ANAS e MIT insieme per il monitoraggio delle infrastrutture stradali

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L’ANAS e il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, celebre ateneo statunitense, hanno presentato l’accordo per un innovativo metodo di monitoraggio delle infrastrutture stradali italiane.

L’iniziativa, che sarà operativa fisicamente da febbraio 2019 attraverso un progetto pilota che interesserà il Grande Raccordo Anulare di Roma (GRA) e l’autostrada A91 Roma-Fiumicino, prevede che siano gli utenti della rete autostradale a fornire, tramite smartphone, informazioni utili al controllo dello stato di salute dell’infrastruttura viaria da parte di ANAS.

Smart Road: la sensoristica si basa sugli utenti

La tecnologia adottata permette la sorveglianza e la conseguente programmazione della manutenzione delle infrastrutture stradali valutate sul comportamento delle stesse durante il loro funzionamento in esercizio.

Accanto alle attività di verifica tradizionali, condotte da personale certificato, si affiancherà l’uso di sensori mobili che consentono il controllo qualitativo dell’infrastruttura stradale sulla base dei dati provenienti dai sensori presenti nei dispositivi mobili e nelle centraline delle automobili più recenti.

La tecnologia del MIT ha infatti evidenziato che i dati derivati dallo smartphone, raccolti su un veicolo in movimento e opportunamente registrati e analizzati, sono in grado di presentare informazioni coerenti e significative su alcune delle frequenze modali di un ponte, ossia del comportamento dinamico di una struttura quando viene sottoposta a vibrazione come quella indotta dal passaggio dei veicoli.

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Guida autonoma, a Torino un circuito urbano per la sperimentazione

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Torino può finalmente iniziare a testare l’auto a guida autonoma in forza del protocollo d’intesa firmato tra il Comune e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per una collaborazione in tal senso ratificata dalla Giunta comunale.

La prima auto dovrebbe cominciare a circolare a settembre rendendo la città un circuito di 35 chilometri di asfalto interssando tutte le principali arterie e strutture di riferimento come ospedali (Città della Salute), università (Politecnico, Lingotto), uffici pubblici (Palagiustizia), stazioni (Porta Nuova, Porta Susa) e stabilimenti (Mirafiori, Powertrain).

La decisione di avviare la sperimentazione della guida autonoma in ambito urbano risale alla scorsa primavera ed è in linea con il decreto Smart Road.

Nel testo approvato è stata infatti individuata un’area urbana dove costruttori e centri di ricerca avranno il ruolo di collaudatori dei prototipi di auto senza pilota potendo così testare le soluzioni tecnologiche nelle situazioni più varie.

L’obiettivo è quello di innovare il sistema di mobilità urbana attraverso lo sviluppo nel tessuto cittadino di un’infrastruttura tecnologica in grado di interconnettere i veicoli in movimento regolando la congestione del traffico e migliorando la sicurezza.

Un ambiente urbano di test per l’auto a guida autonoma

L’accordo vuole rendere la città di Torino un ambiente esteso dove permettere l’interazione delle progettualità tecnologiche attivate sul territorio che hanno nell’auto senza pilota il proprio cardine con la possibilità di attrarre competenze e aziende legate a questa nuova tecnologia.

Un binomio fra auto intelligente e città intelligente, ricordando come Torino sia un laboratorio a cielo aperto dedicato all’innovazione, forte della sperimentazione 5G e di moderne tecnologie di sensoristica avanzata e soluzioni di smart energy.

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