Regione Veneto raggiunge un accordo per il potenziamento dei servizi digitali regionali

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La Regione Veneto ha sottoscritto un accordo con l’Agenzia per l’Italia Digitale e l’Agenzia per la Coesione Territoriale: si tratta dell’Accordo di Collaborazione per la Crescita e la Cittadinanza Digitale e prevede un patto territoriale di collaborazione che contempla una serie di interventi per lo sviluppo della trasformazione digitale dell’Amministrazione regionale.

In particolare viene tenuto conto dell’insieme di necessità del territorio, dei cittadini e delle imprese: fra gli interventi figura la diffusione del sistema di pagamenti online MyPortal3, la convergenza infrastrutturale verso le aziende partecipate e il consolidamento dei data center dove transiteranno tutti i dati presenti e futuri delle attività informatizzate della Regione.

Grazie a questo accordo vi sarà un potenziamento ed un’estensione dei servizi attivi e utilizzati dai cittadini tramite centinaia di amministrazioni locali venete con una ricaduta attesa davvero significativa in termini di efficientamento dei servizi e della soddisfazione dei cittadini.

L’elenco dei servizi che beneficieranno dell’accordo sono collegati alle azioni previste dall’Agenda Digitale del Veneto 2020, strettamente correlata al Piano triennale Nazionale 2019-21 e quindi: le infrastrutture fisiche fra cui la realizzazione di data center e piattaforme di cybersicurezza, la diffusione di SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), delle piattaforme di pagamento digitali (fra cui MyPortal3 e PagoPA) ed il sistema elettronico che gestisce la sanità digitale compreso il Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa.

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A Roma il Wi-Fi pubblico è disponibile anche per i cittadini europei

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La rete Wi-Fi pubblica di Roma Capitale, conosciuta anche come DigitRoma, è da oggi accessibile anche ai cittadini europei attraverso il sistema di autenticazione eIDAS implementato secondo le linee guida di AgID.

Si tratta di un’importante novità che proietta il Comune di Roma ad essere la prima Pubblica Amministrazione ad attivare questa metodologia che rispetta il Regolamento europeo che definisce regole comuni per garantire la piena interoperabilità a livello comunitario degli strumenti di firma elettronica certificata e dell’identificazione web dei cittadini.

eIDAS è un acronimo che sta per electronic IDentification Authentication and Signature: tutte le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate ad aderire al nodo eIDAS che consente l’interoperabilità transfrontaliera delle identità digitali.

In questo modo i servizi erogati possono essere fruiti anche dai cittadini UE attraverso le proprie identità digitali erogate dai Paesi di provenienza.

Il sistema di autenticazione è bivalente, anche i cittadini italiani dotati di un’identità SPID potranno accedere ai servizi degli altri Stati UE tramite i rispettivi nodi eIDAS

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SPID, a Genova inizia la settimana dedicata all’identità digitale pubblica

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Oggi parte ufficialmente a Genova la SPID Week: fino a venerdì 31 maggio è possibile scoprire come funzioni il Sistema Pubblico di Identità Digitale, la piattaforma di autenticazione promossa dal Governo per accedere a tutti i servizi online della pubblica amministrazione utilizzando un’unica password.

L’iniziativa prevede l’allestimento di speciali SPID point, dei punti dedicati alla dimostrazione delle opportunità offerte da SPID, in diversi spazi della città come in via Garibaldi, in piazza De Ferrari e presso il Porto Antico ed Erzelli.

Tramite questi punti è possibile ottenere informazioni su diversi servizi della PA che utilizzano SPID come i pagamenti online, le iscrizioni alle scuole pubbliche, le consultazioni dei servizi di previdenza sociale e molto altro: si tratta di opportunità che possono rendere il cittadino davvero digitale.

L’iniziativa è voluta da una collaborazione congiunta di Regione Liguria, Comune di Genova, AgID, Register.it ed è supportata da Liguria Digitale, la società in-house della Regione.

Ovviamente sarà possibile essere guidati durante il processo di registrazione della propria identità digitale: per completare la richiesta è necessario essere in possesso di un indirizzo e-mail valido, un numero cellulare, un documento d’identità e la tessera sanitaria.

L’iter è ovviamente completabile anche dal sit ufficiale spid.gov.it.

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SPID, superata quota quattro milioni

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Le identità digitali SPID superano quota quattro milioni, di fatto raddoppiando rispetto all’anno precedente.

Il rapido incremento è sicuramente dovuto ad una serie di agevolazioni, da Dote Scuola al Reddito di cittadinanza, messe in atto dalle Regioni e dal Governo e che nella gran parte dei casi richiedono l’iter digitale per essere correttamente finalizzate.

Dal momento che SPID è il metodo principe ormai per autenticarsi sui servizi della PA, non stupisce che la richiesta delle suddette credenziali sia aumentato in modo vertiginoso.

Basti pensare che a gennaio di quest’anno il numero delle identità digitali SPID era fermo a quota 3,4 milioni.

Non è ancora un risultato in linea con le prime aspettative al lancio del servizio ma c’è anche da dire che il numero di servizi e le PA aderenti sono ancora ferme alle circa 4 mila da grossomodo un paio d’anni: per questo motivo è lecito aspettarsi che i cittadini non sentano il senso di urgenza nel registrare la propria identità digitale cosa che avverrebbe più facilmente se, per esempio, ci fosse un servizio privato di grande richiamo (es. banche, trasporti, …) che utilizzi SPID come sistema di autenticazione.

Lo stato di avanzamento della diffusione delle identità digitali come di altri servizi legati al processo di trasformazione digitale dello Stato italiano si può tenere sotto controllo tramite un apposito sito avanzamentodigitale.italia.it.

Ricordiamo che il vantaggio di SPID è legato all’avere un’unica modalità di accesso per accedere a tutti i siti della PA: per ottenerlo è sufficiente possedere un indirizzo mail, un numero di cellulare, un documento d’identità valido e la tessera sanitaria con codice fiscale.

Gli Identity Provider, ossia le aziende interessate che possono erogare le credenziali SPID si trovano a questo indirizzo e sono nove al momento: Aruba, Infocert, IntesaId, Lepida, Namirial, Tim, Poste Italiane, Sielte, SpidItalia.

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Reddito di cittadinanza, problemi nella trasmissione della domanda tramite SPID

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Oggi è la prima giornata in cui è possibile richiedere il Reddito di cittadinanza ma, sebbene non si siano verificate le tanto temute code presso gli sportelli individuati per la presentazione della domanda, qualcosa invece è andato storto laddove non avrebbe dovuto.

Le domande per il Reddito di cittadinanza possono essere presentante di persona, recandosi negli uffici postali o nei CAF, i centri di assistenza fiscale oppure online, tramite il sito ufficiale.

Proprio il canale online ha avuto delle problematiche ascrivibili a SPID, il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale, che è parte integrante del percorso di richiesta telematica del Reddito di cittadinanza: per diverse ore quasi tutti gli Identity Provider, i fornitori delegati al rilascio delle credenziali SPID, non hanno funzionato.

Dei 9 Identity Provider esistenti infatti, ben 7 sono risultati fuori servizio: quando si provava ad accedere con SPID erogato da questi fornitori, veniva visualizzata una pagina di errore.

Solo gli SPID gestiti da Poste Italiane e da TIM hanno funzionato senza problemi.

Nel primo pomeriggio la situazione è rientrata e, alle ore 14, Poste Italiane ha comunicato che le richieste presentate presso gli uffici postali per il Reddito di cittadinanza sono pari a 29.147.

SPID consente a cittadini e imprese di avere un’unica identità digitale per accedere a diversi servizi della PA attraverso a credenziali (nome utente e password) che vengono rilasciate all’utente che ne faccia richiesta tramite il sito spid.gov.it.

Per ottenere le credenziali, ogni utente può scegliere tra nove Identity provider, che differiscono per prezzi, condizioni di servizio, copertura geografica e livelli di sicurezza quali: Aruba, Infocert, Intesa, Namirial, Register, Sielte, Lepida, Tim o Poste Italiane.

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SPID, gli utenti NoiPA agevolati nella richiesta delle credenziali

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Grazie alla collaborazione fra l’Agenzia per l’Italia Digitale e il Ministero dell’Economia e delle Finanze oltre due milioni di utenti appartenenti al circuito NoiPA possono ora richiedere un’identità digitale SPID con un notevole risparmio di tempo.

L’iscrizione a SPID infatti, il Sistema Pubblico d’identità Digitale, subisce una notevole accelerazione grazie ad una nuova funzionalità presente nella piattaforma informatica unificata dei servizi di natura giuridico-economica della PA.

Rilascio facilitato delle credenziali SPID

Tramite la voce “ottieni SPID” inserita nel sistema gestito dal Mef, i dipendenti pubblici possono ricevere le credenziali SPID in maniera semplice e veloce: dopo aver effettuato l’accesso nella propria area personale di NoiPA e cliccando sull’icona indicata si avvia automaticamente la procedura semplificata per la richiesta delle credenziali da parte dell’Identity Provider Service selezionato.

Tale procedura non prevede l’identificazione perché NoiPa, per velocizzare i tempi di rilascio, si farà garante dell’identità dell’utente autenticato alla piattaforma così non sarà necessaria la procedura di verifica, per esempio tramite webcam.

Per maggiori informazioni è disponibile il comunicato stampa.

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Online il portale del Reddito di cittadinanza

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Operativo da oggi il portale dedicato al Reddito di cittadinanza, la misura architettata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che intende rappresentare una soluzione pratica per tutti quei cittadini italiani che versano in condizioni di povertà e non riescono a trovare un’occupazione.

All’interno del sito si possono recuperare tutte le informazioni relative alla misura che partirà ufficialmente dal 6 marzo, data in cui si potrà iniziare a presentare la domanda di sussidio.

Cos’è il Reddito di cittadinanza e come funziona

Il Reddito di cittadinanza è un’iniziativa che punta all’inserimento o al reinserimento nel mondo del lavoro e di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale: tale misura assume la denominazione di Pensione di cittadinanza per i nuclei familiari composti da una o più persone con età pari o superiore a 67 anni.

Per presentare la domanda occorre onorare specifici requisiti fra cui un ISEE inferiore a 9.360 euro e successivamente presentarsi agli uffici postali utilizzando uno specifico modello messo a disposizione dall’INPS oppure tramite i centri di assistenza fiscale (CAF).

La domanda potrà essere anche inviata online attraverso il portale del Reddito di cittadinanza ma sarà necessario che il richiedente abbia un’utenza SPID. Per richiedere ulteriori informazioni è disponibile l’URP del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

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18app, via libera ai nati nel 2000

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Dopo un lungo e incerto iter che ha portato più volte ad interrogarsi circa l’effettiva possibilità che il bonus cultura potesse divenire realtà anche per i nati nel 2000, da domani sarà possibile accedere alla registrazione e dare il via alla procedura.

18app, questo il nome del portale ideato per garantire il bonus cultura per i neo 18enni, da domani 7 gennaio 2019 consentirà la registrazione ai nati nel 2000 che potranno quindi, accedendo attraverso la propria identità digitale SPID ottenere l’erogazione del bonus.
Per coloro i quali non avessero un’utenza SPID sarà necessario richiederla registrandosi con uno degli 8 Identity Provider disponibili (fra cui Infocert, Poste Italiane o Aruba).

18app, i nati nel 2000 hanno a disposizione 500€

Una volta sbloccato il bonus, esso potrà essere utilizzato per acquistare, fino ad un totale di 500€, alcune tipologie di beni e servizi che rimangono di fatto inalterati rispetto agli scorsi anni; nonostante alcune voci circa un ridimensionamento della misura sia dal punto di vista economico che dal punto di vista dei prodotti e servizi accessibili, nulla è cambiato.

I nati nel 2000 potranno quindi acquistare ingressi al cinema (abbonamenti e biglietti), ingressi a concerti (abbonamenti e biglietti), ingressi per eventi culturali (fiere, festival, …), libri (audiolibri, ebook e libri tradizionali), ingressi per visite culturali (musei, monumenti o parchi), musica registrata su qualsiasi supporto, corsi per apprendere musica, teatro o lingue straniere.

Ovviamente occorrerà identificare gli esercenti che aderiscono alla promozione del bonus cultura affinché lo stesso risulti riconosciuto.

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Necessaria un’identificazione digitale per il reddito di cittadinanza

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Il reddito di cittadinanza è una delle misura più attese oggetto della Manovra economica che determinerà una dirompente rivoluzione nel welfare italiano garantendo a tutti i cittadini una soglia minima necessaria ad una sopravvivenza decorosa.

Gli strumenti per la sua assegnazione non potevano certo non considerare il digitale come risorsa utile ad efficientare il processo di assegnazione.

SPID e reddito di cittadinanza, la conferma durante il forum AGI

Nel corso del forum AGI sul digitale l’attuale Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha confermato che l’accesso al reddito di cittadinanza, atteso per questa primavera, sarà possibile tramite identificazione digitale.

Tale identificazione avverrà tramite il ricorso a SPID, il Sistema Pubblico d’Identità Digitale, che rappresenta l’attuale stato dell’arte nel processo di identificazione da parte dei cittadini nei confronti della PA.

L’identità digitale non è mai decollata autonomamente ma ha sempre richiesto degli incentivi per la sua adozione, come in occasione del lancio del bonus per i maggiorenni e della Carta del Docente.

La scelta di utilizzare il digitale è coerente con la pianificazione voluta dal Team per la Trasformazione Digitale che guidato da Luca Attias, neo Commissario per l’Agenda Digitale, in sostituzione di Diego Piacentini.

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Telegram introduce Telegram Passport, un sistema di autenticazione universale

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Telegram continua a perseguire l’obiettivo di diventare un’applicazione centrale per la vita delle persone non solo in materia di comunicazione ma anche attraverso altre funzionalità di assoluto rilievo.

Fra queste, dopo diversi rumor che hanno anticipato l’interesse di Telegram a sbarcare nel mondo dell’autenticazione utenti, c’è ora Telegram Passport.

Telegram Passport è un sistema innovativo, incluso nell’ultima release dell’app per Android e iOS, che permette di conservare i dati personali dell’utente e utilizzarli per autenticarlo digitalmente effettuando così il login su servizi di terze parti senza un ulteriore inserimento di credenziali.

Per molti versi il sistema persegue le medesime finalità di SPID e di altri servizi che puntano a creare dei passaporti digitali in cui conservare tutte le informazioni utili come nome, cognome, data di nascita fino anche alla scansione del proprio documento di identità.

Telegram Passport: i propri dati conservati in cloud

I dati vengono salvati sulla piattaforma cloud di Telegram tramite il protocollo di criptazione end-to-end che li rende inaccessibili neppure dallo stesso team di Telegram: la condivisione avviene solo verso il singolo servizio a cui l’utente vuole accedere.

Nel prossimo futuro, per aumentare ulteriormente la sicurezza, i dati di Telgram Passport verranno spostati su un cloud decentralizzato.

Il primo, e per ora unico, servizio che supporta Telegram Passport è ePayments.com.

L’attivazione di Telegram Passport è semplice, è sufficiente cliccare sul link Sign up with Telegram presente nella pagina di registrazione di ePayments.

Smart NationTelegram introduce Telegram Passport, un sistema di autenticazione universale
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