Smart City, Enel scende in campo per innovare Firenze

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Il Comune di Firenze punta a diventare una smart city all’avanguardia in Italia e per farlo coinvolge Enel.

Fra la Pubblica Amministrazione fiorentina ed Enel infatti si è raggiunto un accordo che prevede un piano di investimenti sul fronte dell’innovazione di 10 milioni di euro in 5 anni.

L’obiettivo è quello di sviluppare nel contesto urbano fiorentino tecnologie quali IoT, mobilità elettrica ed efficienza energetica con uno speciale laboratorio nel quartiere di Novoli/Piagge/Cascine.

Il programma congiunto prevede un’azione complessa e integrata mirata a migliorare l’efficienza energetica tramite smartgrid, smartlighting, teleriscaldamento per oltre 700 utenti con seasonal storage solare e 600 dispositivi smart info.

Non solo smart grid ma anche mobilità elettrica

Enel inoltre, forte dell’esperienza a Genova in fatto di mobilità elettrica d’avanguardia e sostenibile, ha proposto la trasformazione di 100 taxi con motore termico a motore elettrico e l’ampliamento della rete di ricarica elettrica con servizio fast recharge plus che permette di ricaricare un’auto in circa 20 minuti.

Dopo le prime due stazioni di piazza Francia e via del Cavallaccio sono state infatti inaugurate altre due stazioni di ricarica in controviale Guidoni e piazzale Donatello oltre ad una prossima installazione di due ulteriori colonnine di cui una in via Venosta.

Non manca inoltre l’attenzione verso lo sviluppo dell’Ict e dell’IoT (Internet Of Things) con l’utilizzo di una piattaforma di controllo urbano per il monitoraggio delle luci e del ciclo dei rifiuti.

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A Cremona nasce il Polo per l’Innovazione Digitale

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Cremona si sveglia ancora più digitale e innovativa.

Si è appena conclusa infatti la Tec-Night, la prima notte bianca interamente dedicata alla tecnologia in Italia, in cui si sono succedute diverse iniziative legate ai temi dell’innovazione come la realtà virtuale, la silent disco, proiezioni laser, video mapping, spettacoli di luce ed eventi culturali a tema.

Ma non esiste solo la componente ricreativa, contestualmente infatti Cremona inaugura il Polo per l’Innovazione Digitale: si tratta di un centro di studio, ricerca e sviluppo per il rilancio socio-economico della città e dei territori circostanti sfruttando la tecnologia come veicolo per l’innovazione.

Il Polo per l’Innovazione Digitale nasce grazie al CRIT

Il CRIT è un consorzio nato nel 2012 che raccoglie alcune aziende cremonesi operanti nel mondo ICT, in particolare Linea Com, MailUp e Microdata Group con il supporto del Politecnico di Milano Campus di Cremona.

Nella stessa data si è tenuto anche l’evento Innovazione nei piccoli comuni. Nuove tecnologie e piattaforme innovative a servizio delle Smart Land supportato da FPA, A2A Smart City e LineaCom sulle politiche diffuse e condivise per aumentare la competitività del territorio e creare un contesto economico e sociale attraente per cittadini e imprese basandosi su innovazioni che vanno dallo Smart AgriFood all’Industria 4.0 fino alle nuove tecnologie digitali per la PA.

Si è inoltre firmato il protocollo d’intesa tra A2A e ANCI Lombardia per la nascita di un Comitato Congiunto di Indirizzo per promuovere e diffondere le best practices Smart Cities e Smart Lands nei territori lombardi.

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Smart City, Torino punta sull’UltraFibra di Fastweb

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Torino diventa a pieno titolo la città che può rivendicare, a livello nazionale, una posizione sicuramente all’avanguardia circa la presenza e diffusione di connettività ultra veloce.

Una connettività altamente performante è propedeutica a poter rendere la città un polo di innovazione per tecnologie digitali e servizi di smart city.

Ed è proprio questo il motivo che ha spinto il Comune di Torino a raggiungere un accordo con Fastweb per rendere disponibile il servizio UltraFibra.

Grazie alla copertura del servizio UltraFibra 1 Giga infatti, entro l’anno 262mila abitazioni e imprese (oltre il 40% delle famiglie e delle aziende) potranno navigare in Internet con velocità fino ad 1 Gigabit in download e 200 Megabit in upload.

Di più attraverso il servizio WOW-FI del gestore telefonico e in forza della capillarità di copertura data dai 42.000 punti di accesso presenti in città, l’infrastruttura di rete di Fastweb si propone come abilitatore chiave per lo sviluppo di servizi di smart city.

Maggiore disponibilità a connettersi in modalità ultra veloce, migliore è l’inclusione digitale dei cittadini che confluisce in una maggiore partecipazione e un’amministrazione più aperta.

UltraFibra e rete 5G per Torino, una città sempre più connessa

Va ricordato che Torino non è nuova all’attenzione verso soluzioni di connettività ad altissima velocità, il Comune infatti si era già accordato con Telecom per la sperimentazione di una rete mobile 5G che coprirà l’intera città entro il 2020.

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Innovazione urbana, Milano è al vertice per sviluppo sostenbile

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Una città che ambisca ad essere smart e innovativa deve necessariamente avere a cuore anche la sostenibilità, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’ONU al 2030.

Milano è una delle città italiane più attive nel processo evolutivo per diventare una smart city ad altissimo tasso di innovazione e con un’elevata sensibilità su tematiche come energia pulita, ambiente e incremento della qualità della vita dei cittadini.

Da un’anticipazione di Icity Rate, il rapporto annuale realizzato da Forum PA per valutare la situazione delle smart cities italiane in termini di inclusività e vivibilità, Milano totalizza le migliori performance a livello nazionale per produttività, numero di imprese green, offerta di trasposto pubblico locale.

In particolare in fatto di mobilità sostenibile l’offerta di posti-km TPL pro-capite vede Milano ai vertici della classifica nazionale: la città meneghina è inoltre leader per dotazione di veicoli in sharing, sia automobili che biciclette.

Non altrettanto rosea la situazione sui settori ambiente e legalità.

Sviluppo sostenbile: Milano punta sull’inclusione e sulla digital transformation

E’ la terza volta nelle ultime tre edizioni che Milano risulta in testa alla classifica delle smart city italiane: questo risultato si deve alla grande attenzione della Pubblica Amministrazione meneghina verso le tematiche dell’innovazione e dell’inclusione con un consistente sforzo nella digital transformation ai fini di rendere Milano una città sempre più intelligente e a misura dell’individuo.

Una città sostenibile insomma, che persegua lo sviluppo sociale ed economico con l’impiego delle nuove tecnologie e degli strumenti di partecipazione e collaborazione.

I risultati completi della ricerca, che offre anche un’interessante analisi sul posizionamento dei Comuni capoluogo rispetto ai grandi obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, saranno diffusi durante la manifestazione “I City Lab” in programma a “BASE Milano” il 24 e 25 ottobre prossimi.

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A2A e Brescia insieme per la smart city del futuro

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In materia di smart city A2A dà vita ad un’asse con Brescia: l’azienda multiutility e l’Amministrazione hanno infatti avviato cinque gruppi di lavoro per individuare progetti chiave in materia di servizi smart.

Il Comune, la Provincia ed A2A infatti credono nelle opportunità di sviluppo socio-economico che l’innovazione dei servizi smart può generare sul territorio e impattare positivamente la vita ei cittadini e delle imprese.

Comune e Provincia hanno già approvato una propria Agenda Digitale nella quale emergono concreti progetti che saranno gradualmente dispiegati nei prossimi mesi.

A2A Smart City e focus sui servizi digitali

Grazie all’accordo con A2A il focus è stato ulteriormente improntato su reti e servizi digitali: i gruppi di lavoro tecnici costituiti avranno il compito di dare attuazione alle linee guida di sviluppo decise in cabina di regia e monitorare la qualità dei servizi rilasciati sul territorio.

L’esperienza di A2A sarà utile per importare buone pratiche già realizzate in importanti realtà metropolitane.

Inoltre massima attenzione verrà data a nuovi modelli di governance per garantire la crescita e la competitività dell’economia locale.

La cooperazione è stata siglata dal Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, il Vice Sindaco del Comune di Brescia con delega alla Smart City, Laura Castelletti, e il Presidente di A2A, Giovanni Valotti.

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Smart City, Torino punta su Wi-Fi e IoT

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Torino è una città fra le più attente in Italia all’aspetto tecnologico.
L’obiettivo dell’Amministrazione è infatti quello di candidarsi ad essere una smart city fra le più avanzate del nostro Paese.

Per farlo, il team di Innovazione della Città, in armonia con il lavoro del Team per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sta definendo l’infrastruttura tecnologica necessaria.

In primo luogo si sta puntando sull’estensione della rete Wi-Fi cittadina per garantire agli utenti (turisti, studenti, residenti) servizi utili e ridurre il digital divide che attualmente penalizza le zone più periferiche della città.

Torino Smart City: l’obiettivo è il Wi-Fi esteso in città

Per ottenere questo risultato, il 25 gennaio 2017 è stato pubblicato l’avviso di manifestazione di interesse per l’estensione dei servizi Wi-Fi di Torino esplorando differenti modelli di business proposti dagli operatori economici del settore.

Con la diffusione della rete Wi-Fi e l’utilizzo del 5G i cittadini potranno usufruire agilmente dei servizi digitali che verranno implementati.

A questo si aggiunge un potenziamento dell’infrastruttura IoT (Internet delle Cose) grazie alla collaborazione tra Comune e aziende del territorio.

Inoltre la città metterà a breve a disposizione un’infrastruttura comune di cloud e open data i cui dettagli verranno rilasciati a breve.

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Roma si allea con Barcellona per l’innovazione digitale

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Con l’obiettivo di concentrarsi su open data, smart city e trasparenza ha preso il via un’importante collaborazione fra due amministrazioni virtuose in materia di digitale, Roma e Barcellona.

L’intesa, sottoscritta in occasione dell’apertura della Digital Social Innovation Fair 2017 dall’assessore a Roma Semplice Flavia Marzano e dalla Commissario del Dipartimento di Tecnologia e Innovazione Digitale del Comune di Barcellona Francesca Bria.

Un’intesa per dati aperti, partecipazione, smart city, trasparenza, trasformazione digitale e software libero

Il testo dell’accordo prevede una collaborazione tra le due amministrazioni e il reciproco supporto in ambito comunitario ed internazionale per la realizzazione di progetti comuni sui temi riguardanti dati aperti, partecipazione, smart city, trasparenza, trasformazione digitale e software libero.

Il primo passo operativo della collaborazione è l’attuazione di una strategia congiunta sulla trasformazione digitale e la migrazione verso il software libero, il cui utilizzo è già stato deliberato dalla Giunta Capitolina nell’ottobre scorso.

La scelta di Barcellona come partner strategico non è casuale.
La città spagnola infatti è già da qualche anno ai vertici delle classifiche sulle smart city a livello mondiale: l’idea è quella di utilizzare le migliori pratiche adottate dalla città e importarle, con i dovuti accorgimenti, a Roma per riaccreditare la Capitale nel panorama internazionale delle città virtuose in materia di digitale.

Inoltre, le amministrazioni intendono coinvolgere le associazioni imprenditoriali e culturali perché siano parte attiva nelle procedure di scambio delle informazioni e buone pratiche per una smart city inclusiva, circolare e democratica.

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In Trentino-Alto Adige nasce la Smart Forest

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Applicare alcune delle tecniche alla base degli esperimenti attinenti al concetto della smart city a un contesto totalmente diverso come quello boschivo e forestale vi sembrerebbe una follia?

Non la pensano così in Trentino, dove il concetto di smart city sta ispirando quello di smart forest.

In Italia le zone boschive o non urbanizzate rappresentano quasi l’80% del territorio, perché quindi non trovare il modo di renderne più efficiente la gestione, il monitoraggio e la divulgazione della disponibilità delle stesse?

In questa direzione, nella Provincia di Trento, sta nascendo un’iniziativa che coinvolge la società Trilogis, il Consorzio dei Comuni Trentini, la Fondazione Edmund Mach (FEM) e la Fondazione Bruno Kessler (FBK).

Smart Forest: informatizzare le aree boschive e non urbanizzate

Il progetto punta ad informatizzare e dare coerenza a un settore ancora gestito con metodiche tradizionali: partendo dalle immagini LIDAR, ossia quelle ricavate dai radar degli aerei in volo sul territorio, e tramite algoritmi sviluppati da FEM e FBK è possibile monitorare l’estensione e il mutamento delle specie boschive, stimare il volume legnoso, la biomassa, l’altezza e il numero delle piante boschive con molta maggiore accuratezza di quanto fosse possibile in precedenza.

Anche la parte di data gathering, ovvero raccolta delle informazioni, passa attraverso ad una nuova strumentazione consegnata ai forestali del Comune di Arco (TN): dei tablet che consentono di comunicare in tempo reale agli enti di competenza eventuali problemi del territorio, come la presenza di crepe o danneggiamenti colposi nonché altre informazioni che in passato venivano rilevate dai custodi dei boschi, ma che non potevano essere condivise e relazionate fra loro per il mancato uso della tecnologia.

Tra gli obiettivi dell’iniziativa, la realizzazione di un sistema per l’auditing delle informazioni per l’ottenimento della certificazione PEFC che, tra l’altro, permette di stabilire che la carta usata in libri e quaderni provenga da boschi amministrati in maniera eco-sostenibile.

Con i processi di crescente cementificazione e rapidi cambiamenti climatici, l’importanza delle foreste è preminente per la capacità di fornire bio-energia, come riserva di legno di alta qualità ma anche per le loro funzioni di ritenzione idrica, protezione idrogeologica e sottrazione di carbonio dall’atmosfera.

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Smart Road, ANAS innova la rete autostradale

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La crescente esigenza energetica unita alla necessità di garantire la sostenibilità ambientale delle soluzioni realizzate per ottenerla sta motivando la ricerca a trovare idee sempre più innovative.

Parte di queste interessano anche la mobilità alternativa e le modalità con cui viene realizzata e servita la rete autostradale.

Basti pensare che in Normandia è stato realizzato il primo tratto al mondo di una strada rivoluzionaria pavimentata con speciali pannelli solari in grado di resistere al traffico pesante e a forti piogge: per poco meno di 3 chilometri, 2.800 metri quadrati di pannelli solari sono in grado di accumulare energia necessaria all’illuminazione stradale di un paese di circa 3.400 persone.

Anche in Italia lo sviluppo di soluzioni intelligenti con un occhio alle fonti di energia rinnovabile o alternativa sta prendendo piede e, a tale riguardo, la Salerno-Reggio Calabria, da interminabile infrastruttura, nel prossimo futuro potrebbe diventare una delle autostrade più tecnologicamente avanzate del mondo.

Smart Road: il piano di ANAS per la viabilità sostenibile e intelligente

Lo si deve al piano Smart Road di ANAS che punta a trasformare l’intera rete autostradale italiana partendo proprio dall’autostrada del Sud Italia.

ANAS si era già dimostrata particolarmente sensibile al tema dell’innovazione in più riprese; il progetto Smart Road è l’ennesimo tassello in questa direzione.

Strutturata in fasi, l’iniziativa di ANAS prevede un primo passo che porterà 400 chilometri della Salerno-Reggio Calabria ad essere più smart.
Verranno infatti posizionati sensori, telecamere intelligenti e una serie di hotspot Wi-Fi collegati tra loro tramite fibra ottica per offrire una connessione al web in ogni punto del percorso e consentire lo scambio dei dati tra autostrada, veicoli e smartphone degli utenti-guidatori.

La produzione di big data permetterà di diffondere informazioni in tempo reale sulla viabilità, sul meteo e in generale a supporto del guidatore.

Verrà rispettato lo standard Dedicated Short Range Communications, che permetterà pure la comunicazione tra i veicoli se e quando arriveranno le auto a guida autonoma.

L’intera struttura sarà supportata da mini isole distribuite ogni trenta chilometri ai lati dell’autostrada dove saranno posizionati i sistemi per la produzione di corrente mediante l’accumulo di energia solare ed eolica oltre ai punti di ricarica per le auto elettriche e ai droni impiegati per monitorare il percorso autostradale.

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Inizia la rivoluzione digitale del Comune di Milano

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Il Comune di Milano affronta seriamente il tema della trasformazione digitale al punto di lanciare un nuovo progetto.

Con una gara d’appalto da cinque milioni di euro appena lanciata e da aggiudicare entro aprile, Palazzo Marino intende creare un portale unico che permetta ai cittadini milanesi di interfacciarsi con il Comune per espletare tutte le pratiche che normalmente si effettuerebbero allo sportello.

Un cruscotto digitale unico per il Comune di Milano

L’obiettivo è quello di consentire al cittadino, tramite un computer, un tablet o uno smartphone di consultare il proprio fascicolo potendo quindi tenere sotto controllo lo storico dei versamenti delle tasse o effettuando online le richieste più svariate: dai certificati online ai pass per la sosta.

Ma nelle intenzioni di Palazzo Marino c’è anche la possibilità di effettuare pagamenti online in modo semplice e veloce: si potranno così pagare le multe, la tassa sui rifiuti, la retta della mensa e altri servizi del Comune.

Massima attenzione anche all’interazione con l’individuo e le sue necessità: per esempio il cittadino potrà, attraverso il portale, interagire via web con gli assessori ma anche ricevere in tempo reale le stime sul traffico o la disponibilità di parcheggi.

Ma anche per chi viene dall’esterno il portale riserverà un sacco di vantaggi: il turista infatti potrà pianificare il proprio viaggio acquistando direttamente gli ingressi per mostre e fiere o servizi quali l’alloggio negli hotel della città.

Insomma, Palazzo Marino vuole realizzare un cruscotto digitale che consenta di alleviare l’esperienza dell’utente che, altrimenti, sarebbe disperso su più servizi online o fisici.

Il modello da seguire è quello di grandi metropoli come Barcellona, New York e Parigi tutte città che, grazie ad un massiccio uso del digitale e degli open data, hanno reso il rapporto con il cittadino e la circolazione delle informazioni più immediati, trasparenti ed efficienti.

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