Partigiani d’Italia, online l’anteprima del portale dedicato alla Resistenza

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In occasione del 75° Anniversario della Liberazione d’Italia, il MiBACT ha pubblicato l’anteprima del portale Partigiani d’Italia: si tratta di un luogo virtuale della memoria relativo all’attività della Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il portale permette di consultare le schede relative alle richieste di riconoscimento delle qualifiche partigiane conservate presso l’Archivio Centrale dello Stato ed è il risultato di un progetto intrapreso dall’Istituto Centrale per gli Archivi nel 2017, su impulso della Direzione Generale Archivi del MiBACT, in collaborazione con la Scuola Normale Superiore, l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea ”Giorgio Agosti” (Istoreto), e l’Istituto nazionale Ferruccio Parri.

L’iniziativa muove le sue origini dalla digitalizzazione delle 703.716 schede nominative del fondo Ricompart per poi passare alla realizzazione di una banca dati nazionale al fine di valorizzare questa fonte documentaria e contribuire allo studio storico della Resistenza italiana durante il conflitto.

Il progetto è partito. Nel portale sono rese disponibili per la consultazione le informazioni tratte dalle schede insieme a un ampio quadro di contributi che illustrano il contesto e le vicende dalle quali esse traggono origine.

L’anteprima è online fino al 2 maggio 2020 con circa 205.000 schede consultabili e intestate a singole persone, con dati anagrafici e notizie sull’attività svolta nelle formazioni partigiane e negli altri corpi volontari.

L’intero portale sarà reso accessibile definitivamente a partire dal giorno 8 settembre 2020, data in cui verranno rese consultabili anche le riproduzioni digitali delle schede originali.

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Nasce il primo archivio digitale dedicato alle voci della Grande Guerra

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Un contenitore digitale che archivia la polifonia delle lingue dell’Italia in guerra, dalla voce ufficiale della propaganda alla voce dei soldati passando per quella dei giornali: è questa la nuova iniziativa presentata in occasione delle celebrazioni per i cento anni dalla fine della Grande Guerra

Il progetto Voci della Grande Guerra, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha coinvolto i ricercatori dell’Università di Pisa, l’Accademia della Crusca, l’Istituto di Linguistica Computazionale Anonio Zampolli, il Cnr e l’Università di Siena.

Vocie della Grande Guerra, un collettore digitale di documenti

Lo scopo è quello che raccogliere e mettere a confronto una grande mole di materiali, alcuni già disponibili ma non opportunamente digitalizzati, del tutto trasversali: esistono già archivi digitali dedicati alla Grande Guerra ma sono tipicamente limitati ad un unico genere, come per esempio la diaristica.

Nel caso del progetto Voci della Grande Guerra invece, sono stati riuniti testi e documenti provenienti da moltissimi musei, biblioteche e archivi come anche gli Atti parlamentari e gli articoli dei principali quotidiani del tempo.

Tutti i materiali sono disponibili online grazie a tecniche avanzate di linguistica computazionale e web semantico che permettono la possibilità di ricercare i contenuti in modo semplice ed efficace.

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Touring Club e Google portano online le cartoline storiche

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Un patrimonio di oltre 5mila cartoline storiche che attraversano il periodo che va dall’inizio del secolo scorso fino alla fine degli anni ’70 è stato raccolto e portato online da Touring Club e Google in collaborazione con Musicart.

Attraverso la celebre piattaforma Google Arts&Culture infatti è possibile effettuare un tuffo nel passato e rivivere un periodo storico che ha visto cambiare usi, costumi e abitudini da parte della popolazione italiana.

All’interno dell’archivio compaiono ambienti quali il Colosseo, il Duomo di Milano, le rovine della Valle dei Templi a Paestum, il Maschio Angioino di Napoli o ancora la Basilica di San Francesco di Assisi.

Ma ci sono decine di altre città, località e monumenti che hanno fatto la storia e che sono rappresentate dalle cartoline appunto, uno strumento inventato nel 1865 in Germania e comparso per la prima volta in Italia nel 1874 con il nome di Intero Postale.

Il successo fu talmente elevato da soppiantare le lettere e divenire una forma di illustrazione che oggi rivive in formato digitale.

Per consultare la raccolta è sufficiente raggiungere il sito dedicato: la navigazione è molto semplice e curata anche grazie ad un sistema di menù intelligenti.

Fra questi, la funzione che permette di sfogliare le cartoline storiche che ritraggono luoghi nelle vicinanze della persona che ha effettuato la richiesta al fine di confrontare luoghi nelle loro evoluzioni durante gli anni.

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