Procedono i progetti alla base della trasformazione digitale dell’Italia

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L’Italia ha iniziato negli ultimi anni un cammino particolarmente impegnativo per porre in essere una rivoluzione digitale che possa rilanciare il Paese e raggiungere le economie digitali più forti su scala mondiale.

Questo percorso è guidato dal Team per la Trasformazione Digitale, una task force creata ad hoc che è da tempo impegnata nella costruzione delle componenti fondamentali sulle quali costruire servizi più semplici e accessibili per il cittadino attraverso l’uso del digitale.

Tali servizi innovativi coinvolgono primariamente la Pubblica Amministrazione che viene proiettata in una dimensione estremamente più efficiente, ma non solo.

Anche le imprese stanno beneficiando delle nuove infrastrutture digitali del Paese, come il recentissimo sblocco delle informazioni che consentono agli operatori privati di diventare fornitori di servizi agganciati a SPID.

Il punto della trasformazione digitale italiana

Per fare il punto sulla trasformazione digitale italiana, ieri il Team per la Trasformazione Digitale ha presentato al Presidente del Consiglio lo stato avanzamento dei lavori riguardo ai progetti che definiscono il sistema operativo del Paese.

Tali progetti rappresentano i cardini del digitale e sono accessibili nell’apposita pagina.

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SPID, l’identità digitale viene estesa anche alle imprese

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SPID, acronimo per Sistema Pubblico di Identità Digitale, è uno dei pilastri su cui AgID ha deciso di puntare per avviare la rivoluzione digitale che, nelle intenzioni, dovrebbe rilanciare l’Italia.

Nonostante la diffusione di SPID fra i cittadini non sia velocissima, la quota di italiani che si è dotata del sistema di identificazione digitale cresce costantemente: oggi poco più di 2 milioni di individui ne sono in possesso e possono così accedere ai servizi online erogati da 3866 amministrazioni pubbliche.

La previsione di espansione è pari a 10 milioni di utenze SPID attivate nel 2020: un traguardo ambizioso che AgID intende tagliare promuovendo la possibilità di utilizzare il servizio di autenticazione non solo verso la Pubblica Amministrazione – obbligata per legge a dotarsi di questa possibilità – ma anche per i servizi erogati dai privati.

SPID permette infatti, con una sola username e password di accedere a qualsiasi servizio che richieda il riconoscimento della propria identità: potenzialmente una grande comodità per poter effettuare, ad esempio, acquisti online su tutti i portali senza passare per le rispettive registrazioni.

Pubblicate da AgID le specifiche di SPID per diventare fornitori privati

A riprova dell’interesse di rendere SPID una soluzione idonea anche nel settore privato, AgID ha rilasciato le specifiche per diventare fornitore di servizi e il percorso necessario per adeguare i sistemi informativi alle regole tecniche e di design dedicate a SPID.

In pratica una convenzione da stipulare, oltre all’adeguamento tecnico, che apre una nuova opportunità per le aziende agevolate nell’autenticazione dell’identità dei clienti evitando così il rischio di truffe o semplificando notevolmente l’iter di autenticazione a servizi critici come per esempio gli home banking o le aree clienti dei fornitori di utenze domestiche.

Se non siete ancora iscritti a SPID, vi suggeriamo di richiedere gratuitamente le credenziali ad uno dei soggetti abilitati al loro rilascio (Aruba, Infocert, Intesa, Namirial, Poste, Register, Sielte e Tim).

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Il CAD diventa legge

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Termina il percorso e finalmente il CAD, ossia il Codice dell’Amministrazione Digitale, diventa legge.

Si tratta di un importante traguardo per ammodernare un sistema volto a regolamentare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione che risaliva al lontano 2005, prima della rivoluzione mobile.

Ed è proprio in chiave mobile-centrica che il nuovo CAD interviene, tenendo in considerazione le mutuate esigenze del cittadini che si aspetta una PA semplice e accessibile attraverso app.

Le novità più importanti che il CAD porta in dote sono legate al domicilio digitale e alla cittadinanza digitale.

Il nuovo CAD: domicilio digitale, cittadinanza digitale

Il primo grande cambiamento è rappresentato dall’introduzione del domicilio digitale: atteso entro questa estate, il domicilio digitale prevede un indirizzo virtuale che permette al cittadino di imporre alla PA di ricevere le comunicazioni con valore legale non via posta cartacea ma a un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

In questo modo la PA è costretta ad evolvere mentre per il cittadino si apre una nuova modalità di interazione con la Pubblica Amministrazione effettivamente a portata di clic.

Il domicilio digitale richiederà, oltre alla PEC, anche il possesso di un’identità digitale SPID, attualmente in disponibilità di circa due milioni di italiani.

Per il 2019 invece è attesa la cittadinanza digitale che si concretizzerà in un sistema web in grado di gestire interamente le scadenze del cittadino, dai tributi alle multe, ma anche tutto ciò che ha a che fare con la PA.
La piattaforma infatti notificherà, per esempio, gli esiti di eventuali concorsi pubblici a cui si è partecipato come anche altre incombenze affinché il cittadino abbia un cruscotto tramite cui tenere sotto osservazione la propria vita.

Un altro aspetto non di poco conto è al presenza del difensore civico digitale, un ufficio a cui potersi rivolgere per protestare contro qualsivoglia PA che non rispetti i diritti digitali del cittadino.

Questi traguardi sono però vincolati dall’arrivo di decreti attuativi e linee guida per entrare nella piena operatività.

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MLOL, la versione digitale della biblioteca pubblica

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MLOL, acronimo di Media Library Online, è il primo sistema bibliotecario digitale nazionale che raccoglie online la rete delle biblioteche pubbliche italiane.

Il progetto, partito nel 2005, ha visto il lancio della piattaforma online nel 2009 con un catalogo di oltre 28.000 eBook e l’adesione di 350 biblioteche sparse fra Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria.

Oggi MLOL ha raccolto oltre 5.000 biblioteche in Italia con la capacità di offrire 24 ore su 24 a tutti i cittadini italiani contenuti multimediali fra cui eBook, quotidiani italiani ed esteri ma anche audiolibri, musica e film.

Si tratta di un servizio gratuito, con uno storico solido sebbene inspiegabilmente non pubblicizzato.

MLOL: un sistema bibliotecario digtale poco pubblicizzato ma che funziona

Per accedere al servizio reso da MLOL è necessario recarsi presso una delle biblioteche affiliate, iscriversi e ottenere la classica tessera bibliotecaria per poi aderire al servizio online.

Potrebbe essere in tal senso utile l’abilitazione di un servizio di autenticazione maggiormente digitale, come per esempio il ricorso a SPID ma per ora non ci sono novità in tal senso.

Recentemente anche la biblioteca civica di Gattinara ha aderito alla piattaforma online mentre la biblioteca civica di Monza è già da tempo nel circuito.

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SPID cresce fra i cittadini ma frena fra le Pubbliche Amministrazioni

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A quasi un anno e mezzo dal lancio di SPID, l’identità digitale sta convincendo i cittadini ma trova forti resistenze nelle Pubbliche Amministrazioni.

SPID è senza dubbio un’innovazione strategica per il rilancio del Paese: è infatti la chiave di accesso per interagire con la regione, il comune, l’azienda sanitaria, il fisco, la scuola, la previdenza e svariati altri servizi necessari ai cittadini.

Poco più di due milioni di italiani ne sono in possesso anche in virtù del fatto che procurarsi le credenziali SPID è abbastanza veloce e, per ora, gratuito.

La PA fa difficoltà ad adeguarsi a SPID

Il problema però sembra essere concentrato sulla Pubblica Amministrazione che non è veloce quanto dovrebbe nell’adottare SPID e renderlo funzionante sui propri sistemi.

Alcuni esempi: SPID non può essere attualmente utilizzato sul sito del Ministero dell’Interno per prenotare un appuntamento presso il comune di residenza e ottenere la Carta di Identità Elettronica (CIE).

Il sito dell’Agenzia delle Entrate ha avuto recentemente non poche difficoltà con l’autenticazione tramite SPID.

Il Comune di Roma, per permettere ai cittadini di ottenere la CIE, non considera l’uso di SPID e adotta un’applicazione fornita da privati.

In attesa del nuovo anno, ci si auspica che il percorso di diffusione di SPID sia progressivamente più veloce.

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SPID, Aruba lancia una promozione per le imprese

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Aruba crede in SPID e lo fa lanciando il servizio alle imprese gratuito per il primo anno.
Dopo essere diventata un Identity Provider, ossia un fornitore accreditato per l’erogazione dell’identità digitale, e aver iniziato a fornire identità digitali di livello 1 (solo username e password) e livello 2 (dispositivo OTP), ora Aruba è il primo servizio a gestire le credenziali SPID di livello 3 con autenticazione di nome utente e password insieme con l’utilizzo di un dispositivo di accesso.

La novità però è che, nell’ambito della volontà di diffondere l’impiego della soluzione di autenticazione anche alle imprese, il provider aretino ha deciso di offrire gratuitamente un’identità digitale a tutte le imprese italiane.

La promozione è valida fino al 31/05/2018 e comporta un risparmio di 35€ per il primo anno.

SPID, aziende e Unione Europea

L’iniziativa vuole facilitare l’ingresso delle imprese nel mondo dei servizi digitali messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione con la totale sicurezza del trattamento e della certificazione dell’identità online.

Questo aspetto assumerà un ruolo sempre più crescente anche in considerazione del prossimo utilizzo da parte della UE di SPID come sistema di identità digitale in forza del regolamento europeo EIDAS (regolamento UE n. 910/2014) sulle regole per la piena interoperabilità a livello comunitario degli strumenti per l’identificazione web dei cittadini.

Per attivare il servizio SPID con credenziali L3 occorre effettuare la procedura di riconoscimento gratuità tramite CNS oppure Carta di Identità Elettronica (CIE) o ancora attraverso un dispositivo di firma digitale o remota.

Maggiori informazioni qui.

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Roma lancia il prototipo del Sistema Unico di Segnalazione

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L’obiettivo è permettere ai cittadini un accesso più semplice e immediato alla piattaforma che consenta di collaborare con l’amministrazione per rilevare problematiche in città e facilitare la loro risoluzione.

Tramite smartphone, tablet e pc è infatti possibile accedere al prototipo dell’interfaccia unica che integra diverse modalità di segnalazione come per esempio la piattaforma IoSegnalo o ancora il Sistema di Gestione dei Reclami.

Grazie al prototipo del Sistema Unico di Segnalazione i cittadini possono simulare l’intero processo di segnalazione provvedendo ad inserire una richiesta corredandola di foto, video e posizione satellitare.

Una volta effettuato l’inserimento, il cittadino potrà verificare l’avanzamento della lavorazione della segnalazione nei suoi vari stati: registrate, in lavorazione e chiuse.

Il cittadino può inoltre essere informato circa quale sia la struttura che è incaricata della pratica, l’iter di segnalazione e la data di prevista chiusura della stessa.

Una consultazione pubblica per la valutazione delle funzionalità

Per quattro settimane inoltre è attiva una consultazione pubblica attraverso cui i cittadini potranno esprimere le loro opinioni sulla nuova piattaforma di segnalazione ed esprimere il proprio gradimento circa funzionalità e facilità d’uso della stessa.

Per sperimentare il nuovo servizio e partecipare alla consultazione pubblica è necessario accedere tramite una registrazione al portale o utilizzando le credenziali del portale del Comune di Roma o ancora si può utilizzare SPID.

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Via libera al domicilio digitale per i cittadini

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La Pubblica Amministrazione cambia grazie all’innovazione e così cambiano anche le abitudini del cittadino.

Nella bozza del decreto correttivo del CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale che è in esame al Consiglio dei Ministri, compare una marcata innovazione che riguarda la domiciliazione del cittadino.

Via libera infatti al domicilio digitale, l’indirizzo online attraverso il quale ognuno potrà essere raggiunto dalla Pubblica Amministrazione in modalità alternativa alla vecchia casella di posta elettronica.

Il cittadino potrà, se interessato, eleggere un indirizzo elettronico che vorrà utilizzare come domiciliazione digitale: da quel momento diventerà l’unico canale di comunicazione con le pubbliche amministrazioni, dove ricevere ogni tipo di notifica e comunicazione comprese le multe.

Il domicilio funzionerà a tutti gli effetti come posta elettronica certificata o servizio elettronico di recapito in linea con le regole Ue e avrà validità per ogni canale di comunicazione via web che rispetti le regole europee in materia di sicurezza.

Per erogare il domicilio digitale è prevista la realizzazione di un’infrastruttura, comprensiva di un portale online ad hoc, che conterrà un indice di tutti i domicili digitali: la piattaforma prenderà il via nel 2018 per entrare a regime nel corso del 2019.

Il cittadino potrà comunicare il proprio domicilio digitale in tre modalità differenti: il portale web dedicato, tramite autenticazione via SPID o Carta nazionale dei servizi (Cns), il trasferimento nel registro della PEC presente su Ini-Pec oppure utilizzando, sempre tramite autenticazione via SPID o Carta nazionale dei servizi (Cns), specifiche sezioni dei portali nazionali di servizio dedicati al cittadino.

La modifica al decreto prevede anche l’introduzione di un unico difensore civico per il digitale, istituito presso l’Agenzia per l’Italia Digitale, che sostituisca la moltiplicità di garanti attualmente presenti (uno per singola Pubblica Amministrazione).

Si è deciso quindi di non attendere il pieno funzionamento dell’ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolaziona Residente, recentemente ripartita grazie all’impegno del Team per la Trasformazione Digitale che si è proposto di attuarla in tempi celeri nonostante alcune resistenze data la sua complessità operativa.

L’ANPR infatti è un database strutturato che riunisce le singole anagrafi comunali ed è attualmente in fase di test presso alcuni Comuni pilota, anche di medio-grandi dimensioni, ma è lontana dalla piena operatività per tutta la nazione.

Il domicilio digitale rappresenta un grosso risparmio per la Pubblica Amministrazione

Il domicilio digitale, che richiederà una PEC o il possesso dello SPID, rappresenterà un risparmio potenziale di circa 250 milioni di euro per le casse pubbliche.

La Pubblica Amministrazione infatti non dovrà più sostenere i costi per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei, né altri costi, diretti (carta, toner, buste, etc.) e indiretti (costo del lavoro, tempo per attività manuali, tempo impiegato dal destinatario in caso di assenza per recuperare una raccomandata, etc.).

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Bonus asilo nido, attiva la procedura di richiesta tramite SPID

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Il bonus asilo nido è uno degli interventi normativi indirizzati a sostenere la genitorialità sulla base di un contributo economico per integrare i redditi delle famiglie richiedenti.

Il bonus asilo nido consiste in un importo di massimo di 1000 euro su base annua e parametrato a 11 mensilità che viene corrisposto a beneficio di bambini nati o adottati/affidati dal 1° gennaio 2016.

Lo strumento prende il nome dalla finalità, ossia quella di agevolare il pagamento delle rette relative alla frequenza dei bambini in asili nido pubblici e privati autorizzati.

Alternativamente l’agevolazione è spendibile in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche e impedenti la frequentazione di asili a causa delle quali le famiglie sono costrette ad avvalersi di servizi assistenziali domiciliari.

La domanda di accesso al bonus asilo nido può essere presentata dal genitore purché in possesso dei requisiti determinati dalla circolare INPS 22 maggio 2017, n. 88.

Bonus asilo nido richiedibile anche con SPID

Le modalità di presentazione sono indicate sul portale dell’INPS e, fra queste, c’è la possibilità di fruire del servizio di identità digitale SPID per l’autenticazione.

Alternativamente si può richiedere al contact center di INPS al numero 803 164 (06 164 164 da rete mobile) o agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto.

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Nasce Impresa Italia, la nuova piattaforma digitale per il cittadino imprenditore

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Gli imprenditori italiani possono contare su un nuovo strumento digitale che permette di migliorare la gestione della propria impresa.

Grazie ad Infocamere che ne ha curato la realizzazione per conto delle Camere di Commercio d’Italia nasce impresa.italia.it, una piattaforma online che permette gratuitamente di accedere ai documenti ufficiali della propria azienda, in qualunque momento, da smartphone e tablet.

Una sorta di cassetto digitale dell’imprenditore disponibile per i cittadini legali rappresentanti di imprese iscritte alle Camere di Commercio.

Con la piattaforma Impresa Italia, la PA italiana diventa tascabile e permette di avvicinare milioni di imprenditori alla cittadinanza digitale, spingendoli ad utilizzare strumenti capaci di incrementare la competitività anche a livello internazionale.

L’imprenditore potrà quindi accedere in mobilità a documenti ufficiali e aggiornati in tempo reale, della propria impresa: da visure, atti e bilanci dal Registro delle Imprese sino al fascicolo informatico e alle pratiche presentate presso i Suap, gli Sportelli Unici delle Attività Produttive.

Sarà inoltre possibile effettuare ricerche e prelevare presentazioni digitali ed altre informazioni che la nuova generazione di imprese digitali ha inserito sul portale startup.registroimprese.it.

Imprese Italia utilizza SPID

La nuova piattaforma è ovviamente integrata con il Sistema pubblico di identità digitale (SPID) che consente, con un semplice clic, di autenticarsi.

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