A Pesaro arriva il planetario digitale

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A Pesaro ha ufficialmente aperto al pubblico il planetario digitale, una struttura in grado di simulare fino a 120mila stelle.

L’inaugurazione è avvenuta con due classi di quinta elementare della scuole Carducci e Manzi che hanno potuto godersi lo spettacolo all’interno della cupola che è stata allestita, provvisoriamente, presso il cortile di Palazzo Mazzolari Mosca.

Il planetario rappresenta una grande opportunità per la diffusione della didattica attinente al mondo dello spazio: all’interno della cupola dal diametro di sette metri, un ambiente multimediale permette di studiare le regioni della volta celeste potendo osservare pianeti, nebulose e galassie grazie agli effetti tridimensionali e aiutati da un’apposita voce guida in grado di illustrare ciò che l’utente sta visualizzando.

Accedere al planetario è semplice, è sufficiente recarsi alla struttura nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì mattina tramite prenotazione, il venerdì pomeriggio dalle 15 alle 19 e infine il sabato e la domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Le proiezioni durano circa 20 minuti e si tengono ogni mezz’ora con un costo di 5 euro, ridotto a 3 euro per i bambini di 7-19 anni e per i possessori di Card Pesaro Cult e del biglietto unico Pesaro Musei.

Maggiori informazioni direttamente qui.

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A Cimadolmo inaugurato un hub dedicato all’innovazione

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Il Trevigiano si arricchisce di un nuovo luogo dove affrontare professionalmente diverse tematiche fra cui lo sviluppo sostenibile, la cybersicurezza e l’innovazione con particolare riferimento al settore delle tecnologie aerospaziali.

Oggi infatti è stato inaugurato a Cimadolmo un innovation hub voluto e promosso dall’Amministrazione comunale di Cimadolmo, dall’Istituto Europeo per lo Sviluppo Tecnologico (Iest) e da iXitaly.

L’hub intende riunire diverse esperienze considerate sinergiche e al suo interno raccoglie il nuovo laboratorio Fab Space Lab, gestito dallo Iest, dedicato alle tecnologie satellitari che raccoglie una serie di ricercatori provenienti da diverse Università internazionali fornendo loro libero accesso ad una vasta gamma di dati che permettano di sviluppare nuove applicazioni digitali applicabili al settore aerospaziale.

Questo laboratorio era già presentato al Parlamento Europeo a Bruxelles, nello scorso ottobre, come centro di sviluppo della Politica Spaziale Europea.

Diverse realtà insieme per l’innovazione

All’interno dell’innovation hub appena presentato compare anche l’incubatore Think Out Of the Box (T.O.O.B.), gestito da iXitaly, che intende sostenere la nascita di startup digitali oltre ai processi di open innovation e di trasformazione digitale. Infine, è previsto che il nuovo hub ospiti un centro intercomunale per la polizia locale con l’obiettivo di gestire le attività di controllo e sorveglianza per i comuni di Cimadolmo, Ormelle, Vazzola e San Polo di Piave grazie all’uso di nuove tecnologie e mettendo a disposizione un programma di formazione continua rivolto a giovani e adulti tramite alcune aule tecniche informatizzate al servizio delle scuole e dei cittadini.

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WOW Space, Fastweb lancia il proprio servizio cloud con spazio illimitato

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Fastweb continua la propria rivoluzione digitale offrendo servizi sempre più appetibili per la clientela di telefonia fissa e mobile: oggi è la volta di un nuovo servizio cloud storage per la conservazioni di foto, video e musica.

WOW Space, questo il nome della piattaforma di salvataggio dati, offre spazio illimitato e permette di caricare le foto a risoluzione originale.

L’accesso al servizio avviene tramite le stesse credenziali di MyFastPage da parte del cliente: tramite l’app da smartphone è garantito l’upload automatico ed è possibile vedere le foto organizzate in galleria o su mappa in base al luogo in cui sono state scattate anche grazie alla funzione di tag e geolocalizzazione.

Le condizioni economiche sono veramente interessanti: WOW Space è gratuito per i clienti che lo attiveranno entro il 31 gennaio 2019, mentre per tutti gli altri avrà il costo di 9,95€ l’anno.

Per attivare il servizio è necessario scaricare l’app WOW Space e inserire le credenziali del proprio account Fastweb.

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A Torino un laboratorio usa la realtà virtuale per simulare la vita nello spazio

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Torino si è da sempre distinta come capofila in diverse iniziative tecnologiche: fra queste ne ospita una particolarmente interessante che riguarda lo spazio e le simulazioni ad esso correlate, nella città piemontese infatti è presente il COSE Centre.

COSE, acronimo per COllaborative System Engineering, è un centro sperimentale presso la Thales Alenia Space Italia che permette di simulare un’esperienza quanto mai realistica nello spazio.

L’ambiente è interamente attrezzato per consentire di sperimentare la vita dell’astronauta nel laboratorio Columbus della Stazione Spaziale Internazionale (ISS): si può interagire con diversi scenari fra cui il laboratorio per gli esperimenti scientifici e la celebre cupola spaziale da cui osservare le profondità dello spazio.

La simulazione prevede anche un programma che permette di interagire con gli ambienti della nuova stazione spaziale che la CMSA, l’agenzia spaziale cinese, sta progettando.

L’esperienza virtuale è pilotata da un sistema che prevede l’impiego di un apposito casco e degli appositi joystick con cui intereagire con l’ambiente virtuale circostante.

L’uso della realtà virtuale come alternativa alle tecnologie tradizionali

La simulazione tramite realtà virtuale è più pratica, meno costosa e meno rischiosa dei voli parabolici o delle attività in piscina: inoltre l’ambiente virtuale favorisce la progettazione di nuove soluzioni per un più efficiente impiego degli spazi.

Il COSE viene inoltre impegnato per effettuare simulazioni di missioni robotiche su Luna e Marte: così i Rover possono viaggiare in scala 1:1 sulla superficie lunare o marziana, ovviamente simulata, in condizioni molto realistiche.

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Closeye, la tecnologia spaziale innovativa dedicata al controllo delle frontiere

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Le applicazioni tecnologiche per il monitoraggio dei propri confini migliorando la capacità di reazione delle autorità competenti nel controllo delle frontiere compiono un deciso passo in avanti.
L’Agenzia Spaziale Italiana ha infatti presentato il progetto di ricerca europeoCloseye realizzato con diversi partner comunitari e la collaborazione della Marina Militare Italiana, del Ministero dell’Interno e il supporto industriale di Leonardo-Finmeccanica.
Si tratta di un sistema tecnologico innovativo dedicato al monitoraggio dei confini marittimi meridionali dell’UE, migliorando la capacità di reazione e l’efficacia delle operazioni da parte delle autorità competenti nel controllo delle frontiere marittime europee e, quindi, un utilissimo strumento in relazione all’emergenza migranti.

Closeye sfrutta l’integrazione tra sistemi spaziali duali italiani, come Cosmo SkyMed per la raccolta delle immagini e Athena Fidus per la trasmissione dei dati processati, con un software di riconoscimento della tipologia delle imbarcazioni osservate dallo spazio: i rilevamenti vengono poi comunicati alle unità operative per un pronto intervento nel Mar Mediterraneo.

Il progetto, finanziato nell’ambito del 7° programma quadro, è l’espressione dell’ingegno italiano nel coniugare tecnologie avanzate e porterà delle ricadute economiche molto importanti.

Inoltre, è possibile visualizzare l’intero servizio video sull

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