Roma, in progettazione un nuovo hub dedicato all’innovazione e alla tecnologia

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La Giunta Regionale del Lazio ha approvato un provvedimento che avvia la verifica di fattibilità per la realizzazione di un hub dedicato all’innovazione e alla tecnologia accanto alla Stazione Termini, all’interno dei locali di Palazzo Clementino.

L’hub, che nelle intenzioni dovrebbe misurare una superficie di 2.500mq, ha come obiettivo il consolidamento delle attività di sviluppo delle PMI del territorio tramite erogazione di servizi innovativi per le imprese da parte del sistema degli Spazi Attivi regionali.

L’immobile, di proprietà dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (Asp) Istituto San Michele, è stato scelto per la sua collocazione strategica ma anche per la sua idoneità al recupero e riuso dei locali che verranno studiati e riconfigurati grazie alla collaborazione con Lazio Innova incaricata di gestire l’hub e l’offerta dei servizi al territorio.

L’obiettivo è ovviamente quello di rendere Roma e il suo territorio un polo sempre più attrattivo di talenti e nuova imprenditoria.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa della Giunta Regionale del Lazio.

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A Roma nasce la prima piazza smart della città

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A Roma nel quartiere Pietralata è stata presentata la prima piazza smart: un luogo pubblico ideato per dare ai cittadini nuove opportunità sfruttando le ultime tecnologie disponibili.

L’obiettivo che l’Amministrazione intende perseguire attiene all’installazione di strumenti di innovazione tecnologica e sociale in alcune piazze della Capitale, fra cui quella di Pietralata, affinché i possano trasformarsi in spazi sicuri, attrattivi, connessi e soprattutto accessibili a tutti i cittadini.

La sperimentazione prevede l’installazione del Wi-Fi gratuito e di una serie di elementi intelligenti: nell’area verde in via Cave di Pietralata è infatti possibile ricaricare lo smartphone tramite l’utilizzo di alcuni attrezzi ginnici che convertono l’energia prodotta dall’attività fisica in energia elettrica.

Non solo, un totem multimediale interattivo fornisce informazioni su meteo, cultura e attualità ma integrerà progressivamente anche servizi di primo soccorso e videosorveglianza.

Nella piazza vi sono anche tre panchine intelligenti alimentate con energia solare e attrezzate con accessori evoluti come la ricarica wireless, porte usb, radio e casse: inoltre, per tutti i residenti, viene proposto l’accesso ad un’apposita app gratuita che incentiva le attività del quartiere e facilita il processo di riappropriazione dei luoghi della città.

Maggiori dettagli nella pagina dedicata del sito del Comune di Roma.

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VeniSia, l’acceleratore che punta allo sviluppo sostenibile di Venezia

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Si chiama VeniSia ed è un nuovo progetto decollato a Venezia grazie a importanti partner, fra cui Eni, con l’obiettivo di gettare le basi per lo sviluppo sostenibile della città lagunare.

VeniSia, acronimo per Venice Sustainability Innovation Accelerator, nasce dall’università Ca’ Foscari di Venezia insieme al Comune di Venezia e altre partnership importanti: grazie alla scuola di impresa Joule lanciata nel 2020, questo nuovo progetto intende fornire agli imprenditori le competenze per realizzare nuove imprese nell’ambito dell’economia circolare.

Per questo motivo è stata attivata una speciale call for ideas, attiva fino al 31 luglio, destinata a tutti coloro che volessero individuare soluzioni innovative per il ripopolamento della città, per lo sviluppo di un turismo sostenibile, per una nuova mobilità acquatica nel rispetto dell’ambiente, per la tutela del patrimonio artistico e architettonico, per la gestione dei rifiuti ma anche per un nuovo modo di abitare e lavorare a Venezia.

Non manca un’attenzione speciale al problema dell’innalzamento del livello del mare, probabilmente il pericolo più grande per la sopravvivenza della città lagunare.

Il quartier generale dell’iniziativa è situato presso lo Strategy innovation hub del dipartimento di Management dell’università Ca’ Foscari.

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Data Valley Bene Comune, al via i laboratori di cittadinanza digitale

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Tutto è pronto per l’avvio dei laboratori di cittadinanza digitale denominati “Innovazione digitale: bene comune”, una serie di talk rivolti alla comunità di Rimini per avvicinare cittadini e imprese al digitale inteso come strumento democratico e inclusivo per uno sviluppo sostenibile.

Organizzati dal Laboratorio Rimini Tiberio e strutturati per fornire approfondimenti alla nuova Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna dal titolo “Data Valley Bene Comune“, i talk affrontano gli obiettivi e le azioni che la Regione intende attuare entro il 2025 per promuovere lo sviluppo di un ecosistema digitale regionale finalizzato al progresso sociale ed economico del territorio.

La scelta di affidare al Laboratorio Rimini Tiberio la programmazione di questi talk non è casuale: si tratta infatti dell’hub locale dell’Agenda regionale nato nel 2016 e impegnato a pensare nuove strategie di attrattività per la città.

Alla base della strategia regionale vi sono comunque i dati e le tecnologie innovative, due importanti capisaldi intrecciati per migliorare la qualità della vita dei cittadini e facilitare il governo dei territori nel rispetto della sostenibilità e dell’ambiente.

I talk riguarderanno le principali direttrici di lavoro della nuova Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, ossia la diffusione delle competenze digitali, la trasformazione digitale della PA e dei settori produttivi, la connessione del territorio e il contrasto alle marginalità geografiche e ai divari di genere.

Il programma degli incontri è consultabile sul sito del Laboratorio Aperto Rimini Tiberio, maggiori informazioni nel comunicato di Regione Emilia-Romagna.

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Italian Tech, online la nuova testata dedicata all’innovazione

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Parte oggi un nuovo progetto editoriale nel perimetro del digitale: si chiama Italian Tech ed è la nuova testata del gruppo GEDI dedicata alla cultura dell’innovazione.

L’iniziativa nasce sulla spinta propulsiva che, purtroppo, la pandemia che ha colpito l’Italia ha involontariamente originato in relazione all’uso massivo delle nuove tecnologie per compensare il distanziamento sociale imposto alle persone.

Tutti, a prescindere dal grado di preparazione e capacità d’uso delle nuove tecnologie, sono stati costretti a ricorrere al digitale: basti pensare alla rivoluzione che ha subito la scuola con la didattica a distanza poi trasformatasi in didattica digitale integrata, quasi a prevedere un percorso parallelo alla metodologia formativa tradizionale.

Il cambiamento imposto alla società ha fatto maturare una maggiore presa di coscienza sull’importanza delle nuove tecnologie, sui rischi collegati al loro utilizzo e sul gap ancora oggi persistente.

Per questo motivo Italian Tech si pone l’ambizioso obiettivo di portare a bordo della trasformazione digitale del Paese tutti, a prescindere dalle condizioni culturali o anagrafiche anche perché l’accesso ai fondi del PNRR arriverà in coerenza con un diffuso programma di transizione al digitale per cui la formazione risulta essere un gradino fondamentale.

Italian Tech fungerà anche da piattaforma di ascolto per le nuove generazioni in modo da raccontare la loro evoluzione tecnologica e ricucire quello strappo sociale dettato dalle differenze fra nativi digitali e persone che non lo sono.

Maggiori dettagli sul sito del nuovo progetto editoriale.

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Nasce il Comitato Consultivo per la PA Digitale

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Il Comitato Consultivo per la PA Digitale è stato nominato oggi dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale per svolgere compiti di consulenza e orientamento del Ministro e del Dipartimento sui temi di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Il gruppo è formato da una serie di esperti di assoluto rilievo fra cui: Michela Bambara (Falck Renewables), Carlo Bozzoli (Enel), Michaela Castelli (Utilitalia, Nexi, Sea e Acea), Gianluigi Vittorio Castelli (Ferrovie dello Stato Italiane) con il ruolo di co-coordinatore del Comitato; Roberta Cocco (Comune di Milano) con il ruolo di co-coordinatrice del Comitato, Anna Di Silverio (Avanade Europa), Roberto Lancellotti (Inps) e Massimo Enrico Proverbio (Intesa Sanpaolo).

Ad essi si affiancano due gruppi formati rispettivamente dai direttori dei sistemi informativi delle Pubbliche amministrazioni centrali, delle PA locali e delle in-house e da un tavolo tecnico per la transizione digitale del territorio.

L’obiettivo è l’individuazione di azioni sinergiche e risultati di breve periodo nel perimetro dei piani per il 2026 e l’identificazione di esigenze e soluzioni verso servizi più utili, semplici e veloci.

Maggiori dettagli nel relativo comunicato stampa.

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MADEin4, approvato il progetto di ricerca e sviluppo nel settore delle produzioni microelettroniche

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Il MiSE ha approvato, tramite decreto, l’accordo per l’avvio del progetto MADEin4 presentato da Stmicroelectronics, Fca Italy, Comau, Politecnico di Torino e Cnr Istituto per la Microelettronica e Microsistemi in collaborazione con Regione Lombardia e la Regione Siciliana.

L’iniziativa riguarda la realizzazione di un progetto di ricerca e sviluppo nel settore delle produzioni microelettroniche al fine di migliorare la produttività manifatturiera coerentemente con il programma Industria 4.0.

Per ottenere il risultato preposto, vengono adottati tecniche e strumenti innovativi per il monitoraggio dei processi aziendali in tempo reale con la massima precisione nella misurazione.

L’accordo prevede lo stanziamento di oltre 18,7 milioni di euro parzialmente coperti dal MiSE e dall’Europa in seguito alla selezione da parte della UE nell’ambito della call ECSEL JU 2018 (Electronics Components and Systems for European Leadership).

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Regione Emilia-Romagna e Fondazione Enea Tech insieme per sostenere l’economia innovativa territoriale

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Regione Emilia-Romagna e Fondazione Enea Tech hanno sottoscritto un accordo per sostenere imprese che operano nel territorio regionale, fra cui startup e pmi innovative, attraverso le attività di ENEA Tech e del Fondo per il trasferimento tecnologico istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

La collaborazione, che interesserà anche le Università dell’Emilia-Romagna, interessa diversi ambiti fra cui le tecnologie per l’energia pulita, l’economia circolare e l’economia blu applicata all’ambiente marino, ma anche innovazione dei materiali, big data e intelligenza artificiale.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa di Regione Emilia-Romagna.

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Leonardo e Dompé insieme per l’infrastruttura nazionale di sicurezza sanitaria digitale

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Un’infrastruttura nazionale di sicurezza sanitaria digitale sfruttando l’architettura in cloud è l’esito dell’accordo fra Leonardo e Dompé Farmaceutici.

Grazie alle capacità di supercalcolo con 150 nodi per una potenza di 5 petaflop e il contributo del Politecnico di Milano sull’implementazione di alcune funzionalità, l’infrastruttura risulta pienamente operativa e in grado di valutare in chiave predittiva parametri epidemiologici e sanitari anche non omogenei come per esempio dati di laboratorio, cartelle cliniche o provenienti dai profili genetici dei pazienti.

La raccolta delle informazioni è utile nell’analizzare l’evoluzione epidemiologica di specifiche patologie o per eventi di sicurezza biologica ma anche di ottenere uno spaccato dei bisogni sanitari sull’intero territorio nazionale incentivando interventi puntuali di sanità pubblica e allocare al meglio le risorse disponibili.

La digitalizzazione delle informazioni permette inoltre di accedere con pc o tablet a soluzioni che consentono di migliorare l’approccio terapeutico personalizzato.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa congiunto di Leonardo e Dompè Farmaceutici.

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Open Fiber arriva a Carpi

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A Carpi è stato completata l’interconnessione del primo lotto di unità immobiliari all’infrastruttura di rete in fibra ottica di Open Fiber: i cittadini della città possono quindi beneficiare della connettività ad alta velocità, fino a 1 Gigabit al secondo, in modalità FTTH per fruire di servizi digitali evoluti.

In totale sono 8mila gli immobili ad essere cablati su un totale di 23mila previsti nel piano di sviluppo che porterà alla realizzazione di una rete di circa 230 chilometri per un investimento totale di 8 milioni di euro: le case e gli uffici già connessi appartengono ai quartieri Cibeno Pile e  Pezzana, nella zona Nord del centro urbano.

Il 70% dell’infrastruttura prevede il riuso di passaggi e cavidotti già esistenti con interventi a basso impatto ambientale e con minimi disagi per la circolazione e per la comunità.

I cittadini, appoggiandosi alla nuova rete, possono quindi fruire di servizi innovativi che richiedono alte capacità di banda passante come la telemedicina, la didattica a distanza e le applicazioni più avanzate in merito al controllo e gestione del territorio come la videosorveglianza o la gestione intelligente dell’illuminazione urbana.

I principali operatori partner di Open Fiber stanno già commercializzando i servizi: per verificare la copertura del proprio civico è sufficiente recarsi sul sito internet dell’azienda.

Maggiori dettagli nel comunicato di Open Fiber.

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