata al Sud (nell’ordine Basilicata, Puglia, Calabria, Campania, Molise) dove circa un istituto su 3 fruirebbe di questa modalità che testimonia una scarsa disponibilità di risorse proprietarie degli istituti.

Per maggiori informazioni si rimanda all’indagine svolta da AGI.

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Fake news, il MIUR avvia una serie di azioni a supporto dell’educazione civica digitale

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La circolazione di notizie non verificate o palesemente false può creare notevoli problemi per la società e anche per le singole persone.

Con l’esplosione dei social network, il problema si è acutizzato ulteriormente perché la velocità di propagazione dei contenuti è aumentata a dismisura.

Così, quando un contenuto pubblicato online non viene affrontato con atteggiamento critico ma viene letto e condiviso senza riflettere se sia corretto oppure no, si genera un effetto potenzialmente distruttivo.

Basti pensare ai danni di reputazione che può rappresentare una notizia errata o la cascata di eventi che da essa possono essere generati.

Fra le notizie false più diffuse possiamo ricordare quelle circolanti sugli effetti dei vaccini ritenuti, erroneamente, responsabili dell’autismo o dell’indebolimento delle difese immunitarie dei bambini.

Il MIUR e la Camera dei Deputati contro le fake news

Per questo il MIUR, in cooperazione con la Camera dei Deputati, sta affrontando il fenomeno con una serie di azioni sul tema del controllo delle fonti e per l’educazione civica digitale grazie anche al supporto della Rai, della Federazione degli editori (Fieg) e di Confindustria.

Fra queste c’è la campagna #BastaBufale che presenta un decalogo di azioni responsabili di cui tenere in considerazione quando ci si avvicina ad un nuovo contenuto informativo online.

  1. Condividi solo notizie che hai verificato
  2. Usa gli strumenti di Internet per verificare le notizie
  3. Chiedi le fonti e le prove
  4. Chiedi aiuto agli esperti
  5. Ricorda che anche Internet e i social network sono manipolabili
  6. Riconosci i vari tipi e gli stili delle notizie false
  7. Hai un potere enorme, usalo bene
  8. Dai il buon esempio: non lamentarti del buio, ma accendi la luce
  9. Impara a riconoscere gli odiatori e i provocatori seriali
  10. Ricorda che il tuo click ha un valore

L’iniziativa di sensibilizzazione è diretta alle scuole secondarie di primo e secondo grado e coinvolgerà oltre 4 milioni di studenti: si inserisce direttamente nel perimetro delle attività del sito Generazioni Connesse promosso dal MIUR.

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Fondazione TIM lancia la piattaforma digitale Dislessia 2.0

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Fondazione TIM in collaborazione con l’Istituto di Scienze Applicate & Sistemi Intelligenti del Consiglio Nazionale della Ricerche (ISASI-CNR) di Messina ha lanciato una piattaforma digitale contro la dislessia chiamata, appunto, dislessia 2.0.

L’iniziativa, supportata anche dall’Associazione Italiana Dislessia, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dal MIUR, consiste in una soluzione rivolta a famiglie, docenti, studenti e pediatri finalizzata a fornire strumenti tecnologici innovativi per risolvere specifiche esigenze per la dislessia.

Uno strumento digitale per le famiglie

Le famiglie interessate a sfruttare la piattaforma possono collegarsi al portale dislessia per individuare le oltre 4.300 scuole aderenti all’iniziativa che già si avvalgono di metodologie didattiche inclusive validate al termine di un percorso formativo realizzato in collaborazione con AID.

La piattaforma mette a disposizione diversi servizi, fra cui Smart@pp, un’applicazione realizzata dall’ISASI-CNR e sviluppata dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’IRCCS Eugenio Medea – Associazione La Nostra Famiglia e l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, per erogare a famiglie e pediatri uno screening ultra-precoce sugli elementi di rischio per disturbi della comunicazione.

Inoltre verrà implementata Dislessia Online, un’applicazione sviluppata dall’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, grazie a cui effettuare una valutazione a distanza della lettura e, nel caso fosse necessario, iniziare un eventuale percorso di recupero online corredato di una sessione finale con verifica dell’apprendimento.

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Open Fiber porta la fibra ottica nelle scuole di Torino

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Open Fiber e la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo uniscono le forze per riqualificare la connettività nelle scuole di Torino.

Grazie al progetto congiunto Riconnessioni: educazione al futuro, i due partner hanno fissato l’obiettivo di rendere più digitale la didattica con l’introduzione di contenuti e metodi innovativi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

La crescita digitale del Paese infatti passa necessariamente attraverso la formazione di una nuova generazione di insegnanti e di cittadini che siano consapevoli della loro natura ed identità digitale.

Il progetto vede una collaborazione di diversi attori impegnati: oltre ad Open Fiber e alla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo parteciperanno il MIUR, il Comune di Torino e la Regione Piemonte.

L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente 100 mila studenti, 2 mila insegnanti e 350 plessi scolastici con lo scopo di utilizzare la rete come strumento di apprendimento e di inclusione socio-culturale insistendo su due principi cardine: l’innovazione degli spazi e la creazione di un modello di rete di scuole per lo sviluppo di una didattica personalizzata e interattiva.

La fibra ottica in 350 plessi scolastici di Torino

L’impegno di Open Fiber in particolare ai fini della buona riuscita dell’iniziativa prevede un investimento di 10 milioni di euro in tre anni per portare la fibra ottica con connettività a 10Gbps nei 350 plessi scolastici dell’area metropolitana di Torino coinvolti nel progetto per poi espandere la rete al resto del territorio nazionale.

La nuova rete consentirà di collegare tutte le aule e permetterà quindi di riprogettare e digitalizzare i processi scolastici sviluppando nuovi servizi e professionalità nella scuola.

Alla nuova infrastruttura verrà affiancato un percorso, formato da master e workshop, per i docenti al fine di permettere loro di acquisire competenze nel mondo digitale e innovando il modello pedagogico.

Infine Riconnessioni: educazione al futuro proporrà ai cittadini attività di educazione digitale per la cittadinanza sui temi della privacy, della sicurezza dei dati e della lotta alle fake news ed al cyberbullismo.

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A Borgomanero parte la sperimentazione di una classe interamente digitale

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Sta volgendo al termine il tempo di cartelle, zaini o il ricorso sistematico alla lavagna nella didattica: la scuola a Borgomanero cambia radicalmente e punta sull’innovazione.

Una sezione della scuola media inferiore del Collegio Don Bosco di Borgomanero infatti ha dato il via alla sperimentazione di una classe interamente digitale: gli studenti sono dotati di un pc portatile e le lezioni vengono condivise.

Proprio l’uso sistematico delle nuove tecnologie influenza l’adozione di una metodologia didattica che fa largo impiego di materie condivise in rete e soprattutto studiate in modo collaborativo.
Gli stessi insegnanti riescono ad utilizzare in modo più proficuo le mappe concettuali che gli alunni possono seguire sul video: proprio il largo ricorso alle mappe concettuali predomina sulle forme di apprendimento tradizionale.

La sperimentazione è il frutto di diversi micro esperimenti didattici, effettuati negli anni scorsi suddivisi su più classi, che hanno raccolto moltissimi consensi dagli alunni ma anche da parte dei genitori.

Il digitale come mezzo alternativo per la didattica

La didattica non rimpiazza però totalmente i sistemi tradizionali: si usano ancora libri e quaderni ma gli alunni devono essere necessariamente dotati di computer portatile in classe.

Grazie alla tecnologia infatti si può puntare sul cooperative learning, ossia l’apprendimento cooperativo, e sulle modalità della flipped classroom, ossia la classe capovolta.

Questa particolare opportunità didattica prevede, per esempio, che i compiti si facciano a scuola e non a casa mentre l’insegnante diventa il regista delle esperienze e dei laboratori che si effettuano in classe.

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