Il Comune di Chieti avvia il percorso di transizione digitale dei servizi comunali

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Il Comune di Chieti ha dato il via al graduale percorso di transizione al digitale che porterà i servizi comunali erogati dall’Amministrazione cittadina ad essere completamente dematerializzati.

Per febbraio 2021 infatti si punta a rendere pienamente operativo il sistema che consentirà di ottenere rapidamente documenti e servizi dal Comune di Chieti in forma digitale evitando lunghe attese e code.

A partire da questa settimana i dipendenti comunali inizieranno un percorso di formazione che permetterà di comprendere pienamente la trasformazione a cui sarà soggetto l’Ente in piena armonia rispetto alle previsioni della L. 120 del 11 settembre 2020 che impone la modalità digitale come canale abituale di comunicazione fra cittadini e Pubblica Amministrazione.

La trasformazione digitale riguarderà tutti i settori comunali, dal commercio e attività produttive, alle politiche sociali, dai servizi cimiteriali all’anagrafe, ai tributi: ogni servizio lanciato potrà essere accessibile dai cittadini grazie a SPID.

L’adozione del nuovo sistema gestionale interno avverrà a partire dal 1° febbraio ma prima di allora saranno lanciate diverse innovazioni fra cui lo sportello unico virtuale che permetterà al cittadino di essere in contatto diretto con l’amministrazione.

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Rilasciato il quaderno ANCI dedicato alla transizione digitale dei Comuni

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ANCI Lombardia, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani della Lombardia, ha rilasciato un quaderno operativo dedicato alle prossime attività a cui sono chiamati i Comuni per dare seguito al processo di transizione digitale.

Si tratta di un’informativa, omogenea e fortemente semplificata, che sintetizza in un unico testo le principali novità sulla trasformazione digitale delle PA locali con le varie scadenze previste dal Codice per l’Amministrazione Digitale e dal Decreto Semplificazioni.

L’elaborato approfondisce i punti chiave di ciascun intervento previsto dal Governo che impatta sui Comuni: fra questi ci sono l’implementazione dell’identità digitale (SPID e CIE), l’accesso ai servizi digitali pubblici ma anche la razionalizzazione delle infrastrutture digitali tramite il cloud della PA.

Oltre alle tematiche previste dal Codice per l’Amministrazione Digitale compaiono anche alcuni temi di grande importanza ai fini della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

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Progetto Genova, Open Fiber e Fibering insieme per connettere le aziende del territorio

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Open Fiber e Fibering hanno gettato le basi per il Progetto Genova, un’iniziativa che intende portare fibra ultraveloce e servizi all’avanguardia a tutte le aziende del territorio genovese.

La connettività è universalmente riconosciuta come un fattore abilitante alla trasformazione digitale delle aziende per accelerarne la ripresa economica.

Per questo motivo le due aziende, impegnate rispettivamente nel campo dell’infrastruttura in fibra ottica e dei servizi di telecomunicazione B2B, hanno deciso di creare un piano innovativo di collegamento di tutta l’area metropolitana di Genova arricchito di servizi altamente professionali pronti all’uso per tutte le aziende e le Istituzioni del territorio genovese.

Al progetto aderiscono oltre 50 imprese genovesi (logistica, agro-alimentare, high tech, mondo bancario): maggiori informazioni nel comunicato stampa di Open Fiber.

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Definitivo l’iter per l’avvio dei processi di trasformazione digitale della PA

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Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione del decreto Semplificazione e innovazione digitale si apre a tutti gli effetti il percorso, supportato dalla base normativa, che porterà l’Italia alla piena trasformazione digitale.

Cittadini e imprese potranno quindi fruire di uno Stato moderno, funzionale e tecnologicamente all’avanguardia grazie alla transizione verso una visione di PA smartphone-centrica.

Il 28 febbraio 2021 è la data limite entro la quale le PA locali devono avviare i propri processi di transizione al digitale che consentano alla popolazione di fruire dei servizi digitali tramite smartphone che viene considerata la piattaforma abilitante al digitale per eccellenza vista la grandissima diffusione.

Il Governo è infatti seriamente intenzionato a rispettare le milestone accelerando un processo che più volte negli anni ha subito svariate battute di arresto anche per mancanza di una solida base normativa che invece questa volta sembra poter fornire adeguate garanzie.

Alla data stabilita potranno fare eccezione i piccoli Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti per via dell’incidenza delle difficoltà legate alla pandemia da COVID-19.

Maggiori informazioni nel comunicato del MID.

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ISTAT, scarsa la maturità digitale delle imprese italiane

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Le imprese italiane non sembrano particolarmente inclini a raggiungere la maturità digitale: questa la fotografia dell’ISTAT che evidenzia come circa tre quarti delle imprese con almeno dieci addetti, pur effettuando investimenti digitali, non riescono ad essere caratterizzate da un utilizzo davvero integrato delle tecnologie disponibili.

Solo il 3,8% infatti si dimostra, secondo i dati Istat del censimento permanente delle imprese, in grado di essere riuscito a raggiungere questo traguardo: nonostante però la risicata percentuale, queste imprese vantano il 16,8% di addetti e il 22,7% di valore aggiunto con una concentrazione significativa al Nord-ovest.

La maggior parte delle imprese è riuscita efficacemente ad avviare quantomeno il percorso di trasformazione digitale grazie ai consistenti incentivi alla digitalizzazione resi disponibili nel corso degli ultimi anni a livello statale e regionale: tuttavia gli imprenditori si sono concentrati sugli investimenti infrastrutturali, come soluzioni cloud e connettività in fibra ottica, lasciando eventualmente a una fase successiva l’adozione di tecnologie applicative che certo avrebbe contribuito all’avvicinamento al livello di maturità digitale.

Gli investimenti per la trasformazione digitale sono stati commisurati alla dimensione delle imprese: più incidenti infatti quelli effettuati nelle imprese con oltre 500 adetti (il 97,1%) e inferiori quelli nelle realtà con 10-19 addetti (il 73,2%).

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La digitalizzazione in Italia corre a ritmi diversi in relazione ai territori

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La rilevazione della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del Piano Triennale per l’Informatica ha portato alla luce uno scenario piuttosto indicativo forte della notevole adesione da parte degli enti territoriali (Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni) coinvolti nell’analisi.

Con oltre il 90,51% del campione coinvolto, pari a 8.036 Enti, si assiste infatti ad un netto divario digitale tra realtà sulla base di fattori geografici e dimensionali: se gli Enti di dimensioni maggiori e rappresentativi di distretti economicamente più sviluppati sembrano essere in grado di raggiungere gli obiettivi del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione secondo le roadmap previste, così non è per le comunità di piccole dimensioni, il 93% delle quali è costituita da collettività con popolazione inferiore a 20.000 abitanti.

Fra i motivi della disparità nell’attuazione dei processi di trasformazione digitale incidono in maniera preponderante le scarse competenze digitali dei responsabili della digitalizzazione e la scarsa diffusione della nomina del Responsabile per la Transizione Digitale, figura obbligatoria come indicato dal Codice per l’Amministrazione Digitale ma che è stata nominata solo dal 36,7% delle amministrazioni territoriali e nel 67,9% dei casi fra soggetti privi di specifiche competenze nel campo.

Il report evidenzia però un buon grado di diffusione in Regioni e province autonome delle piattaforme abilitanti SPID, PagoPA, NoiPA e ANPR che rappresentano infrastrutture strategiche al processo di digitalizzazione dei servizi pubblici: meno bene invece la progressiva dismissione dei data center obsoleti con la migrazione dei servizi pubblici verso soluzioni cloud che ridurrebbero i costi di gestione delle infrastrutture IT.

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Il Comune di Modena accelera il percorso di digitalizzazione

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Il Comune di Modena accelera le iniziative per portare a termine il proprio percorso di trasformazione digitale approvando il Piano digitale 2020 che programma le attività su quattro assi strategici principali: infrastrutture e connettività, servizi online e semplificazione, cultura e cittadinanza digitale e infine i progetti speciali.

Per ciascuno degli assi sono state individuate cinque azioni dedicate all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione con degli obiettivi a breve, medio e lungo periodo.

Tra gli impegni del Comune vi è sicuramente l’allargamento della rete in fibra ottica che funge da ossatura per i servizi di smart city cittadini onde servire la città con i punti per il Wi-Fi libero ma anche per l’estensione dei sistemi di videosorveglianza e gestione dei flussi di traffico.

Anche la digitalizzazione degli atti, delle funzioni amministrative e dei servizi dell’Ente ricopre un aspetto cardine della strategia comunale: sono già fruibili online i servizi attinenti all’edilizia, alle attività produttive, all’istruzione, ai tributi, alle biblioteche e soprattutto all’anagrafe e stato civile.

Proprio riguardo a quest’ultimo aspetto si sta concentrando il potenziamento dell’offerta con la c.d. rete dei Quartieri per portare i servizi al cittadino con postazioni decentrate per il rilascio della CIE.

Al fine di avvicinare l’utenza ai servizi digitali non manca l’aggiornamento degli strumenti di comunicazione digitale del Comune ma anche la realizzazione di diverse iniziative per l’inclusione digitale ed il potenziamento della cultura digitale.

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Atlante i4.0, il primo portale nazionale dedicato alle strutture per l’innovazione e la digitalizzazione

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Per aiutare gli imprenditori nel percorso di trasformazione digitale utilizzando le tecnologie abilitanti che consentono di avviare i processi di trasferimento tecnologico 4.0 Unioncamere e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno lanciato il portale atlantei40.it.

Si tratta di una piattaforma studiata per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di figure altamente specializzate nelle tecnologie avanzate.

Il portale infatti contiene una mappatura dei principali soggetti in grado di interagire con le tecnologie innovative: fra questi anche i 104 Istituti Tecnici Superiori (ITS) presenti in Italia, di cui più della metà al Nord, da cui le imprese potrebbero trovare manodopera qualificata.

Le nuove tecnologie e le competenze digitali rivestono infatti un importantissimo tassello nella strategia del rilancio del nostro Paese in quanto le imprese più piccole dimensionalmente sono quelle con più difficoltà nel gestire il cambiamento derivante dal progresso tecnologico.

La piattaforma AtlanteI40 svolge quindi un ruolo indispensabile per orientare gli imprenditori nella scelta degli attori più indicati per la trasformazione digitale.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa del MISE.

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Trasformazione digitale, Vodafone Business lancia V-Hub

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Vodafone lancia V-Hub, un nuovo servizio online di Vodafone Business dedicato alla digitalizzazione delle PMI: disponibile da luglio 2020 In Italia, Regno Unito, Germania e Spagna, V-Hub offre guide, suggerimenti e un servizio di consulenza per aiutare le imprese di piccole e medie dimensioni per capire come muoversi in un modo che sta subendo la forte accelerazione dettata dalla trasformazione digitale.

In Italia le PMI generano circa il 70% del valore aggiunto complessivo dell’economia italiana ma, nonostante questo, soffrono la trasformazione digitale perché viene vista spesso come un problema da gestire più che un’opportunità: la difficoltà principale, da parte delle imprese, è rinvenibile nella scarsa formazione che pregiudica la possibilità di dotarsi di una strategia digitale di medio-lungo periodo.

Per questo motivo, grazie a V-Hub, le PMI potranno accedere a contenuti su misura attraverso guide, video e webinar online con, in aggiunta, un supporto dedicato grazie a un servizio di consulenza telefonica o via chat gestito da Vodafone e partner selezionati.

Maggiori dettagli nel comunicato globale (lingua inglese).

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Il Comune di Roma lancia Roma Innovation

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Si chiama Roma Innovation ed è il sito del Comune di Roma dedicato alla promozione dei progetti di innovazione creati all’interno di Roma Capitale e legati alla trasformazione digitale.

Il nuovo strumento si pone l’ambizioso compito di fungere da collettore per i servizi evoluti al cittadino e per l’impresa specificatamente ideati nell’ottica di progressiva semplificazione e accessibilità alle opportunità offerte dall’Amministrazione.

Chiunque, sia esso il residente, lo studente fuori sede, l’imprenditore, il pendolare, il turista, ma anche l’appartenente ad una categoria fragile deve poter fruire delle potenzialità che il digitale è in grado di mettere a disposizione: per questo motivo il sito Roma Innovation è organizzato su sei aree progettuali.

La prima, chiamata CRM e Casa Digitale del Cittadino, affronta il tema della citizen journey, ossia l’insieme dei servizi dedicati al cittadino per esprimere il proprio potenziale.

La seconda area, Roma Data Platform, riguarda la piattaforma tecnologica trasversale destinata a raccogliere, custodire e organizzare il patrimonio informativo di dati necessari a orientare il processo decisionale dell’Amministrazione e del sistema delle imprese.

La terza area, denominata Piazze Smart, riguarda i dispositivi tecnologici, come per esempio i totem interattivi, in grado di coniugare il dialogo in presenza e la connessione con smartphone e tablet.

La quarta area, Smart Citizen Wallet, ha l’obiettivo di premiare i comportamenti virtuosi dei cittadini con un sistema a crediti elettronici da spendere nei musei civici, negli esercizi convenzionati o tramite altri servizi pubblici.

La quinta area, Bilancio Partecipativo, punta a coinvolgere attivamente i cittadini nelle decisioni che orientano la spesa.

Infine la sesta area, Economia Comportamentale, che intende semplificare le procedure e migliorare il rapporto tra Amministrazione e cittadini inducendo comportamenti virtuosi.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa del Comune.

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