Ddl concorrenza, arriva la conversione in legge

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Dopo un lungo processo durato oltre due anni all’esame delle Camere, il ddl concorrenza diventa legge.

L’obiettivo del provvedimento è quello di stimolare la crescita e la produttività e consentire ai consumatori un maggiore risparmio nell’accesso a beni e servizi.

Qualche mese fa avevamo parlato delle opportunità attese per il settore delle TLC e delle possibili novità riguardanti l’economia digitale.

Oggi si può definitivamente scoprire lo scenario.

Ddl concorrenza, nuovi scenari per l’economia digitale

Per quanto riguarda il telemarketing, gli operatori del call center non dovranno più dichiarare l’identità del soggetto per il quale avviene la chiamata, specificarne la natura commerciale e richiedere l’autorizzazione del destinatario per continuare la conversazione.

Dal punto di vista della sharing economy, e nello specifico riguardo la questione Uber, il Governo si impegna ad adottare un decreto legislativo per la revisione della disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea e, conseguentemente, normare l’annosa questione.

Sempre con l’intenzione di intervenire per dirimere situazioni scomode o normate in modo inadeguato in relazione agli effetti prodotti dall’innovazione digitale, gli alberghi non sono più soggetti al parity rate.
Gli esercenti potranno così essere liberi di proporre alla clientela offerte migliori rispetto a quelle delle Ota, come ad esempio i siti internet di prenotazione alberghiera fra cui Booking o Expedia.

Sul fronte dei pagamenti digitali, l’ingresso nei musei e la partecipazione agli eventi culturali potranno essere pagati anche tramite smartphone.

Per la modifica dell’operatore tv o telefono, i gestori sono ora obbligati ad informare i clienti preventivamente su quali spese dovranno affrontare consentendo fra l’altro una più funzionale procedura di migrazione o recesso in modalità telematica.

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