Storevolution innesca la trasformazione digitale dei negozi della Lombardia

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Il bando di Regione Lombardia chiamato Storevolution ha finalmente i suoi assegnatari: 297 negozi della Lombardia infatti riceveranno sostegno nel percorso di trasformazione digitale per un totale 4 milioni di euro di contributi.

L’iniziativa Storevolution nasce con il preciso intento di aiutare le piccole e medie imprese al dettaglio in sede fissa ad intraprendere un percorso che porti a sviluppare una proposta commerciale allineata con i tempi e fortemente condizionata dalla rivoluzione digitale.

Grazie al contributo infatti, le attività commerciali potranno utilizzare tecnologie avanzate come realtà virtuale, realtà aumentata ma anche modalità di vendita omnicanale per arricchire l’esperienza dei consumatori.

Fra queste opportunità va menzionata la possibilità di creare particolari camerini smart dotati di specchi intelligenti che permetteranno di comprare un vestito senza indossarlo o sistemi di voice picking tramite cui scegliere un prodotto da casa, magari supportati da un assistente vocale, per poi recapitarlo in negozio dove provarlo ed eventualmente finalizzare l’acquisto.

Il bando Storevolution ha visto 297 assegnatari con Milano a guidare la classifica per domande ammesse, ben 69.

Seguono Bergamo, con 45 negozi, Sondrio con 36, Brescia con 30, Varese e Mantova con 23 ciascuna, Monza con 21, Lecco con 16, Cremona con 15, Como con 12, Pavia con 6 e Lodi con 1 attività commerciale coinvolta.

Tra le imprese commerciali coinvolte, le più numerose appartengono alla categoria delle farmacie con ben 88 negozi su 297; seguono le attività commerciali impegnate nella vendita degli alimentari (52) quindi i negozi di abbigliamento (38).

Fra le imprese più desiderose di innovazione le farmacie con 88 su 297 domande ammesse, poi con 52 progetti gli alimentari e con 38 gli esercizi di abbigliamento.

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Google e Confindustria insieme per la trasformazione digitale

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Google e Confindustria hanno stretto una collaborazione per incentivare il processo di trasformazione digitale delle imprese.

In particolare l’intento della partnership è quello di portare gli imprenditori del nostro Paese a considerare in modo più attento le tematiche inerenti a Industria 4.0 e relativo piano Impresa 4.0 ma allo stesso tempo a focalizzarsi sugli ambiti del machine learning, dell’intelligenza artificiale e del posizionamento online con l’apertura di canali di vendita alternativi al fisico.

Il mondo delle nuove tecnologie infatti deve servire ad aprire una finestra sul mondo, migliorando la competitività delle imprese.

L’accordo con Google è volto appunto a incrementare le opportunità per l’Italia che è il secondo Paese manufatturiero d’Europa.

Già da anni Google, tramite progetti specifici sul territorio come Crescere in Digitale, avvicina le persone alle possibilità offerte da Internet e dalle nuove tecnologie che, specie nell’ultimo periodo grazie all’intelligenza artificiale, rappresentano un significativo asset strategico per tutti coloro che vogliono fare impresa.

Una collaborazione su quattro direttive tecnologiche

Il progetto di collaborazione si svilupperà su quattro direttive quali il supporto all’internazionalizzazione delle imprese, la formazione sulle competenze digitali necessarie per affrontare il mondo del web, la promozione della propria azienda online e infine le opportunità offerte dal machine learning e dall’intelligenza artificiale per le PMI anche attraverso il supporto della rete dei Digital Innovation Hub.

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Il Comune di Empoli entra in ANPR

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Un tassello importante verso la digitalizzazione della PA è l’adesione da parte dei Comuni ad ANPR, il sistema digitale che unifica gli uffici anagrafici locali in quella che è l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente.

Si tratta di uno dei capisaldi della trasformazione digitale della PA a cui aderisce ora anche il Comune di Empoli.

Tra oggi e domani infatti, dopo i capoluoghi Firenze, Lucca e Pisa, tocca al Comune di Empoli accedere all’anagrafe digitale: così facendo il Comune si adegua all’Agenda Digitale nazionale ponendo al tempo stesso le basi per la progettazione del fascicolo del cittadino, una cartella digitale dove gli abitanti troveranno i propri documenti personali.

ANPR rappresenta le fondamenta della trasformazione digitale della PA

Tutte le possibili e successive innovazioni infatti richiedono un database a livello nazionale per superare il modello decentrato che porta eterogeneità nei servizi e tempistiche più lunghe nella loro erogazione; con ANPR infatti le Amministrazioni possono dialogare in maniera efficiente tra di loro condividendo una fonte unica e certa per i dati dei cittadini.

Durante la migrazione ci si aspetta un rallentamento nei servizi a carico degli sportelli URP (servizio anagrafico), anagrafe e stato civile: nei prossimi giorni tutto tornerà alla normalità.

I vantaggi dell’adozione di ANPR sono molteplici: da una più celere richiesta e lavorazione dei certificati anagrafici ad un più semplice iter per il cambio di residenza con un risparmio di tempo significativo sia per i cittadini che per gli operatori allo sportello.

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Lombardia, crescono le imprese che investono in innovazione

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Le cifre ufficiali parlando di un incremento del 2,5% rispetto all’anno scorso e un aumento del 5,4% in riferimento all’ultimo quinquennio: si tratta delle stime elaborate dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sui dati del Registro Imprese relative al primo trimestre 2018 e riguardanti gli investimenti legati all’innovazione.

Ben 27 mila imprese, oltre un quinto del totale in Italia, hanno fatto dell’innovazione la propria forza e abbracciano processi di trasformazione digitale: i settori in cui si è concentrata la crescita sono la farmaceutica e la chimica.

Milano traina la Lombardia in fatto di innovazione

La classifica delle città lombarde dove hanno sede le imprese fortemente legate all’innovazione vede Milano come città capofila con 14 mila imprese seguita da Brescia, Bergamo, Monza e Brianza e Varese.

Tutte le città lombarde citate si posizionano tra le prime 20 città dell’Italia che vedono capoluoghi come Roma, Torino, e Napoli essere ai primi posti ma comunque dietro a Milano.

Tra le prime città a crescere di più in un anno ci sono Napoli (+ 5%), Padova (+4%), Milano (+3,5%) per un business di 200 miliardi in tutta Italia di cui la metà concentrata in Lombardia di cui 77 miliardi nell’area di Milano.

Gli addetti collocati nelle imprese innovative sono 320 mila in Lombardia di cui 230 mila a Milano.

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Trasformazione digitale, Microsoft lancia Ambizione Italia

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Microsoft investe in un programma per superare skill mismatch e accelerare la trasformazione digitale tramite l’intelligenza artificiale mettendo sul piatto 100 milioni di euro.

Ambizione Italia, questo il nome dell’iniziativa, è un progetto che punta a mettere al centro l’acquisizione delle nuove competenze digitali tramite iniziative, programmi e corsi che coinvolgeranno 2 milioni di giovani e professionisti.

Ambizione Italia si concentra su un articolato programma di formazione, aggiornamento e riqualificazione delle competenze sulla base di quelle richieste dal mercato del lavoro per provare a contrastare il crescente tasso di disoccupazione che resta tra i più alti in Europa (10,4% contro 8,2% dell’Eurozona e 30,8% in termini di disoccupazione giovanile contro 16,6%, stando ai dati Eurostat).

Fra le aree contenutistiche su cui si consolida questa iniziativa c’è sicuramente l’intelligenza artificiale che rappresenta un elemento importante nella crescita delle imprese nostrane che, ad oggi, solo in minima parte sono andate oltre allo sviluppo di progetti pilota (il 15% delle imprese contro il 32% della media europea).

Contestualmente, The Adecco Group e Microsoft hanno siglato un Protocollo d’Intesa per avviare la piattaforma digitale Phyd, basata sul cloud computing e sulle tecnologie di intelligenza Artificiale di Microsoft, che è in grado di aiutare gli utilizzatori ad orientarsi nel proprio percorso formativo professionale e personale sviluppando nuove competenze e aggiornando quelle già acquisite.

Phyd dispone di una speciale mappatura che incrocia opportunità lavorative, requisiti e caratteristiche personali dei candidati consentendo di individuare i percorsi professionali più pertinenti per costruire il loro futuro.

Oltre a Microsoft e The Adecco Group gli altri promotori, a diverso titolo, dell’iniziativa sono LinkedIn, Invitalia, Cariplo Factory e Fondazione Mondo Digitale.

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ISTAT, in aumento le imprese che innovano

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L’ISTAT ha rilasciato un rapporto sul triennio 2014-2016 circa i trend di digitalizzazione delle aziende italiane.
I settori più attivi sono quelli industriali con in testa quello elettronico con un tasso di innovazione del 90%: in generale le imprese innovatrici sono soprattutto le PMI mentre le grandi aziende, a causa di un ridimensionamento nei servizi, stanno contraendo gli investimenti verso l’innovazione di prodotto, metodologie e processi.

Il bilancio comunque rimane positivo: rispetto al triennio precedente l’innovazione cresce di 4 punti percentuali coinvolgendo quasi la metà delle imprese italiane.

L’innovazione è soprattutto un aspetto per piccole e medie imprese

Se le piccole imprese che investo in innovazione salgono del 4,3%, le medie crescono del 3,4% mentre le grandi arretrano di 1,5%: per quasi tutte le grandi imprese industriali però l’innovazione si conferma il cardine delle scelte strategiche aziendali soprattutto per le aziende attive nel settore dell’elettronica, della chimica e della farmaceutica.

Il settore manufatturiero insegue, trainato soprattutto dall’abbigliamento.

Nel triennio considerato, quasi tre imprese su quattro imprese hanno introdotto innovazioni di prodotto o processo mentre le altre hanno introdotto soltanto forme di innovazione non collegate alle tecnologie (organizzazione e marketing) o portato a termine processi risalenti a periodi precedenti.

Maggiori informazioni qui.

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Agcom interviene contro le bollette in formato elettronico

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L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni interviene contro la richiesta di Poste Italiane di digitalizzare il processo di emissione e consegna delle bollette generate dai vari operatori (luce, acqua, gas e telefono) utilizzando il sistema di interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate.

La richiesta di Poste Italiane è sottesa all’armonizzazione del sistema di gestione della fatturazione poiché per le imprese della PA il canale digitale è perfettamente operativo e consente un notevole efficientamento con il superamenteo di tutta una serie di disservizi legati alla consegna cartacea che generano ritardi.

Agcom però, anche in considerazione del grado di diffusione e capacità di utilizzo di internet e delle nuove tecnologie da parte della popolazione italiana, ha ritenuto di bocciare la richiesta affermando che le bollette dovranno continuare ad essere inviate via posta tradizionale almeno per l’utenza privata.

Viene invece garantita maggiore flessibilità per tutti i possessori di partita iva che potrebbero beneficiare dell’uso dello strumento digitale anche in considerazione degli obblighi di adesione alla fatturazione elettronica che scatteranno dal 2019: pertanto il tentativo di emettere le bollette in formato elettronico nei confronti delle aziende, attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate, rimane una strada percorribile.

Niente bollette digitali per i privati ma nuovi adempimenti

In aggiunta però l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, recependo le finalità della richiesta avanzata da Poste Italiane per combattere i ritardi, ha disposto che l’operatore postale debba scrivere la data di spedizione sulla busta così da rendere chiara le responsabilità di eventuali disservizi: in questo modo viene infatti fornita la certezza della data di spedizione consentendo all’utente finale di individuare più facilmente chi ha generato eventuali ritardi.

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AgID, nominato il nuovo direttore generale

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L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha un nuovo direttore generale ed è una donna.
Si attende in queste ore infatti il decreto di nomina di Teresa Alvaro, classe 1954, scelta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno tra le candidature esaminate in seguito al bando per cercare la nuova guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

AgID è l’ente che si occupa della trasformazione digitale della PA, un processo non facile e costellate di insidie dovute alla sostanziale difformità di azione nel contesto locale che mina un’azione sistemica per l’evoluzione infrastrutturale tecnologica del Paese.

AgID un nuovo corso tutto da scrivere

La nuova direttrice, che si insedierà entro 30 giorni dal decreto di nomina, proviene dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dove era responsabile informativa e dove ha maturato una forte esperienza nei processi di digitalizzazione che hanno interessato appunto l’Agenzia di provenienza.

I nodi da sciogliere con la nuova nomina sono diversi: tra questi occorre capire quale sarà l’orientamento governativo circa il futuro del Team per la Trasformazione Digitale diretto da Diego Piacentini, il cui mandato e prossimo alla scadenza e che potrebbe essere prorogato in virtù del decreto Mille Proroghe ora in discussione.

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Il Politecnico di Milano incrementa gli spazi dedicati all’innovazione del campus Bovisa

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Definito anche il campus dell’innovazione, quella di Bovisa è la sede del Politecnico che sta affrontando un’evoluzione senza precedenti.

I lavori del Campus Bovisa proseguono alacremente per trasformare la superficie a disposizione del Politecnico in aree verdi, campi sportivi e altri spazi per le startup di studenti e imprese.

Anche l’area dei due vecchi gasometri verrà riqualificata in residenze universitarie, auditori, aula magna e altri servizi per l’università.

In Bovisa il Politecnico fa crescere il distretto digitale

Ciò che però rappresenta un chiaro segnale verso l’incremento del potenziale dedicato all’innovazione del campus Bovisa è soprattutto l’attenzione verso la progettazione di nuovi spazi per l’incubazione di nuove imprese tecnologiche da aggiungere a quelli di Polihub: sono previsti infatti locali per il coworking, per studenti e mentor e per piccole e grandi imprese con lo scopo di evolvere un distretto dell’innovazione.

I lavori rappresentano un’opportunità unica per imprese e startup italiane anche in forza del prossimo insediamento del Competence center per la trasformazione digitale delle imprese.

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SELFI4.0, Unioncamere boccia le imprese italiane

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Non sono confortanti i dati che emergono dai risultati del testo di maturità digitale SELFI 4.0, lo strumento di autovalutazione ideato da Unioncamere e messo gratuitamente a disposizione degli imprenditori per comprendere il grado di digitalizzazione della propria azienda.

Delle 1.151 imprese coinvolte nell’analisi, solo l’8% è risultato esperto nelle tecnologie ascrivibili al perimetro di Industria 4.0 con un picco del 4% di aziende le cui competenze digitali sono risultate ancora superiori, ossia eccellenti.

Il restante, ossia la maggioranza assoluta delle imprese coinvolte, non è risultato in grado di ottenere una soddisfacente maturità digitale: il 7% è risultato esordiente digitale perché totalmente legato ad una gestione fin troppo tradizionale dell’informazione e dei processi.

Il 49% invece ha ottenuto la qualifica di apprendista digitale in quanto in grado di utilizzare esclusivamente gli strumenti digitali di base; di contro il 32% si è classificato come specialista digitale grazie ad una migliore digitalizzazione dei processi interni.

SELFI 4.0, un punto di partenza per i PID

Il test di autovalutazione SELFI 4.0 fa parte delle prime iniziative messe in campo dei PID, ossia dei Punti Impresa Digitale che consistono nelle organizzazioni create in senso alle Camere di Commercio italiane e dedicate alla diffusione del digitale tra le imprese: si tratta di un’iniziativa sicuramente interessante di cui avevamo già parlato.

Uno sforzo voluto dal Sistema Camerale per promuovere l’acquisizione delle competenze digitali da parte delle aziende presenti sul territorio nazionale.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa di Unioncamere.

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