Definitivo l’iter per l’avvio dei processi di trasformazione digitale della PA

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Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione del decreto Semplificazione e innovazione digitale si apre a tutti gli effetti il percorso, supportato dalla base normativa, che porterà l’Italia alla piena trasformazione digitale.

Cittadini e imprese potranno quindi fruire di uno Stato moderno, funzionale e tecnologicamente all’avanguardia grazie alla transizione verso una visione di PA smartphone-centrica.

Il 28 febbraio 2021 è la data limite entro la quale le PA locali devono avviare i propri processi di transizione al digitale che consentano alla popolazione di fruire dei servizi digitali tramite smartphone che viene considerata la piattaforma abilitante al digitale per eccellenza vista la grandissima diffusione.

Il Governo è infatti seriamente intenzionato a rispettare le milestone accelerando un processo che più volte negli anni ha subito svariate battute di arresto anche per mancanza di una solida base normativa che invece questa volta sembra poter fornire adeguate garanzie.

Alla data stabilita potranno fare eccezione i piccoli Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti per via dell’incidenza delle difficoltà legate alla pandemia da COVID-19.

Maggiori informazioni nel comunicato del MID.

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ISTAT, scarsa la maturità digitale delle imprese italiane

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Le imprese italiane non sembrano particolarmente inclini a raggiungere la maturità digitale: questa la fotografia dell’ISTAT che evidenzia come circa tre quarti delle imprese con almeno dieci addetti, pur effettuando investimenti digitali, non riescono ad essere caratterizzate da un utilizzo davvero integrato delle tecnologie disponibili.

Solo il 3,8% infatti si dimostra, secondo i dati Istat del censimento permanente delle imprese, in grado di essere riuscito a raggiungere questo traguardo: nonostante però la risicata percentuale, queste imprese vantano il 16,8% di addetti e il 22,7% di valore aggiunto con una concentrazione significativa al Nord-ovest.

La maggior parte delle imprese è riuscita efficacemente ad avviare quantomeno il percorso di trasformazione digitale grazie ai consistenti incentivi alla digitalizzazione resi disponibili nel corso degli ultimi anni a livello statale e regionale: tuttavia gli imprenditori si sono concentrati sugli investimenti infrastrutturali, come soluzioni cloud e connettività in fibra ottica, lasciando eventualmente a una fase successiva l’adozione di tecnologie applicative che certo avrebbe contribuito all’avvicinamento al livello di maturità digitale.

Gli investimenti per la trasformazione digitale sono stati commisurati alla dimensione delle imprese: più incidenti infatti quelli effettuati nelle imprese con oltre 500 adetti (il 97,1%) e inferiori quelli nelle realtà con 10-19 addetti (il 73,2%).

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La digitalizzazione in Italia corre a ritmi diversi in relazione ai territori

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La rilevazione della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del Piano Triennale per l’Informatica ha portato alla luce uno scenario piuttosto indicativo forte della notevole adesione da parte degli enti territoriali (Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni) coinvolti nell’analisi.

Con oltre il 90,51% del campione coinvolto, pari a 8.036 Enti, si assiste infatti ad un netto divario digitale tra realtà sulla base di fattori geografici e dimensionali: se gli Enti di dimensioni maggiori e rappresentativi di distretti economicamente più sviluppati sembrano essere in grado di raggiungere gli obiettivi del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione secondo le roadmap previste, così non è per le comunità di piccole dimensioni, il 93% delle quali è costituita da collettività con popolazione inferiore a 20.000 abitanti.

Fra i motivi della disparità nell’attuazione dei processi di trasformazione digitale incidono in maniera preponderante le scarse competenze digitali dei responsabili della digitalizzazione e la scarsa diffusione della nomina del Responsabile per la Transizione Digitale, figura obbligatoria come indicato dal Codice per l’Amministrazione Digitale ma che è stata nominata solo dal 36,7% delle amministrazioni territoriali e nel 67,9% dei casi fra soggetti privi di specifiche competenze nel campo.

Il report evidenzia però un buon grado di diffusione in Regioni e province autonome delle piattaforme abilitanti SPID, PagoPA, NoiPA e ANPR che rappresentano infrastrutture strategiche al processo di digitalizzazione dei servizi pubblici: meno bene invece la progressiva dismissione dei data center obsoleti con la migrazione dei servizi pubblici verso soluzioni cloud che ridurrebbero i costi di gestione delle infrastrutture IT.

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Il Comune di Modena accelera il percorso di digitalizzazione

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Il Comune di Modena accelera le iniziative per portare a termine il proprio percorso di trasformazione digitale approvando il Piano digitale 2020 che programma le attività su quattro assi strategici principali: infrastrutture e connettività, servizi online e semplificazione, cultura e cittadinanza digitale e infine i progetti speciali.

Per ciascuno degli assi sono state individuate cinque azioni dedicate all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione con degli obiettivi a breve, medio e lungo periodo.

Tra gli impegni del Comune vi è sicuramente l’allargamento della rete in fibra ottica che funge da ossatura per i servizi di smart city cittadini onde servire la città con i punti per il Wi-Fi libero ma anche per l’estensione dei sistemi di videosorveglianza e gestione dei flussi di traffico.

Anche la digitalizzazione degli atti, delle funzioni amministrative e dei servizi dell’Ente ricopre un aspetto cardine della strategia comunale: sono già fruibili online i servizi attinenti all’edilizia, alle attività produttive, all’istruzione, ai tributi, alle biblioteche e soprattutto all’anagrafe e stato civile.

Proprio riguardo a quest’ultimo aspetto si sta concentrando il potenziamento dell’offerta con la c.d. rete dei Quartieri per portare i servizi al cittadino con postazioni decentrate per il rilascio della CIE.

Al fine di avvicinare l’utenza ai servizi digitali non manca l’aggiornamento degli strumenti di comunicazione digitale del Comune ma anche la realizzazione di diverse iniziative per l’inclusione digitale ed il potenziamento della cultura digitale.

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Atlante i4.0, il primo portale nazionale dedicato alle strutture per l’innovazione e la digitalizzazione

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Per aiutare gli imprenditori nel percorso di trasformazione digitale utilizzando le tecnologie abilitanti che consentono di avviare i processi di trasferimento tecnologico 4.0 Unioncamere e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno lanciato il portale atlantei40.it.

Si tratta di una piattaforma studiata per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di figure altamente specializzate nelle tecnologie avanzate.

Il portale infatti contiene una mappatura dei principali soggetti in grado di interagire con le tecnologie innovative: fra questi anche i 104 Istituti Tecnici Superiori (ITS) presenti in Italia, di cui più della metà al Nord, da cui le imprese potrebbero trovare manodopera qualificata.

Le nuove tecnologie e le competenze digitali rivestono infatti un importantissimo tassello nella strategia del rilancio del nostro Paese in quanto le imprese più piccole dimensionalmente sono quelle con più difficoltà nel gestire il cambiamento derivante dal progresso tecnologico.

La piattaforma AtlanteI40 svolge quindi un ruolo indispensabile per orientare gli imprenditori nella scelta degli attori più indicati per la trasformazione digitale.

Maggiori dettagli nel comunicato stampa del MISE.

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Trasformazione digitale, Vodafone Business lancia V-Hub

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Vodafone lancia V-Hub, un nuovo servizio online di Vodafone Business dedicato alla digitalizzazione delle PMI: disponibile da luglio 2020 In Italia, Regno Unito, Germania e Spagna, V-Hub offre guide, suggerimenti e un servizio di consulenza per aiutare le imprese di piccole e medie dimensioni per capire come muoversi in un modo che sta subendo la forte accelerazione dettata dalla trasformazione digitale.

In Italia le PMI generano circa il 70% del valore aggiunto complessivo dell’economia italiana ma, nonostante questo, soffrono la trasformazione digitale perché viene vista spesso come un problema da gestire più che un’opportunità: la difficoltà principale, da parte delle imprese, è rinvenibile nella scarsa formazione che pregiudica la possibilità di dotarsi di una strategia digitale di medio-lungo periodo.

Per questo motivo, grazie a V-Hub, le PMI potranno accedere a contenuti su misura attraverso guide, video e webinar online con, in aggiunta, un supporto dedicato grazie a un servizio di consulenza telefonica o via chat gestito da Vodafone e partner selezionati.

Maggiori dettagli nel comunicato globale (lingua inglese).

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Il Comune di Roma lancia Roma Innovation

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Si chiama Roma Innovation ed è il sito del Comune di Roma dedicato alla promozione dei progetti di innovazione creati all’interno di Roma Capitale e legati alla trasformazione digitale.

Il nuovo strumento si pone l’ambizioso compito di fungere da collettore per i servizi evoluti al cittadino e per l’impresa specificatamente ideati nell’ottica di progressiva semplificazione e accessibilità alle opportunità offerte dall’Amministrazione.

Chiunque, sia esso il residente, lo studente fuori sede, l’imprenditore, il pendolare, il turista, ma anche l’appartenente ad una categoria fragile deve poter fruire delle potenzialità che il digitale è in grado di mettere a disposizione: per questo motivo il sito Roma Innovation è organizzato su sei aree progettuali.

La prima, chiamata CRM e Casa Digitale del Cittadino, affronta il tema della citizen journey, ossia l’insieme dei servizi dedicati al cittadino per esprimere il proprio potenziale.

La seconda area, Roma Data Platform, riguarda la piattaforma tecnologica trasversale destinata a raccogliere, custodire e organizzare il patrimonio informativo di dati necessari a orientare il processo decisionale dell’Amministrazione e del sistema delle imprese.

La terza area, denominata Piazze Smart, riguarda i dispositivi tecnologici, come per esempio i totem interattivi, in grado di coniugare il dialogo in presenza e la connessione con smartphone e tablet.

La quarta area, Smart Citizen Wallet, ha l’obiettivo di premiare i comportamenti virtuosi dei cittadini con un sistema a crediti elettronici da spendere nei musei civici, negli esercizi convenzionati o tramite altri servizi pubblici.

La quinta area, Bilancio Partecipativo, punta a coinvolgere attivamente i cittadini nelle decisioni che orientano la spesa.

Infine la sesta area, Economia Comportamentale, che intende semplificare le procedure e migliorare il rapporto tra Amministrazione e cittadini inducendo comportamenti virtuosi.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa del Comune.

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Fascicolo del cittadino, il Comune di Milano rilascia l’app per smartphone

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L’app dedicata al Fascicolo del cittadino è realtà: il Comune di Milano, dopo un periodo di sperimentazione avviato a febbraio che aveva coinvolto cento cittadini (fra cui il Sindaco), ha infatti reso disponibile sugli store di Apple e Google l’applicazione per smartphone.

I cittadini interessati possono quindi scaricare l’app e, dopo aver eseguito l’accesso tramite SPID, consultare direttamente dal proprio telefono l’area personale protetta dove verificare i propri dati personali e quelli del nucleo familiare, le prossime scadenze fra cui quella dei propri documenti d’identità o le informazioni relative ai pass sosta per le auto.

L’app consente, esattamente come la versione web del Fascicolo del cittadino, di prenotare un appuntamento presso gli uffici comunali e verificare la rispondenza dei propri dati catastali con la possibilità di scaricare diverse certificazioni fra cui quelle anagrafiche intestate ai singoli componenti del nucleo familiare.

Tramite l’app è inoltre possibile interagire con la PA cittadina attraverso all’apposita funzione: lo sviluppo però non si ferma alle attuali funzioni ma è già calendarizzato un rilascio progressivo di servizi addizionali che consentiranno ai cittadini di effettuare tutte le operazioni che normalmente avrebbe impiegato da remoto senza la necessità di recarsi nelle sedi anagrafiche come per esempio il cambio di residenza o la richiesta del pass di sosta online.

Il Comune di Milano ha creduto fortemente nel percorso di trasformazione digitale, avviato nel 2016, che ha portato notevoli benefici alla cittadinanza fra cui un progressivo aumento delle certificazioni scaricabili online che hanno raggiunto, negli ultimi mesi, l’incredibile quota pari a circa l’80% delle emissioni.

A testimoniare l’impegno in tal senso c’è la recente riorganizzazione degli uffici anagrafici che consentirà ai cittadini di prenotare l’erogazione dell’identità digitale SPID direttamente in Comune.

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Online la terza edizione della Milano Digital Week

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Al via la nuova edizione della Milano Digital Week completamente trasformata rispetto alle edizioni precedenti: la terza infatti, quella che si terrà da oggi al 30 maggio, è interamente online a causa dell’emergenza sanitaria del COVID-19.

Oltre 500 eventi digitali terranno banco sulla piattaforma milanodigitalweek.com realizzata da IAB Italia, Cariplo Factory e Hublab con il supporto del Comune di Milano.

Tutti possono beneficiare del calendario di eventi organizzati che, in un ricco palinsesto, alterneranno più di 200 speaker tra conferenze, webinar, tavoli di discussioni e hackathon.

Oltre 300 ore di contenuti multimediali fruibili gratuitamente per avvicinare al confronto cittadini, professionisti, giovani imprenditori, addetti ai lavori, curiosi e appassionati di tutte le età.

L’edizione 2020 della Milano Digital Week è incentrata sui temi del lavoro e della sua trasformazione sulla base delle competenze trasversali necessarie per far fronte alle sfide a cui la nostra società è chiamata a trovare adeguate risposte: dalle nuove economie alle politiche per una governance più inclusiva e responsabile passando per nuovi modelli educativi e di sostenibilità ambientale senza trascurare l’arte, la musica e la cultura.

Posted by Milano Digital Week on Monday, May 25, 2020

Maggiori informazioni direttamente sul sito della manifestazione.

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Trasformazione digitale, il Documento Unico di Circolazione è operativo

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Dopo un lungo percorso è finalmente attivo il Documento Unico di Circolazione e al suo interno è disponibile un significativo numero di pratiche automobilistiche.

Si tratta di una significativa innovazione che rappresenta forse il più importante passo nella trasformazione digitale del mondo dei servizi per la circolazione fisica e giuridica dei veicoli: ne avevamo parlato tempo fa quando il nuovo documento era in fase di progettazione.

La genesi del DUC in formato digitale è stata piuttosto travagliata, con date di rilascio che sono state via via rinviate spezzettando il numero di pratiche incluse nel nuovo fascicolo digitale.

Nel Documento Unico di Circolazione sono presenti i dati tecnici e di intestazione del veicolo, i provvedimenti amministrativi giudiziari che insistono sulla proprietà e la disponibilità del mezzo ma anche eventuali ipoteche o fermi amministrativi che gravano sullo stesso.

Il nuovo DUC riduce i costi di emissione con 2 bolli contro i 4 previsti per certificato di proprietà e libretto di circolazione oltre ad una compressione dei costi per la trascrizione all’ACI (Automobile Club d’Italia).

Il DUC permette di gestire una serie di pratiche fra cui le mini-volture, cioè i passaggi di proprietà a favore dei concessionari e dei commercianti di veicoli, che acquistano o prendono in permuta mezzi usati, le radiazioni, ossia le cessazioni dalla circolazione per rottamazione e per definitiva esportazione all’estero, e infine su richiesta le immatricolazioni, re-immatricolazioni e trasferimenti di proprietà.

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