SPID arriva nelle strutture sanitarie della Toscana

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Il sistema sanitario della Regione Toscana si apre ulteriormente all’innovazione e facilita la popolazione nella fruizione dei servizi online erogati.

Da 2 al 20 maggio i cittadini toscani possono chiedere gratuitamente presso le strutture sanitarie aderenti le credenziali SPID fra cui gli ospedali di Careggi, di San Giovanni di Dio, di Santa Maria Annunziata e Santa Maria nuova a Firenze, l’ospedale Misericordia di Grosseto o ancora l’ospedale Sant’Andrea a Massa Marittima e molti altri.

SPID è il sistema pubblico di identità digitale che permette di accedere a tutti i servizi online resi dalla PA attraverso a un’unica coppia di username e password.

L’utilizzo di SPID può avvenire da computer desktop o, in mobilità, tramite smartphone e tablet: attualmente rappresenta il sistema più evoluto per effettuare l’autenticazione a tutti quei servizi che lo necessitino.

La scelta di avvicinare i cittadini a SPID attraverso la rete delle proprie strutture sanitarie è, per la Regione Toscana, strategica perché consente di semplificare l’accesso ai servizi online che fino a poco tempo fa erano accessibili solo tramite l’impiego della Carta Sanitaria Elettronica e relativo lettore di smart card con relative difficoltà da parte degli utenti.

Un’operazione votata al diritto alla salute

Ora il cittadino, tramite un’apposita procedura di prenotazione, può scegliere la sede della struttura sanitaria più vicina per ottenere velocemente il rilascio delle credenziali SPID che vengono consegnate grazie al supporto dei provider nazionali accreditati presso il Ministero e agli operatori del servizio sanitario regionale che hanno creato appositi corner per informare i cittadini sull’utilizzo di SPID.

I servizi online accessibili relativamente alla sanità digitale sono diversi e vanno dall’interazione con il Fascicolo Sanitaro Elettronico alla stampa del libretto vaccinale: per consultare i servizi disponibili è sufficiente recarsi su open.toscana.it/servizi.

Maggiori informazioni sul sito di Regione Toscana.

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L’Università Federico II aderisce a SPID

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SPID si diffonde e viene recepito anche dal sistema accademico italiano e, in particolare, l’Università di Napoli Federico II è tra i primi Atenei a dotarsi del sistema di identificazione digitale voluto da AgID.

Da oggi è infatti possibile accedere ai servizi online dell’Ateneo federiciano grazie alle proprie credenziali SPID.

SPID è il sistema di identificazione digitale attivato dall’Agid, Agenzia per l’Italia Digitale, che consente l’accesso in rete ai servizi della Pubblica Amministrazione con un unico sistema di credenziali.

A Napoli SPID migliora la fruibilità dei servizi online dell’università

La Federico II utilizza già da diversi anni un sistema di autenticazione unico per l’accesso ai propri servizi ma mancava il supporto allo SPID che semplifica l’accesso per tutti gli studenti che ne sono in possesso con indubbi vantaggi in termini di tutela, tra gli altri, del servizio di posta elettronica, dei servizi di
supporto alla didattica, degli accessi al materiale di ricerca, del
catalogo delle biblioteche, dei sistemi di e-learning, degli strumenti di lavoro per il personale.
L’implementazione di SPID inoltre getta le basi per la creazione di servizi dove non sarà più necessario riempire moduli on line con i propri dati anagrafici e inviare, da parte dei dipendenti e studenti, istanze, come per esempio quelle di ferie o i moduli di missione, che per ora richiedono moduli o firma digitale.

Maggiori dettagli sul sito dell’Ateneo.

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SPID, fallisce l’obiettivo dell’accesso unico per tutte le PA

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Obiettivo fallito, questa in sintesi sembrerebbe la conclusione più coerente in relazione alla scadenza fissata dal decreto della presidenza del Consiglio del 24 ottobre 2014 che prevedeva l’obbligo per tutte le PA di dotarsi entro marzo 2018 delle modalità di accesso unico tramite SPID.

Invece, come spesso avviene in materia di innovazione applicata alla Pubblica Amministrazione, le stime si sono rivelate errate.

Stando ai dati ufficiali di dicembre 2017, gli ultimi disponibili, SPID è stato implementato da parte di 3.866 PA per 4.371 servizi accessibili, meno della metà rispetto all’obiettivo di circa 10 mila, ossia tutte le PA italiane escluse scuole e aziende sanitarie.

Situazione ancora più problematica se si analizzano i servizi accessibili tramite SPID: solo uno o due per ciascuna PA anziché la totalità.

Verrebbe quindi da chiedersi quale possa essere l’utilità del servizio per il cittadino, e infatti il numero di attivazioni di identità digitale è fermo a poco più di 2 milioni in circa 24 mesi dal lancio.

L’utilizzo di SPID vincolato alla presenza di servizi

D’altra parte in assenza di servizi, non c’è apparente motivo per cui il cittadino dovrebbe dotarsi di una nuova modalità di accesso e questo genera un sostanziale circolo vizioso per cui tanto l’adesione al servizio quanto la sua predisposizione non prende piede.

Per ovviare al problema il Governo ha lanciato più volte degli incentivi, come ad esempio il bonus per i 18enni e per i docenti, che avevano come requisito il possesso delle credenziali SPID: si tratta però solo di un fuoco di paglia se poi nel medio e lungo periodo lo strumento non viene percepito come utile.

Tuttavia il Team per la Trasformazione Digitale e AgID sono al lavoro per promuovere l’adozione di SPID nei servizi di e-banking e da parte di Lottomatica, per i tabaccai.

Inoltre, è in corso d’opera la conversione a SPID delle identità pubbliche pregresse fra cui la CRS ed è in atto un programma di assistenza per aiutare a passare a SPID tutte le PA richiedenti attraverso strumenti tecnici per un’adozione facile dei sistemi di autenticazione attraverso l’identità digitale che diventerà sempre più necessaria per rispettare le nuove regole europee in fatto di privacy, come il GDPR e l’Eidas.

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A Milano è l’ora della Milano Digital Week

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Sta per scoccare l’ora della Milano Digital Week, la settimana dedicata alla rivoluzione digitale che tinge di rosa Milano.

L’evento promosso dal Comune di Milano parte domani 15 marzo e termina domenica 18 marzo con più di 400 eventi in varie location cittadine per far scoprire a cittadini e turisti il mondo dell’innovazione ma anche la città meneghina.

La scelta di disseminare gli eventi della manifestazione in ogni angolo della città risponde all’interesse di abbinare la scoperta di del sapere ad una mobilità sostenibile e tecnologica coaudiuvata dall’uso della tecnologia come l’assistente virtuale turistico Chiara.

Ciascun evento spazierà dalle arti all’educazione, dalla mobilità al business, sanità, comunicazione e tutto ciò che riguarda la diffusione della cultura dell’innovazione.

Il BASE come epicentro della rivoluzione digitale

Il quartier generale della manifestazione è il BASE di Milano che propone alcuni eventi cardine: l’offerta di tematiche è rivolta ai professionisti del digitale ma anche ai semplici appassionati e curiosi.

Fra le attività calendarizzate nella quattro giorni sicuramente lo SPID Tour, pensato per promuovere il sistema di identità digitale; ma sarà possibile effettuate delle visite guidate al robot della Cittadella degli Archivi o utilizzare il Tram dell’Innovazione in collaborazione con ATM.

Il programma completo della manifestazione è disponibile qui.

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Online la nuova versione di Docs Italia

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Dopo un anno di collaborazione fra amministratori e stakeholder è stata pubblicata finalmente la nuova versione di Docs Italia, la piattaforma che consente di gestire l’archivio delle linee guida e della documentazione relative ai progetti della Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo di Docs Italia è sempre stato quello di essere la casa di ogni tipo di documento relativo ai progetti pubblici più importanti del Paese, in modo che le persone ad essi assegnati possano trovare un ambiente in grado di consentire l’apprendimento e la collaborazione.

Fra i progetti pubblicati su Docs Italia nell’ultimo anno figurano documenti relativi all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), all’identità digitale dei cittadini (SPID), al sistema dei pagamenti (pagoPA), al progetto 18app e alle linee guida per la gestione dei dati e per il design dei servizi pubblici.

La piattaforma però è stata utilizzata anche per archiviare documenti meno tecnici, come la relazione finale della commissione d’inchiesta per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione o il testo del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Docs Italia come base di conoscenza comune sulla PA

Docs Italia serve a costruire una base di conoscenza comune su come si gestiscono i progetti della Pubblica Amministrazione grazie a funzioni apposite, come la scrittura collaborativa, che agevolano la partecipazione e la consultazione pubblica favorendo al contempo un linguaggio comune e un controllo sulle differenti release dei documenti attraverso un version control system basato su Git.

Maggiori dettagli qui.

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Palermo aderisce a SPID

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Palermo è l’ennesima città di grandi dimensioni che abbraccia SPID: il Sistema Pubblico di Identità Digitale è stato presentato alla città in seguito al lavoro di implementazione svolto dal Servizio Innovazione, dall’Area Servizi alla Città e dalla Società Partecipata Sispi S.p.A..

Il servizio permette a tutti i cittadini in possesso delle credenziali SPID di poter effettuare l’accesso sul sito del Comune di Palermo potendo così utilizzare i servizi digitali erogati dalla PA.

L’attivazione effettiva della piattaforma segue l’adesione effettuata il 26 luglio 2017 tramite la convenzione con AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale.

I mesi trascorsi sono serviti ai responsabili dei sistemi informativi del Comune per applicare le regole tecniche imposte da AgID al fine di consentire il pieno utilizzo, da parte dei cittadini, di tutti i servizi digitali erogati dal Comune che già presenta la possibilità di pagare elettronicamente la TARI e le sanzioni per le violazioni al Codice della Strada.

Tali opportunità sono garantite dal pieno funzionamento del circuito PagoPA.

SPID e PagoPA in vista dell’ANPR

I lavori in corso per dotare il Comune di Palermo di un’infrastruttura digitale non si concludono con la piena operatività di SPID e PagoPA.
Entro il 2018 il Comune si è prefissato la migrazione dei servizi anagrafici alla nuova ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, in modo che il processo di implementazione dell’Agenda Digitale del Comune di Palermo sia allineato e ottemperante il Piano Triennale dell’Informatica per la Pubblica Amministrazione a cui tutte le PA nazionali sono tenute ad adeguarsi.

Maggiori informazioni qui.

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Procedono i progetti alla base della trasformazione digitale dell’Italia

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L’Italia ha iniziato negli ultimi anni un cammino particolarmente impegnativo per porre in essere una rivoluzione digitale che possa rilanciare il Paese e raggiungere le economie digitali più forti su scala mondiale.

Questo percorso è guidato dal Team per la Trasformazione Digitale, una task force creata ad hoc che è da tempo impegnata nella costruzione delle componenti fondamentali sulle quali costruire servizi più semplici e accessibili per il cittadino attraverso l’uso del digitale.

Tali servizi innovativi coinvolgono primariamente la Pubblica Amministrazione che viene proiettata in una dimensione estremamente più efficiente, ma non solo.

Anche le imprese stanno beneficiando delle nuove infrastrutture digitali del Paese, come il recentissimo sblocco delle informazioni che consentono agli operatori privati di diventare fornitori di servizi agganciati a SPID.

Il punto della trasformazione digitale italiana

Per fare il punto sulla trasformazione digitale italiana, ieri il Team per la Trasformazione Digitale ha presentato al Presidente del Consiglio lo stato avanzamento dei lavori riguardo ai progetti che definiscono il sistema operativo del Paese.

Tali progetti rappresentano i cardini del digitale e sono accessibili nell’apposita pagina.

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SPID, l’identità digitale viene estesa anche alle imprese

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SPID, acronimo per Sistema Pubblico di Identità Digitale, è uno dei pilastri su cui AgID ha deciso di puntare per avviare la rivoluzione digitale che, nelle intenzioni, dovrebbe rilanciare l’Italia.

Nonostante la diffusione di SPID fra i cittadini non sia velocissima, la quota di italiani che si è dotata del sistema di identificazione digitale cresce costantemente: oggi poco più di 2 milioni di individui ne sono in possesso e possono così accedere ai servizi online erogati da 3866 amministrazioni pubbliche.

La previsione di espansione è pari a 10 milioni di utenze SPID attivate nel 2020: un traguardo ambizioso che AgID intende tagliare promuovendo la possibilità di utilizzare il servizio di autenticazione non solo verso la Pubblica Amministrazione – obbligata per legge a dotarsi di questa possibilità – ma anche per i servizi erogati dai privati.

SPID permette infatti, con una sola username e password di accedere a qualsiasi servizio che richieda il riconoscimento della propria identità: potenzialmente una grande comodità per poter effettuare, ad esempio, acquisti online su tutti i portali senza passare per le rispettive registrazioni.

Pubblicate da AgID le specifiche di SPID per diventare fornitori privati

A riprova dell’interesse di rendere SPID una soluzione idonea anche nel settore privato, AgID ha rilasciato le specifiche per diventare fornitore di servizi e il percorso necessario per adeguare i sistemi informativi alle regole tecniche e di design dedicate a SPID.

In pratica una convenzione da stipulare, oltre all’adeguamento tecnico, che apre una nuova opportunità per le aziende agevolate nell’autenticazione dell’identità dei clienti evitando così il rischio di truffe o semplificando notevolmente l’iter di autenticazione a servizi critici come per esempio gli home banking o le aree clienti dei fornitori di utenze domestiche.

Se non siete ancora iscritti a SPID, vi suggeriamo di richiedere gratuitamente le credenziali ad uno dei soggetti abilitati al loro rilascio (Aruba, Infocert, Intesa, Namirial, Poste, Register, Sielte e Tim).

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Il CAD diventa legge

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Termina il percorso e finalmente il CAD, ossia il Codice dell’Amministrazione Digitale, diventa legge.

Si tratta di un importante traguardo per ammodernare un sistema volto a regolamentare il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione che risaliva al lontano 2005, prima della rivoluzione mobile.

Ed è proprio in chiave mobile-centrica che il nuovo CAD interviene, tenendo in considerazione le mutuate esigenze del cittadini che si aspetta una PA semplice e accessibile attraverso app.

Le novità più importanti che il CAD porta in dote sono legate al domicilio digitale e alla cittadinanza digitale.

Il nuovo CAD: domicilio digitale, cittadinanza digitale

Il primo grande cambiamento è rappresentato dall’introduzione del domicilio digitale: atteso entro questa estate, il domicilio digitale prevede un indirizzo virtuale che permette al cittadino di imporre alla PA di ricevere le comunicazioni con valore legale non via posta cartacea ma a un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

In questo modo la PA è costretta ad evolvere mentre per il cittadino si apre una nuova modalità di interazione con la Pubblica Amministrazione effettivamente a portata di clic.

Il domicilio digitale richiederà, oltre alla PEC, anche il possesso di un’identità digitale SPID, attualmente in disponibilità di circa due milioni di italiani.

Per il 2019 invece è attesa la cittadinanza digitale che si concretizzerà in un sistema web in grado di gestire interamente le scadenze del cittadino, dai tributi alle multe, ma anche tutto ciò che ha a che fare con la PA.
La piattaforma infatti notificherà, per esempio, gli esiti di eventuali concorsi pubblici a cui si è partecipato come anche altre incombenze affinché il cittadino abbia un cruscotto tramite cui tenere sotto osservazione la propria vita.

Un altro aspetto non di poco conto è al presenza del difensore civico digitale, un ufficio a cui potersi rivolgere per protestare contro qualsivoglia PA che non rispetti i diritti digitali del cittadino.

Questi traguardi sono però vincolati dall’arrivo di decreti attuativi e linee guida per entrare nella piena operatività.

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MLOL, la versione digitale della biblioteca pubblica

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MLOL, acronimo di Media Library Online, è il primo sistema bibliotecario digitale nazionale che raccoglie online la rete delle biblioteche pubbliche italiane.

Il progetto, partito nel 2005, ha visto il lancio della piattaforma online nel 2009 con un catalogo di oltre 28.000 eBook e l’adesione di 350 biblioteche sparse fra Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria.

Oggi MLOL ha raccolto oltre 5.000 biblioteche in Italia con la capacità di offrire 24 ore su 24 a tutti i cittadini italiani contenuti multimediali fra cui eBook, quotidiani italiani ed esteri ma anche audiolibri, musica e film.

Si tratta di un servizio gratuito, con uno storico solido sebbene inspiegabilmente non pubblicizzato.

MLOL: un sistema bibliotecario digtale poco pubblicizzato ma che funziona

Per accedere al servizio reso da MLOL è necessario recarsi presso una delle biblioteche affiliate, iscriversi e ottenere la classica tessera bibliotecaria per poi aderire al servizio online.

Potrebbe essere in tal senso utile l’abilitazione di un servizio di autenticazione maggiormente digitale, come per esempio il ricorso a SPID ma per ora non ci sono novità in tal senso.

Recentemente anche la biblioteca civica di Gattinara ha aderito alla piattaforma online mentre la biblioteca civica di Monza è già da tempo nel circuito.

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