ICE e Alibaba insieme per sostenere l’export delle PMI italiane tramite il digitale

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ICE e Alibaba hanno sottoscritto un accordo per il potenziamento delle esportazioni da parte delle PMI italiane attraverso la piattaforma e-commerce dedicata al mercato b2b, ossia non rivolta ai consumatori finali, del gigante cinese.

L’obiettivo consiste nel mettere in contatto le aziende italiane con oltre 26 milioni di buyer e distributori nel mondo tramite un’evoluzione della piattaforma helloITA, inaugurata in partnership con Alibaba due anni fa, che aveva coinvolto principalmente aziende produttrici di beni di consumo come moda, food, cosmetica e arredo.

Con l’accordo odierno Alibaba estenderà a tutti i settori del Made in Italy, dalla meccanica all’automotive passando per la nautica, l’opportunità di posizionare i propri prodotti in una speciale vetrina.

Il nuovo Made in Italy Pavilion, così è chiamata la nuova iniziativa digitale, è una fiera online permanente rivolta alle aziende esportatrici italiane: l’accordo prevede inoltre l’opportunità per 300 aziende italiane di attivare in maniera gratuita la partecipazione sulla piattaforma per due anni fruendo di servizi di consulenza.

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Addio al geo-blocking, lo shopping online diventa libero

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Cade un’altra barriera tra i Paesi appartenenti alla UE dopo la fine dei costi addizionali dovuti al roaming: da lunedì 3 dicembre viene abolito il geoblocking, il blocco geografico che impedisce ai cittadini appartenenti all’Unione europea di effettuare liberamente acquisti online tra uno Stato e l’altro.

La normativa di riferimento è stata approvata dall’Europarlamento lo scorso febbraio ma trova piena applicazione dalla giornata di domani: chiunque venda prodotti sul web dovrà uniformare la clientela proveniente da altri Paesi UE a quella locale.

Verranno quindi applicati stessi prezzi, stesse condizioni di pagamento e non sarà più possibile bloccare la transazione perché l’acquirente appartiene ad un altro Stato; i siti che hanno più versioni a seconda della nazione di riferimento non potranno più reindirizzare i clienti alla versione locale né rifiutarsi di accettare gli acquisti di persone che si collegano da altri Paesi perché, per esempio, non fanno consegne in un Paese diverso dal proprio.

In questi casi sarà necessario da parte del venditore trovare un accordo con il cliente senza che questi abbia disagi nella procedura di acquisto.

Addio al geo-blocking ma con qualche eccezione

Le norme che portano alla rimozione del geo-blocking si applicano a tutti i prodotti eccetto a quelli audiovisivi e in modo più esteso a tutti quelli coperti da copyright per cui resta valido il principio della territorialità.

Fra questi compaiono musica, e-book, videogiochi e software: essendo però già in vigore dalla scorsa primavera le regole sulla portabilità dei contenuti, il consumatore non avrà alcun tipo di problema nella loro fruizione.

La Commissione europea però ha già stabilito che rivedrà la situazione nel 2020 per decidere se mettere fine al geo-blocking anche per musica, e-book, videogiochi e software.

Maggiori dettagli nella pagina dedicata.

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