Lo scarso accesso ai fondi disponibili condanna l’Italia al ritardo digitale

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Sul banco degli imputati per quanto riguarda il ritardo digitale dell’Italia rispetto agli altri Paesi della UE c’è la cattiva gestione dei fondi destinati dall’Unione a politiche ed interventi per promuovere la trasformazione digitale della Penisola.

Secondo l’ultimo studio di Confindustria Digitale, che ha sintetizzato le difficoltà riscontrate dal Dipartimento della Funzione pubblica, dall’Agenzia per la Coesione e dal Team per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, solo 686 milioni di euro sono stati spesi sugli oltre 3 miliardi di fondi comunitari a disposizione per il nostro Paese per il periodo 2014-2020 al fine di attuare l’agenda digitale.

Entro 18 mesi, qualora il processo non subisca una marcata inversione, questi stanziamenti sfumeranno: non bastano quindi le attuali richieste per il sostegno della spesa in acquisto di beni tecnologici legati al Piano Industria 4.0 o per la crescita di progetti di ricerca e innovazione.

Il mancato utilizzo dei fondi espone il Paese ad un doppio smacco: da una parte rappresentano una quota di investimenti non effettuati ma dall’altra anche una battuta di arresto degli effetti positivi che potrebbero generare se venissero messi in cantiere.

Si innesca così un loop in cui la crescita che potrebbe essere indotta dagli investimenti sul digitale non avviene e il mercato del lavoro subisce una conseguente stagnazione con maggiore precarietà diffusa o alimentando fughe di cervelli verso Paesi più reattivi e pronti alle opportunità offerte dalla digitalizzazione.

Di più, di oltre 16.000 progetti presentati per ottenere fondi Ue destinati all’Obiettivo 2, ossia Ict e Agenda digitale, solo il 14% è stato concluso mentre il 66% è ancora in corso: il 18% non è stato neppure avviato.

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Poste Italiane e Microsoft insieme per accelerare la trasformazione digitale

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Poste Italiane ha siglato un accordo con Microsoft per accelerare i processi di trasformazione digitale che riguardano il gruppo ma anche il Paese: nell’intesa infatti compaiono iniziative congiunte per migliorare la competitività dell’Italia nel settore digitale con particolare interesse a progetti che riguardano il programma Ambizione Italia di Microsoft.

Nello specifico queste attività sono rivolte a PMI e PA che possono trovare nella diffusione capillare di Poste Italiane sul territorio un partner affidabile che abbina la capacità di Microsoft nell’erogare soluzioni di vario genere comprese quelle legate alla cybersecurity.

Gli effetti dell’accordo coinvolgerà trasversalmente i 134mila dipendenti di Poste Italiane che avranno a disposizione nuovi strumenti informatici e canali di comunicazione con annesse attività di formazione su misura: uno degli obiettivi è transitare verso la figura del postino intelligente per migliorare l’organizzazione interna del lavoro e rendere il cliente finale più soddisfatto del servizio.

La collaborazione si inserisce nel piano strategico di Poste Italiane incentrato su un percorso di cambiamento approfondito a sostegno dello sviluppo della PA e dell’imprenditoria nazionale per avvicinare i cittadini alle nuove tecnologie in modo facile e sicuro.

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Transformers, a Napoli i campioni della trasformazione digitale

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Napoli è pronta ad ospitare Transformers, l’evento organizzato da Agi insieme alla Regione Campania, l’Università di Napoli Federico II e AgID nell’ambito della manifestazione Digital Days e dedicato alle migliori pratiche di trasformazione digitale della PA.

PA e cittadini infatti vivono un difficile rapporto a livello comunicativo indotto dalla lentezza con cui la PA accoglie i cambiamenti imposti dalle opportunità offerte dal digitale e dalla diffidenza ad abbracciare le nuove tecnologie da parte dei cittadini che si dimostrano resistenti all’innovazione.

In questo scenario l’evento Transformers raccoglie le Amministrazioni più virtuose che nel pubblico tentano di migliorare sensibilmente l’offerta di servizi utili al cittadino basati sull’impiego delle nuove tecnologie.

Dalle 14.45 molti Comuni virtuosi sono chiamati a raccolta per illustrare le metodologie che hanno permesso di raggiungere interessanti risultati.

Fra questi Firenze che con il progetto Replicate ha adottato tecnologie innovative per sviluppare soluzioni integrate per l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile.

C’è anche Milano che porta in dote il proprio fascicolo digitale del cittadino che permette alla popolazione residente di accedere in modo veloce a tutte le proprie pratiche e documenti personali.

Non si sottraggono all’impegno Venezia, con la propria piattaforma multicanale DiME per fruire dei servizi pubblici cittadini, e Cagliari che ha disegnato una rivoluzione digitale per i servizi urbani.

L’evento è trasmesso in diretta streaming da qui.

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La Biblioteca Estense Universitaria inizia la propria trasformazione digitale

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La rivoluzione digitale è dirompente e si estende ad ogni ambito: non è esclusa la celeberrima Biblioteca Estense Universitaria di Modena che viene coinvolta in un progetto significativo di digitalizzazione.

Grazie alla collaborazione fra Gallerie Estensi e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena infatti nasce un archivio digitale ad altissima definizione che permette di consultare direttamente online parte del patrimonio archivistico e raro della biblioteca.

Il progetto ha richiesto uno stanziamento complessivo di 1,3 milioni di Euro per effettuare una scansione ad altissima definizione tramite apposite strumentazioni di acquisizione immagine e la successiva catalogazione di parte del patrimonio della biblioteca tramite la metadatazione e il recupero del patrimonio già scansionato.

Le fonti digitalizzate verranno rese disponibili, in modo libero e gratuito, sulla piattaforma digitale prescelta tramite il protocollo IIIF che permette di visualizzare e annotare comparazione di fonti diverse.

La soluzione digitale prescelta è già diffusa ad altre importanti biblioteche internazionali: l’Estense diventa a tutti gli effetti la prima biblioteca italiana a partecipare ad un sistema digitale che vede al suo interno la Biblioteca Apostolica Vaticana, l’Ashmolean Library di Oxfor, la British Library e la Library of Congress di Washington.

La Biblioteca Estense ha al suo interno capolavori dell’arte e della cultura laica e religiosa come la Bibbia illustrata per Borso d’Este, gli scritti di Ludovico Antonio Muratori o la Mappa del Cantino che rappresenta il più antico planisfero portoghese esistente ad oggi che descrive le coste americane per come erano conosciute ai tempi.

L’accesso alle informazioni, come detto, sarà del tutto gratuito e libero senza restrizioni per agevolare la diffusione della conoscenza fra appassionati, ricercatori ma anche semplici cittadini interessati a curiosare fra i tesori della Biblioteca Estense.

Il processo di trasformazione digitale durerà qualche mese: la consegna è prevista per luglio, periodo in cui saranno disponibili i nuovi contenuti digitalizzati ma anche le circa 500.000 immagini digitali acquisite precedentemente che comprendono, fra le altre, il Fondo Muratoriano.

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La trasformazione digitale di Eni parte dalla Basilicata

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Eni, il colosso dell’energia, ha scelto il Cova, acronimo per Centro Olio Val d’Agri, di Viggiano in Basilicata per impiantare la sua prima lighthouse: un impianto integralmente digitalizzato sfruttando le tecnologie più innovative.

Il progetto prevede la trasformazione digitale del polo di Viggiano attraverso una sensoristica sofisticata e il ricorso a strumentazioni in grado di aumentare la capacità di elaborazione della grande mole di dati presenti attraverso il ricorso all’intelligenza artificiale.

L’obiettivo è la creazione di un acceleratore tecnologico in grado di esaltare il modello integrato di crescita sostenibile che al Centro di Viggiano è già sperimentato con successo essendo uno degli impianti più avanzati e completi di Eni.

Il progetto della lighthouse di Eni si basa sulla disponibilità di una serie di soluzioni digitali che mantengono il personale al centro del processo decisionale supportato però da un’ampissima base di informazioni fornita attraverso un unico sistema di controllo chiamato Integrated Operation Center (IOC) che cataloga e visualizza le informazioni dei processi più rilevanti del sito.

Maggiori dettagli sul sito Eni.

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D-AVENGERS, una community per confrontarsi sulla trasformazione digitale

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Una community per avvicinare i protagonisti della trasformazione digitale: è questo l’obiettivo di D-Avengers, il progetto avviato da Aica con il contributo scientifico di SDA Bocconi.

D-Avengers è un luogo di incontro e confronto per le persone interessate a interrogarsi sulla metamorfosi digitale che sta cambiando le aziende e, di riflesso, la società in cui viviamo.

Esperti di tecnologia, responsabili HR, professionisti con diversi compiti si incontrano con l’obiettivo di analizzare, con sguardo critico, i cambiamenti in atto e aiutare le aziende tramite la costruzione di un patrimonio comune di esperienze e conoscenze che possa orientarle alle strategie più efficaci.

La strategia identificata per ottenere questo risultato consiste nel creare una solida community sulla base del confronto pubblico tramite incontri aperti sui temi cardine identificati dall’Advisory Board del progetto.

Le prime aree di impatto della trasformazione tecnologica trattate saranno relative a come cambiano i mestieri e quindi il lavoro in funzione dell’innovazione digitale, il mondo delle competenze digitali e della loro diffusione e infine l’etica in una società altamente tecnologica.

Il primo incontro è previsto il 14 marzo presso la Libreria Egea a Milano e riguarderà l’intelligenza artificiale e le prospettive di sviluppo a medio termine.

Gli altri appuntamenti sono calendarizzati nel corso dell’anno

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Storevolution innesca la trasformazione digitale dei negozi della Lombardia

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Il bando di Regione Lombardia chiamato Storevolution ha finalmente i suoi assegnatari: 297 negozi della Lombardia infatti riceveranno sostegno nel percorso di trasformazione digitale per un totale 4 milioni di euro di contributi.

L’iniziativa Storevolution nasce con il preciso intento di aiutare le piccole e medie imprese al dettaglio in sede fissa ad intraprendere un percorso che porti a sviluppare una proposta commerciale allineata con i tempi e fortemente condizionata dalla rivoluzione digitale.

Grazie al contributo infatti, le attività commerciali potranno utilizzare tecnologie avanzate come realtà virtuale, realtà aumentata ma anche modalità di vendita omnicanale per arricchire l’esperienza dei consumatori.

Fra queste opportunità va menzionata la possibilità di creare particolari camerini smart dotati di specchi intelligenti che permetteranno di comprare un vestito senza indossarlo o sistemi di voice picking tramite cui scegliere un prodotto da casa, magari supportati da un assistente vocale, per poi recapitarlo in negozio dove provarlo ed eventualmente finalizzare l’acquisto.

Il bando Storevolution ha visto 297 assegnatari con Milano a guidare la classifica per domande ammesse, ben 69.

Seguono Bergamo, con 45 negozi, Sondrio con 36, Brescia con 30, Varese e Mantova con 23 ciascuna, Monza con 21, Lecco con 16, Cremona con 15, Como con 12, Pavia con 6 e Lodi con 1 attività commerciale coinvolta.

Tra le imprese commerciali coinvolte, le più numerose appartengono alla categoria delle farmacie con ben 88 negozi su 297; seguono le attività commerciali impegnate nella vendita degli alimentari (52) quindi i negozi di abbigliamento (38).

Fra le imprese più desiderose di innovazione le farmacie con 88 su 297 domande ammesse, poi con 52 progetti gli alimentari e con 38 gli esercizi di abbigliamento.

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Google e Confindustria insieme per la trasformazione digitale

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Google e Confindustria hanno stretto una collaborazione per incentivare il processo di trasformazione digitale delle imprese.

In particolare l’intento della partnership è quello di portare gli imprenditori del nostro Paese a considerare in modo più attento le tematiche inerenti a Industria 4.0 e relativo piano Impresa 4.0 ma allo stesso tempo a focalizzarsi sugli ambiti del machine learning, dell’intelligenza artificiale e del posizionamento online con l’apertura di canali di vendita alternativi al fisico.

Il mondo delle nuove tecnologie infatti deve servire ad aprire una finestra sul mondo, migliorando la competitività delle imprese.

L’accordo con Google è volto appunto a incrementare le opportunità per l’Italia che è il secondo Paese manufatturiero d’Europa.

Già da anni Google, tramite progetti specifici sul territorio come Crescere in Digitale, avvicina le persone alle possibilità offerte da Internet e dalle nuove tecnologie che, specie nell’ultimo periodo grazie all’intelligenza artificiale, rappresentano un significativo asset strategico per tutti coloro che vogliono fare impresa.

Una collaborazione su quattro direttive tecnologiche

Il progetto di collaborazione si svilupperà su quattro direttive quali il supporto all’internazionalizzazione delle imprese, la formazione sulle competenze digitali necessarie per affrontare il mondo del web, la promozione della propria azienda online e infine le opportunità offerte dal machine learning e dall’intelligenza artificiale per le PMI anche attraverso il supporto della rete dei Digital Innovation Hub.

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Il Comune di Empoli entra in ANPR

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Un tassello importante verso la digitalizzazione della PA è l’adesione da parte dei Comuni ad ANPR, il sistema digitale che unifica gli uffici anagrafici locali in quella che è l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.

Si tratta di uno dei capisaldi della trasformazione digitale della PA a cui aderisce ora anche il Comune di Empoli.

Tra oggi e domani infatti, dopo i capoluoghi Firenze, Lucca e Pisa, tocca al Comune di Empoli accedere all’anagrafe digitale: così facendo il Comune si adegua all’Agenda Digitale nazionale ponendo al tempo stesso le basi per la progettazione del fascicolo del cittadino, una cartella digitale dove gli abitanti troveranno i propri documenti personali.

ANPR rappresenta le fondamenta della trasformazione digitale della PA

Tutte le possibili e successive innovazioni infatti richiedono un database a livello nazionale per superare il modello decentrato che porta eterogeneità nei servizi e tempistiche più lunghe nella loro erogazione; con ANPR infatti le Amministrazioni possono dialogare in maniera efficiente tra di loro condividendo una fonte unica e certa per i dati dei cittadini.

Durante la migrazione ci si aspetta un rallentamento nei servizi a carico degli sportelli URP (servizio anagrafico), anagrafe e stato civile: nei prossimi giorni tutto tornerà alla normalità.

I vantaggi dell’adozione di ANPR sono molteplici: da una più celere richiesta e lavorazione dei certificati anagrafici ad un più semplice iter per il cambio di residenza con un risparmio di tempo significativo sia per i cittadini che per gli operatori allo sportello.

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Lombardia, crescono le imprese che investono in innovazione

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Le cifre ufficiali parlando di un incremento del 2,5% rispetto all’anno scorso e un aumento del 5,4% in riferimento all’ultimo quinquennio: si tratta delle stime elaborate dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sui dati del Registro Imprese relative al primo trimestre 2018 e riguardanti gli investimenti legati all’innovazione.

Ben 27 mila imprese, oltre un quinto del totale in Italia, hanno fatto dell’innovazione la propria forza e abbracciano processi di trasformazione digitale: i settori in cui si è concentrata la crescita sono la farmaceutica e la chimica.

Milano traina la Lombardia in fatto di innovazione

La classifica delle città lombarde dove hanno sede le imprese fortemente legate all’innovazione vede Milano come città capofila con 14 mila imprese seguita da Brescia, Bergamo, Monza e Brianza e Varese.

Tutte le città lombarde citate si posizionano tra le prime 20 città dell’Italia che vedono capoluoghi come Roma, Torino, e Napoli essere ai primi posti ma comunque dietro a Milano.

Tra le prime città a crescere di più in un anno ci sono Napoli (+ 5%), Padova (+4%), Milano (+3,5%) per un business di 200 miliardi in tutta Italia di cui la metà concentrata in Lombardia di cui 77 miliardi nell’area di Milano.

Gli addetti collocati nelle imprese innovative sono 320 mila in Lombardia di cui 230 mila a Milano.

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