Il Comune di Molfetta lancia i propri servizi online

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Il Comune di Molfetta ha presentato oggi alla popolazione i propri servizi online che consentiranno a cittadini, imprese ed Enti del territorio di interfacciarsi con l’Amministrazione.

Si tratta di una rivoluzione digitale che coinvolge tutti gli uffici comunali ma in particolare l’anagrafe che permette di connettersi al Comune e ottenere, in tempo reale, tutti i certificati su smartphone, tablet o desktop.

I requisiti sono, ovviamente, la disponibilità di una connessione e l’identità digitale SPID: è quindi possibile interrogare digitalmente i servizi comunali e richiedere, per esempio, il cambio di domicilio o residenza.

I servizi sono attivi e raggiungibili tramite il portale istituzionale del Comune o attraverso l’app “Cittadino digitale”.

I cittadini che non hanno le credenziali SPID possono chiederle ad uno degli identity provider che possono rilasciarle: per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale.

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SPID, Lepida spinge sulla sottoscrizione elettronica dei documenti

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Lepida, la società ICT in-house dell’Emilia-Romagna, spinge sulla firma elettronica tramite SPID e attiva, prima di tutti gli altri identity provider, la propria soluzione.

In questo modo chiunque abbia un’identità digitale può effettuare la sottoscrizione elettronica dei documenti secondo l’ex art. 20 del CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale: è sufficiente autenticarsi con lo SPID e firmare i documenti garantendo l’assolvimento dei requisiti della forma scritta e dell’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice Civile anche in più punti del documento stesso in un’unica sessione di autenticazione.

Utenti distinti possono inoltre sottoscrivere il medesimo documento in tempi e con sessioni di autenticazione SPID diverse.

La procedura è molto semplice: l’utente troverà un pulsante “firma con SPID” che predispone il documento con un proprio sigillo elettronico e lo sottopone al cittadino che può vidimarlo elettronicamente con un semplice clic.

Lepida sta compiendo gli ultimi adeguamenti per consentire alle PA di utilizzare il Gateway FedERa per integrare il servizio di firma digitale tramite SPID con minimo sforzo da parte degli Enti pubblici che vorranno addottarla.

Gli Enti interessati possono contattare Lepida (piattaformecittadini@lepida.it) per approfondimenti.

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SPID, superata quota dieci milioni

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Le utenze SPID in Italia arrivano a quota dieci milioni: questa è la ragguardevole cifra di cittadini che hanno oggi a disposizione un’identità digitale che consente di accedere ai servizi della pubblica amministrazione.

Si tratta di una forte accelerazione rispetto all’andamento osservato nel corso del 2019, tenendo in considerazione che lo scorso mese di aprile erano le identità digitali attive erano 5,9 milioni di unità.

Il merito è sicuramente collegabile alla pandemia che ha imposto ai cittadini di utilizzare i servizi digitali della Pubblica Amministrazione italiana ma anche ai numerosi bonus messi in campo dal Governo che hanno richiesto, per essere ottenuti, l’accesso tramite SPID esattamente come era avvenuto, in precedenza, per i bonus 18app e Carta del Docente.

Reddito di Cittadinanza, Reddito di Emergenza e Bonus Vacanze sono le misure che più hanno contribuito nell’attivazione delle identità digitali da parte dei cittadini.

L’impiego di SPID è destinato ad essere utilizzato per ogni servizio erogato dalla PA: l’INPS ha già annunciato che dal 1 ottobre l’identità digitale sostituirà in toto il PIN precedentemente impiegato per l’accesso.

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Rilasciato il primo rapporto Censis sullo stato di trasformazione digitale dell’Italia

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Il digitale in Italia si muove a doppia velocità: così il Censis fotografa la situazione legata al processo di digitalizzazione in corso nella nostra nazione tramite il primo Rapporto Censis sullo stato di trasformazione digitale del nostro Paese.

Tre i macroindicatori considerati: i servizi online erogati dalla PA, lo stato di trasformazione digitale delle imprese e infine l’utilizzo di Internet da parte dei cittadini.

Tra i dati analizzati, all’interno delle aree già citate, vi sono anche la diffusione dell’identità digitale (SPID), la possibilità di pagare online i servizi pubblici nonché la diffusione dell’e-commerce e lo sfruttamento dei voucher per la digitalizzazione da parte delle imprese.

Il rapporto Censis si inserisce nel contesto analitico che vede l’Italia non brillare particolarmente per quanto attiene la digitalizzazione: del resto il DESI 2020, di cui avevamo parlato, presenta uno scenario generalmente poco rassicurante per un’economia che potrebbe beneficiare fortemente di una piena trasformazione digitale.

Il quadro che emerge vede sostanzialmente un maggiore utilizzo della tecnologia laddove il PIL è più alto: al Nord il processo di trasformazione digitale è quindi più capillare e consente migliori opportunità per la cittadinanza e le imprese che, di conseguenza, incrementano la propria produttività innescando una reazione fortemente positiva per il territorio.

E sono proprio i territori a beneficiarne: sul podio delle migliori province, in termini di digitalizzazione, spiccano Ravenna (prima per i servizi online della PA), Pescara (per trasformazione digitale delle imprese) e Trieste (per utilizzo di Internet da parte dei cittadini).

Meno bene al Sud dove la Sicilia si classifica come territorio meno virtuoso dal punto di vista digitale in compagnia di tutti quei territori dove, per esempio, la rete veloce non arriva: c’è una correlazione diretta fra assenza di infrastrutture di connettività veloci e tasso di digitalizzazione.

Laddove manchi la possibilità di collegarsi a Internet non è possibile infatti fruire delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie che contribuirebbero anche a migliorare i servizi didattici con una conseguente ricaduta positiva anche per il processo educativo delle nuove generazioni.

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Il Comune di Pisa rende operativo un servizio di facilitazione digitale

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Nasce a Pisa un nuovo servizio per supportare i cittadini con un basso livello di conoscenza informatica ed aiutarli nell’utilizzo dei servizi digitali comunali o nella partecipazione a bandi che, ormai, prevedono quasi esclusivamente la modalità telematica.

Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta dal Comune di Pisa per non lasciare indietro nessun cittadino, in piena coerenza con i dettami del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione e in armonia con il recentissimo Decreto emanato dal MID.

Il nuovo servizio, che ha delle tangenze evidenti con l’iniziativa di Casa Digitale già attiva dal 2019 sul territorio lombardo, apre al pubblico presso la Società della Salute da oggi con la collaborazione delle associazioni Donne in movimento e Batik.

Il cittadino che necessita un aiuto potrà fruire un facilitatore digitale a cui rivolgersi per ricevere indicazioni e ogni forma supporto, previa appuntamento, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13.

Si tratta della soluzione per aiutare anziani e le fasce indigenti della popolazione che non hanno a disposizione i mezzi informatici.

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La digitalizzazione in Italia corre a ritmi diversi in relazione ai territori

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La rilevazione della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del Piano Triennale per l’Informatica ha portato alla luce uno scenario piuttosto indicativo forte della notevole adesione da parte degli enti territoriali (Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni) coinvolti nell’analisi.

Con oltre il 90,51% del campione coinvolto, pari a 8.036 Enti, si assiste infatti ad un netto divario digitale tra realtà sulla base di fattori geografici e dimensionali: se gli Enti di dimensioni maggiori e rappresentativi di distretti economicamente più sviluppati sembrano essere in grado di raggiungere gli obiettivi del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione secondo le roadmap previste, così non è per le comunità di piccole dimensioni, il 93% delle quali è costituita da collettività con popolazione inferiore a 20.000 abitanti.

Fra i motivi della disparità nell’attuazione dei processi di trasformazione digitale incidono in maniera preponderante le scarse competenze digitali dei responsabili della digitalizzazione e la scarsa diffusione della nomina del Responsabile per la Transizione Digitale, figura obbligatoria come indicato dal Codice per l’Amministrazione Digitale ma che è stata nominata solo dal 36,7% delle amministrazioni territoriali e nel 67,9% dei casi fra soggetti privi di specifiche competenze nel campo.

Il report evidenzia però un buon grado di diffusione in Regioni e province autonome delle piattaforme abilitanti SPID, PagoPA, NoiPA e ANPR che rappresentano infrastrutture strategiche al processo di digitalizzazione dei servizi pubblici: meno bene invece la progressiva dismissione dei data center obsoleti con la migrazione dei servizi pubblici verso soluzioni cloud che ridurrebbero i costi di gestione delle infrastrutture IT.

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Cresce l’uso dell’app IO e aumenta il numero di identità digitali SPID attivate

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Grazie al Bonus Vacanze per cui è necessario l’utilizzo dell’app IO, l’applicazione con cui è possibile accedere da smartphone a numerosi servizi della Pubblica Ammistrazione, aumenta il numero di cittadini in possesso dell’identità digitale SPID.

Il balzo, nel solo mese di luglio, ammonta alla ragguardevole cifra di un milione di identità digitali erogate: complessivamente, nel primo semestre del 2020 le identità digitali sono cresciute del 50% rispetto a fine 2019, raggiungendo un totale di 9 milioni di utenti attivi.

Lo sprint dell’ultimo periodo si deve certamente all’implementazione delle richieste di bonus tramite l’app IO e in particolare del Bonus Vacanze reso disponibile a partire dal 1 luglio scorso su iniziativa congiunta da parte del MiBACT e dell’Agenzia delle Entrate.

Il bonus è esigibile da chiunque ne abbia i requisiti fino al 31 dicembre 2020: è necessario che i nuclei familiari richiedenti abbiano un ISEE fino a 40.000 euro e utilizzino l’app IO per effettuare la richiesta.

Chiaramente l’uso dell’app IO prevede, come requisito, l’essere in possesso di un’identità digitale SPID o, in alternativa, dell’identità digitale integrata nella CIE tramite l’app CIEid.

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INPS, avviata ufficialmente la definitiva transizione a SPID

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L’INPS, in accordo con il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, l’AGID e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha comunicato che a partire dal 1 ottobre 2020, non sarà più rilasciato agli utenti il PIN per accedere ai servizi telematici garantiti dal proprio portale istituzionale.

In virtù della diffusione dell’identità digitale SPID, con la circolare n. 87 del 17 luglio 2020, l’INPS infatti intende effettuare lo switch-off dal PIN allo SPID per gli evidenti vantaggi a favore sia delle politiche nazionali di digitalizzazione sia del diritto dei cittadini alla semplificazione del rapporto con la PA.

In questo modo l’Ente si allinea al processo di standardizzazione per l’accesso ai servizi telematici di tutte le PA garantendo agli utenti di poter interagire con l’Istituto e con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati aderenti nel medesimo modo.

Il PIN dispositivo sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPID, come ad esempio i minori di diciotto anni o i soggetti extracomunitari, e per i soli servizi loro dedicati.

La procedura di passaggio sarà comunque graduale e consentirà agli utenti, attualmente in possesso del PIN, di provvedere all’attivazione delle credenziali SPID prima del definitivo ritiro della precedente metodologia di autenticazione.

Si tratta di una trasformazione significativa nel percorso di abilitazione dei servizi digitali per la cittadinanza.

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L’INPS si prepara a sbarcare sull’app IO

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I servizi della Pubblica Amministrazione sono destinati a passare direttamente negli smartphone degli utenti tramite l’app IO.

IO è l’applicazione, disponibile su App Store e Play Store, che il Governo ha pubblicato, attualmente in versione beta benché pienamente utilizzabile, per concentrare i servizi della PA nei dispositivi mobile degli utenti al fine di rendere più facile e fruibile il rapporto con la PA.

L’applicazione al momento eroga solo alcuni dei servizi che verranno rilasciati dalle varie PA, nazionali e locali: per questo motivo i cittadini non trovano ancora tutti i Comuni e tantomeno tutte le PA nazionali all’interno della lista degli Enti aderenti.

C’è, per esempio, ACI con il suo servizio di notifica e pagamento bollo auto come anche è possibile, sempre tramite l’app IO, riscattare il bonus vacanze.

Il prossimo Ente che si prepara ad essere presente sull’applicazione è l’INPS con parte dei propri servizi: l’obiettivo è uniformare l’esperienza utente garantendo al cittadino

Per gestire i servizi tramite app IO è necessario accedere tramite un’identità digitale SPID, ormai diffusa a più di 8 milioni di cittadini italiani, o attraverso alla CIE 3.0 e applicazione CIEid.

Maggiori dettagli nel commento al DL Semplificazioni sul blog del partito attualmente reggente il Dicastero del Ministero dell’Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione.

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Il Comune di Rimini introduce PagoPA

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Il Comune di Rimini ha predisposto il proprio portale istituzionale ad accogliere i pagamenti da parte dei cittadini tramite il sistema pubblico PagoPA, lo standard della Pubblica Amministrazione in materia di pagamenti evoluti.

Dal 1° luglio 2020 qualsiasi pagamento indirizzato al Comune di Rimini viene gestito dalla nuova piattaforma PagoPA garantendo al cittadino la massima sicurezza ma soprattutto una facilità di utilizzo che punta ad avvicinare la popolazione all’uso dei sistemi evoluti di pagamento.

La piattaforma potrà essere utilizzata per effettuare il pagamento delle sanzioni per violazione del codice della strada, dei diritti di segreteria per le pratiche edilizie, dei canoni e concessioni di fabbricati di proprietà comunale, delle tasse per l’accesso ai concorsi o ancora per la denuncia per inizio attività.

Si potrà inoltre inserire il codice d’avviso contenuto in un avviso di pagamento ed espletare in pochi passaggi le operazioni di pagamento selezionando uno dei tanti prestatori del servizio, come per esempio un istituto di credito o un sistema di moneta elettronica, e procedere con il versamento scegliendo uno dei canali tecnologici a disposizione, un conto web, un bancomat, una carta di credito, una carta prepagata o un dispositivo mobile.

Per utilizzare PagoPA è necessario avere un’identità digitale SPID che può essere richiesta direttamente anche presso il Comune di Rimini, attraverso il proprio Ufficio Relazioni con il Pubblico che effettua il riconoscimento delle identità digitali per conto del provider Lepida.

Maggiori informazioni nel comunicato del sito del Comune di Rimini.

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