Il Comune di Padova digitalizza l’archivio delle pratiche edilizie

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Oltre 2.500 metri lineari di documenti dell’archivio edilizio del Comune di Padova si apprestano a diventare completamente digitali: la deadline è fissata per la primavera 2022 con i lavori appena iniziati per un progetto che ha un controvalore di quasi 3 milioni di euro.

L’archivio delle pratiche edilizie del Comune di Padova è la memoria storica cartacea di quanto accade e soprattutto è accaduto agli edifici cittadini: un importante tassello per professionisti e cittadini la cui consultazione ha sempre richiesto un accesso agli atti fisico di non immediata esecuzione.

Con la scelta di portare innovazione in questo ambito, il Comune di Padova vuole permettere a chiunque abbia la necessità di consultare le informazioni dell’archivio edilizio la possibilità di farlo da remoto anche in considerazione della crescita esponenziale delle richieste dovute ai vari bonus edilizi garantiti dal Governo.

Circa 1.000 richieste al mese nell’ultimo periodo significano movimentare 3.000 faldoni che comportano degli evidenti rallentamenti: per questo motivo l’Amministrazione ha voluto puntare sulla transizione digitale azzerando così ogni rallentamento e ritardo nell’esecuzione della consegna delle informazioni che, a quel punto, diventerebbero istantanee.

La storia di ogni edificio sarà catalogata digitalmente con all’interno tutti i documenti che ne hanno autorizzato la costruzione oltre alle varie modifiche avvenute nel tempo inclusi eventuali condoni edilizi.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione digitale che si concluderà in una finestra temporale di circa 6 mesi.

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Il Comune di Milano coinvolge le cartolibrerie nella filiera dei servizi digitali

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Grazie alla convenzione sottoscritta tra il Comune di Milano e l’Associazione Cartolibrai (Confcommercio Milano) le cartolibrerie si aggiungono ad edicole e tabaccherie diventando parte attiva nella filiera dei servizi digitali permettendo l’erogazione dei certificati anagrafici.

Il servizio, introdotto in fase sperimentale con 17 esercizi aderenti in diversi quartieri della città sono disponibili ad offrire ai cittadini la possibilità di richiedere uno dei 14 certificati anagrafici disponibili ad un costo calmierato di 2 euro.

Le tipologie di certificati richiedibili sono Contestuale (Nascita, Residenza, Cittadinanza, Esistenza in vita), Contestuale Aire, Contestuale e stato di famiglia, Cittadinanza, Convivenza di fatto, Esistenza in vita, Matrimonio, Morte, Nascita, Residenza, Stato di famiglia, Stato libero, Unione civile, Certificato di Contratto di Convivenza. 

La pratica di delegare alle cartolibrerie l’erogazione dei servizi anagrafici consente di avvicinare gli utenti al processo di dematerializzazione e capillarizzare i servizi comunali con presidi fisici territoriali a portata del cittadino.

Maggiori informazioni nel comunicato del Comune di Milano.

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Il Comune di Cervia potenzia i servizi digitali online

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L’innovazione nei servizi digitali erogati dal Comune di Cervia fa un passo in avanti: tramite lo sportello telematico polifunzionale attivato all’inizio di quest’anno infatti è ora possibile per il cittadino richiedere da remoto alcuni certificati anagrafici con la possibilità di effettuare la stampa direttamente da casa.

La piattaforma digitale del Comune di Cervia consente, previa autenticazione tramite identità digitale, l’emissione di certificati da parte del richiedente ma anche per la propria famiglia.

Fra i certificati ottenibili vi sono quello anagrafico di nascita, di residenza, di residenza estera, dello stato di famiglia nazionale o estero, dello stato libero e di quello civile.

Il rilascio elettronico avviene in carta semplice o in bollo a seconda della destinazione d’uso: nel secondo caso è richiesta l’apposizione di una marca da bollo tramite digitazione del codice che ne consente l’utilizzo elettronico.

Contestualmente l’Amministrazione ha pubblicato un avviso pubblico a soggetti privati come edicole, tabaccai e CAF come intermediari per la stampa dei certificati online in modo da distribuire il servizio sul territorio soprattutto per chi ha poca dimestichezza con il digitale.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa del Comune di Cervia.

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L’impatto del digitale nello sviluppo sostenibile dell’Italia per Microsoft e The European House – Ambrosetti

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The European House – Ambrosetti e Microsoft Italia hanno rilasciato uno studio sull’impatto che il digitale avrà nel prossimo decennio, e più precisamente tra il 2020 e il 2030, sullo sviluppo dell’Italia.

Questo studio esamina come la svolta digitale contribuirà a migliorare la sostenibilità ambientale del nostro Paese con una stima di abbattimento fino al 10% delle emissioni rispetto ai livelli prepandemici: si tratta di un impatto significativo pari a quello incrementale rappresentato dalle energie rinnovabili.

Dal report appare chiaro come le aziende digitalizzate risultino complessivamente più produttive rispetto a quelle che non hanno ancora affrontato il tema della trasformazione digitale: questo vantaggio è stimabile in un 64% in più di produttività rispetto a chi è rimasto e rimarrà al palo nella transizione digitale.

Fra le leve più significative per una maggiore sostenibilità sociale vi è inoltre il ricorso a forme di lavoro a distanza che impattano significativamente sulla qualità della vita delle persone e sul consumo di CO2.

Sostenibilità ambientale, economica e sociale: sono quindi queste le principali direttrici che interessano il cambiamento dettato dal digitale.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa di Microsoft.

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Il Comune di Mores aderisce al Polo Strategico Regionale ICT

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Il Comune di Mores è il primo comune dell’area di Sassari e uno dei primi in Sardegna ad aderire al Polo Strategico Regionale ICT, la struttura che sovraintende all’erogazione di servizi ICT per tutta la pubblica amministrazione appartenente al territorio regionale.

Con questo passaggio tutte le informazioni, i dati e i servizi del territorio che necessitino di tecnologia passeranno automaticamente sotto il controllo della struttura centralizzata regionale che può così migliorare i processi e l’economia di scala dei servizi informativi.

I dati, gestiti da un’unica infrastruttura competente corrispondente al data center regionale che confluirà poi nel polo strategico nazionale, si trovano quindi a fruire di una maggiore tutela grazie alla razionalizzazione della rete informatica per poi beneficiare dell’implementazione di una serie di servizi fra cui quelli di videosorveglianza del territorio ma anche di pagamenti evoluti.

Il primo passo di questa adesione si concretizza nell’avvio dei lavori di allaccio della fibra ottica, già presente sul territorio comunale.

Il progetto è interamente finanziato da Regione Sardegna.

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Autostrade per l’Italia punta sulla trasformazione digitale

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Autostrade per l’Italia ha ufficialmente intrapreso un percorso di trasformazione digitale che riguarda tutti i settori del gruppo: a seguito di una dettagliata analisi dei processi e dei sistemi informativi dell’azienda, il gruppo ha avviato la graduale implementazione di una serie di soluzioni tecnologiche per migliorare la sicurezza dei viaggiatori e del personale impiegato sulla rete viaria autostradale nonché per l’aumento della qualità del servizio reso.

L’impegno riguarda diverse attività fra cui l’installazione di colonnine elettriche lungo le tratte autostradale ma anche lo sviluppo di app dedicate a politiche di cashback in favore degli utenti e relazionate alla qualità di esperienza di viaggio: in sostanza laddove la qualità del servizio fosse inferiore alle aspettative, come per esempio un tempo di percorrenza eccessivo della tratta autostradale a causa di eventuali incidenti o problematiche varie, è previsto un ristoro di parte dei pedaggi.

Tutto ciò è possibile grazie ad un monitoraggio e modelli evoluti di calcolo basati sulla tecnologia.

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Digital Skill Voyager, le competenze digitali degli italiani sono ancora basse

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Solo un italiano su due è dotato delle competenze digitali di base per interagire con internet mentre circa un terzo ha raggiunto un discreto livello di competenze che però sono ben lontane dall’essere considerabili come avanzate: nella pratica, ciò avviene solo per circa il 3,8% del campione considerato.

Questo spaccato, certamente poco confortante, emerge dai dati raccolti dallo strumento per la valutazione delle competenze digitali Digital Skill Voyager che viene offerto gratuitamente dai Punti Impresa Digitale (PID) di Unioncamere.

Il percorso di transizione digitale dell’Italia si sta concentrando soprattutto su infrastrutture e tecnologie ma il capitale umano latita: senza competenze infatti la tecnologia non può esprimersi e, di conseguenza, gli effetti positivi della trasformazione digitale verrebbero grandemente ridimensionati o vanificati.

Degli oltre 2mila tra studenti, lavoratori e manager che hanno portato a termine il percorso valutativo offerto tramite Digital Skill Voyager, sembra che i laureati siano leggermente avvantaggiati nelle competenze digitali rispetto ai diplomati così come i manager, pari a poco meno del 10% dei partecipanti, risultano una preparazione generalmente più avanzata rispetto agli impiegati pari al 51,3% del campione.

Peggiore appare il posizionamento degli imprenditori, circa il 11% del campione, con un 70% alle prime armi con internet e solo un terzo di questi ha competenze digitali avanzate.

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Cresce in Veneto il mercato dei servizi digitali

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Confartigianato Imprese fotografa una marcata crescita del mercato dei servizi digitali in Veneto: sono quasi 8.000 le micro e piccole imprese attive nel settore digitale con un’occupazione di oltre 23.000 addetti che, nel corso degli ultimi cinque anni, hanno registrato un marcato incremento del giro di affari e un conseguente peso sull’economia regionale.

Il Veneto si posiziona all’ottavo posto, sul nazionale, per il maggiore peso degli addetti impegnati nelle micro e piccole imprese che erogano servizi digitali dietro a Trento, Lazio, Toscana, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia e Marche.

Il balzo si è registrato soprattutto in seguito all’emergenza sanitaria che ha esaltato il ricorso alle tecnologie digitali per aprire nuovi canali dedicati alle imprese del territorio interessate ad incrementare i canali di commercializzazione dei beni e servizi anche grazie al lavoro svolto dai Digital Innovation Hub di Confartigianato che rappresentano la rete di front office digitali nati per rispondere alla necessità di transizione digitale del comparto produttivo del Paese.

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Taranto, la cattedrale di San Cataldo punta sull’innovazione

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La Stanza dei tesori della cattedrale di San Cataldo si apre al pubblico grazie a un innovativo restauro che sfrutta la tecnologia digitale per rilanciare l’edificio religioso.

Si tratta di uno dei progetti più avveniristici in ambito ecclesiastico perché pone la cattedrale più antica della Puglia, risalente al X secolo, in una posizione privilegiata rispetto ad altri edifici sacri in tutta Italia e in particolare nel Sud del Paese.

La Stanza dei tesori era il luogo eletto per custodire i tesori della cattedrale ma, dopo il furto dell’originale statua in argento di San Cataldo, il tesoro venne spostato prima nell’Arcivescovado e poi nel museo diocesano mentre la Stanza dei tesori venne chiusa e adibita a deposito.

Sfruttando un bando della Regione Puglia però, l’ambiente subirà un profondo restauro fisico e digitale con l’introduzione di un percorso interattivo che sfrutta la realtà aumentata per raccontare la storia e l’arte della cattedrale di San Cataldo: il percorso multimediale è studiato per erogare contenuti anche in lingua straniera e illustrare le varie zone della chiesa.

L’accesso alla Stanza dei tesori avverrà dall’esterno, da un particolare ingresso: oltre alla Stanza dei tesori verranno recuperati affreschi, mobili originali, la cripta bizantina e verrà recuperato un ambiente segreto fra la cripta e la cappella di San Cataldo che custodisce una colonna originaria della cattedrale e altri ambienti architettonici unici come  una scalinata e i vari passaggi segreti che permettono di accedere ai vari ambienti.

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ASSTEL aderisce al Patto per le Competenze

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ASSTEL aderisce ufficialmente al Patto per le Competenze promosso dalla Commissione Europea.

Il Patto per le Competenze è l’iniziativa europea lanciata l’anno scorso dalla Commissione Europea per identificare le direttrici di azioni al fine di migliorare le competenze dei cittadini riqualificando le persone in età lavorativa che necessitano di migliorare le proprie skill.

Si tratta di un’importante programma che vuole rispondere alle crescenti difficoltà innescate dalla crisi sanitaria ed economica: con una maggiore mobilità in ambito lavorativo a seguito di riorganizzazioni e licenziamenti, l’apprendimento di nuove competenze è un fattore chiave per consentire ai lavoratori un’agevole ricollocazione.

Questo aspetto è critico ovviamente per cittadini che perdano il lavoro in età avanzata, soprattutto laddove siano carenti le competenze digitali.

Il Patto per le Competenze intende operare tramite partenariati coinvolgendo vari attori compartecipanti in una documento che definisce i principi chiave di una visione condivisa dall’industria, dalle parti sociali, dagli erogatori di istruzione e formazione professionale e dalle autorità a livello nazionale, regionale e locale.

ASSTEL si inserisce per supportare il percorso di trasformazione digitale delle imprese e del lavoro contribuendo a potenziare le competenze professionali esistenti e sviluppandone di nuove.

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