L’ICTP di Trieste è centro di eccellenza UNESCO

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Il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam-ICTP di Trieste è stato riconosciuto quale centro di eccellenza internazionale per i big data e l’IoT (Internet of Things).

L’importante riconoscimento proviene dall’ITU, acronimo per International Telecommunication Unit, che è un’agenzia dell’UNESCO specializzata nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Fra le funzioni e gli obiettivi dell’agenzia vi è anche la formazione che viene erogata tramite la ITU Academy organizzata per impiegare poli formativi di eccellenza al fine di offrire corsi, seminari e workshop: proprio in questo senso il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam-ICTP di Trieste presenterà un’offerta formativa articolata nell’ambito dell’IoT e dei big data per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile promossi dalle Nazioni Unite.

Tecnologie wireless per lo sviluppo di reti accademiche in Paesi emergenti

In particolare la missione di questa iniziativa formativa congiunta è quello di approfondire l’utilizzo di tecnologie wireless d’avanguardia per favorire lo sviluppo di reti accademiche in diversi paesi emergenti sparsi nel mondo.

Grazie all’impiego dell’unità T/ICT4D, specializzata sulle telecomunicazioni, il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam-ICTP di Trieste si occuperà di guidare, a livello europeo, la ricerca e la formazione inerente ai percorsi accademici ed esperienziali legati a queste innovative tecnologie di comunicazione con una forte attenzione ai bisogni dei partecipanti provenienti dai paesi in via di sviluppo. Il centro triestino è annoverato tra i cinque centri di eccellenza ITU nel mondo.

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Mobile, Fastweb punta su trasparenza e convergenza

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Fastweb, da sempre riconosciuta come fiber company, punta a rivoluzionare la propria offerta mobile scegliendo una strategia per permettere la piena convergenza dei servizi di TLC.

L’operatore ha infatti deciso di sfidare le altre telco sul fronte della trasparenza: pur essendo le proprie tariffe del tutto competitive, Fastweb opta per garantire ai propri consumatori zero vincoli sulle offerte sottoscritte (senza quindi penali) e nessun costo nascosto affinché l’utente non abbia sorprese.

A corredo della propria offerta commerciale anche la possibilità di sfruttare la rete WOW-FI in modo illimitato e gratuito, tariffe estremamente convenienti per le chiamate all’estero, nessun addebito per i servizi di segreteria telefonica o richiamami o ancora il credito residuo.

WOW-FI e mobile: un binomio per essere sempre connessi

In particolare la possibilità di sfruttare la capillarità della rete WOW-FI, una rete Wi-Fi che si appoggia sulle utenze degli utenti Fastweb in circa 900 Comuni in tutta Italia senza penalizzare la qualità di connessione dei consumatori che fungono da hot-spot gratuiti, rende l’offerta mobile Fastweb sicuramente avvantaggiata rispetto ad altri gestori.

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Nuove regole per gli operatori di telecomunicazioni

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In seguito alla delibera del Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ossia l’AgCom, l’unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa deve essere il mese e non, come sta avvenendo sempre più frequentemente, una modulazione su base settimanale (solitamente 4 settimane).

Questa decisione è fortemente voluta affinché l’utente possa avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati e un tempo di invarianza nel rinnovo del presso offerto dagli operatori.

Secondo l’Autorità infatti una imputazione dei costi dei servizi fatturati agli utenti su un periodo diverso da quello mensile riduce le condizioni di trasparenza e corretta informazione per gli utenti.

Se per la telefonia fissa è stato stabilito il mese come unità temporale, nel caso della telefonia mobile questo periodo non può essere inferiore a 28 giorni: nel caso di offerte convergenti che coinvolgano la telefonia fissa, prevale la cadenza prevista per questa ossia su base mensile.

Le nuove regole dovranno essere applicate entro luglio.

Infine, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si è pronunciato anche sull’identificazione del credito residuo: l’operatore di TLC dovrà permettere di poterlo individuare tramite una pagina ad accesso riservato consultabile nel proprio sito web o tramite un’applicazione dedicata e attraverso un messaggio informativo inviato dal numero telefonico di assistenza clienti o via sms gratuito.

La PEC come migliore mezzo per dare disdetta o effettuare la migrazione

Qualora l’utente volesse, per ragioni di opportunità, procedere alla disdetta del proprio contratto e passare ad altro operatore, la via più opportuna per farlo è tramite PEC.

Se da un lato gli operatori di fatto suggeriscono il ricorso alla raccomandata con ricevuta di ritorno per un’evidente maggiore difficoltà di portare a termine la procedura, è possibile nonché consigliabile utilizzare la PEC.

Il costo di una raccomandata con ricevuta di ritorno è di almeno 5 euro mentre un abbonamento PEC annuale, che permette di inviare e ricevere infinite raccomandate, è disponibile a circa 6 euro.

La PEC permette di conservare il dato senza il rischio di perderlo anche perché il fornitore del servizio PEC ha l’obbligo di conservare ogni dato per diversi anni.

Inoltre certifica il contenuto della comunicazione (aspetto non garantito dalla raccomandata tradizionale) e certifica invio e conferma di ricezione che avviene quasi immediatamente.

Il problema più comune è però la difficoltà di individuare l’indirizzo dei fornitori.

Per ovviare al problema esistono due portali di riferimento su cui è possibile individuare velocemente queste informazioni costantemente aggiornate, per legge.

Il primo è il sito web di Registro Imprese mentre il secondo è il portale dedicato inipec.go.it del Ministero per lo Sviluppo Economico sul quale è sufficiente digitare il codice fiscale dell’azienda, che si può trovare in fattura o sui siti web ufficiali correlati, per ottenere l’indirizzo desiderato.

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In arrivo nuove regole per le chiamate internet

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Skype, WhatsApp, Hangouts o FaceTime sono fra i software gratuiti più utilizzati per effettuare chiamate vocali tramite la propria connessione internet o, nel caso del mobile, tramite il traffico internet a disposizione.
Il ricorso a queste applicazioni non è più diffuso solo tra i giovani e tra chi viaggia all’estero per comunicare a casa ma ormai rappresenta un’abitudine anche in ambito business.

L’innovazione cambia le regole

L’innovazione ha già soppiantato l’uso degli sms ormai sostituito con i messaggi inviati tramite programmi di Instant Messaging (IM) come WhatsApp, Telegram o Viber, è lecito quindi immaginare che anche per le chiamate accadrà la medesima cosa.

Le chiamate internet: un mercato sostanzioso

Tuttavia sembra che i big della telefonia non siano intenzionati ad aspettare che questa rivoluzione li colpisca senza far nulla; dovendo infatti sottostare a regolamentazioni europee particolarmente rigide, i principali gestori telefonici hanno deciso di dare battaglia lamentandosi della concorrenza sleale da parte dei giganti tecnologici come Facebook, Microsoft o Google che erogano il servizio di chiamate internet.
Lamentele che non sono rimaste inascoltate.
La Commissione Europea ha quindi iniziato un percorso di valutazione per capire in che misura le regole Ue applicate ai gestori tradizionali debbano applicarsi anche ai servizi tecnologici equivalenti.

Se da una parte è completamente insensato tentare di arginare la rivoluzione digitale innescata dall’innovazione, dall’altro è pur vero che i requisiti per stare sul mercato devono essere necessariamente armonizzati se l’offerta è la medesima.
Questo è tanto più importante quanto si affronta il tema della sicurezza dei dati al fine di garantire un alto livello di protezione dei consumatori, di sicurezza delle reti e dei server.

La nuova regolamentazione, attesa per metà settembre, potrebbe comportare delle limitazioni ai servizi di chiamate internet o addirittura un incremento dei costi per il traffico internet: è tuttavia ipotizzabile che i servizi di chiamate internet non diventeranno a pagamento.

Verso fine settembre arriverà anche la riforma del copyright e a fine anno quella sulla e-privacy.

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