Al Monzino una t-shirt innovativa per monitorare cuore e respiro

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L’Italia è ancora una volta avanti rispetto ad altri Paesi nell’innovazione applicata al settore biomedicale.

Per la prima volta al mondo infatti presso l’Unità operativa Scompenso, Cardiologia Clinica e Riabilitativa del Centro Cardiologico Monzino è partita la sperimentazione di un dispositivo indossabile che punta a rivoluzionare le metodologie di rilevamento dei dati biometrici dei pazienti.

Si tratta di una speciale maglietta, appartenente al filone tecnologico dei wearble device, chiamata X10X.

Questa t-shirt tecnologica traccia una nuova frontiera nel monitoraggio cardiorespiratorio perché permette, grazie ad una tecnologia avanzatissima, di eseguire su colui che la indossa una registrazione che integra simultaneamente Holter, elettrocardiogramma e polisonnografia senza elettrodi né cavi.

Il tutto è possibile grazie a speciali trasduttori incorporati all’interno del tessuto stesso che consentono un monitoraggio ambulatoriale raffinato, con rilevazioni nelle 24 ore e in diverse condizioni di attività e riposo.

X10X, un’innovazione tutta italiana

Il dispositivo è stato creato dall’italiana L.I.F.E. Italia e viene abitualmente utilizzato per valutare atleti o pazienti: esso consente di evidenziare l’insorgere di condizioni cliniche anche qualora i normali sistemi di rilevamento non consentano analisi puntali oltre a permettere di interpretare i sintomi non chiari.

Per esempio la maglietta, valutando il flusso respiratorio con la registrazione dei movimenti della gabbia toracica, può identificare i disturbi respiratori e quelli correlati al sonno, come ipopnea e apnea.

Il Centro Cardiologico Monzino si prepara a pubblicare i risultati di una prima fase di studio condotta sui soggetti campione di età compresa tra 20 e 80 anni, per maggiori informazioni si rimanda al comunicato.

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Wearable Tech Torino, la fiera dedicata alla tecnologia indossabile

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Torino è una delle città più attive nel settore delle nuove tecnologie: molti non sanno che la città ha dato i natali, in passato, alla tecnologia mp3 che ha aperto la strada alla diffusione della riproduzione musicale online.

Ora come allora Torino sarà di nuovo sotto i riflettori: questa volta però per un altro tipo di tecnologia, quella indossabile.

Wearable Tech Torino: il wearable sbarca a Torino

Dal 18 al 19 novembre, presso il Padiglion1 del Lingotto, si terrà infatti la Wearable Tech Torino, la prima fiera in Europa dedicata ai vestiti del futuro.

Il mondo del wearable, ossia della tecnologia indossabile, è in forte espansione: al suo interno figurano tutte le innovazioni che permettono di estrapolare informazioni sulla base di sensoristica avanzata opportunamente occultata all’interno di abiti, tute o dispositivi indossabili come occhiali avveniristici.

La fiera, il cui ingresso è gratuito, è organizzata da JeTop, la Junior Enterprise del Politecnico di Torino formata da studenti under 30: al suo interno talk e workshop a contorno delle aziende espositrici, oltre 30, che realizzano oggetti wearable.

Tra gli oggetti attesi, verrà presentata Comftech, una speciale tuta per neonati in grado di monitorare in tempo reale le condizioni di salute dell’utilizzatore: i parametri monitorati sono l’attività cardiaca, il ritmo del respiro, la posizione e i movimenti durante il sonno.

Queste informazioni vengono poi inviate allo smartphone dei genitori.

Figureranno inoltre smartwatch, protesi ipertecnologiche realizzate dall’Inail, occhiali per la realtà virtuale e per la realtà aumentata: tra questi c’è grande attesa per la startup italiana GlassUp che presenterà l’ultima versione dei propri occhiali a realtà aumentata che trasmettono sulle lenti i contenuti dello smartphone.

E ancora Pegaso, smart t-shirt per prevenire l’obesità nei giovani e indirizzare verso un comportamento alimentare corretto o Child Explorer, un’app per smartwatch che consente di aggregare i compagni di classe per percorrere insieme il tragitto casa-scuola rassicurando i genitori circa la loro posizione.

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Oakley Radar Pace, Luxottica e Intel lanciano gli occhiali smart

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Nasce da un’idea di Luxottica e Intel e, dopo anni di ricerca e sviluppo, ecco che finalmente è la volta di presentare il progetto Radar Pace.
La firma sull’ambizioso progetto è di Oakley, marchio di Luxottica group.

Gli occhiali Oakley Radar Pace sono un vero e proprio sistema di allenamento ad attivazione vocale in grado di ridefinire il modo in cui gli atleti monitorano le proprie prestazioni.
Una sorta di coaching virtuale in grado di supportare, proprio come farebbe un vero e proprio allenatore, sportivi e atleti vari nei programmi di allenamento.
Radar Pace sono occhiali intelligenti che danno feedback e informazioni dettagliate in tempo reale, permettendo ad atleti professioni e non di avere un programma personalizzato di training sempre a portata di mano.

Cosa offrono gli Oakley Radar Pace

Gli occhiali Oakley Radar Pace, in vendita su Oakley.com e nei negozi Oakley, sono dotati di un’interfaccia di dialogo a comando vocale Intel® Real Speech ed auricolari integrati con sistema Bluetooth che permettono di ricevere ed effettuare chiamate e messaggi di testo e anche di ascoltare musica.

Sulla scia del pensiero che tutto è migliorabile, il progetto Radar Pace, si colloca nel panorama dell’innovazione, come più evoluta tecnologia indossabile a comando vocale per l’allenamento.
Il dispositivo wearable è infatti in grado di raccogliere e analizzare le prestazione e i dati come la potenza, la frequenza cardiaca, la velocità e l’andatura fornendo informazioni assimilabili immediatamente.
L’atleta potrà dunque modificare il programma di allenamento senza dover distogliere la propria attenzione dalla performance, senza dover armeggiare con lo smartphone o altri dispositivi e senza dunque perdere la concentrazione e il ritmo. Inoltre durante la prestazione sportiva, Radar Pace, interagisce tramite una voce naturale permettendo così all’atleta di fare domande e ricevere immediatamente feedback. Gli occhiali sono composti da due principali elementi: gli auricolari e il microfono integrati e l’applicazione mobile per iOS e Android.

Non solo, le lenti di Radar Pace, Prizm Road, sono dotate di una tecnologia che permette di aumentare i contrasti di colore, enfatizzando il bianco e varie altre tonalità di colore, permettendo così a ciclisti e corridori, di percepire le variazioni della strada come i dislivelli o una diversa consistenza del terreno.

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Spectacles, gli occhiali smart e social di Snapchat

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Dopo il susseguirsi di voci iniziate fin dal 2014 ecco la conferma, Snapchat renderà a breve disponibili i propri smart glasses: occhiali intelligenti collegati all’app di messaggistica che sta crescendo vertiginosamente ai danni di piattaforme blasonate come Facebook.

Il settore degli smart glasses era entrato qualche anno fa in fermento in relazione all’annuncio del progetto Google Glass da parte di Google: ma l’iniziativa di Big G si è arenata nel corso del tempo in relazione ai costi e alla mancanza di un partner industriale in grado di gestire adeguatamente sia il lato di produzione su larga scala in ottica di contenimento costi ma soprattutto l’appetibilità estetica.

Snapchat ha trovato un giusto compromesso: gli occhiali Spectacles infatti, pur essendo connessi, non intendono replicare l’esperienza Google Glass ma puntano a diventare l’hardware in grado di produrre contenuti per la piattaforma social.
Così grazie ad un design allegro dai colori accesi e alla dotazione di due videocamere con sensore d’immagine circolare poste alle estremità, gli Spectacles consentono di arricchire di contenuti il proprio account Snapchat inviando tramite Wi-Fi e Bluetooth, grazie ad un tap, una registrazione video di 10 secondi.

Il video sarà eventualmente editabile grazie a filtri e ulteriori personalizzazioni prima della pubblicazione ai propri contatti ma soprattutto avrà un formato innovativo.
Infatti, grazie all’ottica in grado di riprendere un campo visivo di 115 gradi, i video risulteranno circolari: una modalità di visualizzazione, e quindi esperienziale, del tutto simile a quella che è la percezione dei nostri occhi nonché idonea ad essere visualizzata indifferentemente dall’orientamento dello smartphone.

Il costo si aggirerà attorno ai 130$ per il mercato statunitense e ovviamente saranno resi disponibili anche al resto del mondo.

Con Spectacles Snapchat diventa un’azienda di prodotto?

Con Snapchat Spectacles è interessante notare la metamorfosi della società che si sta avviando a divenire un’azienda di prodotto.
Infatti, in occasione del lancio degli Spectacles, il nome dell’azienda è stato modificato: da Snapchat Inc. a Snap Inc., come a voler testimoniare un interesse per un mercato di beni e servizi integrati sulla scia di big come Google o Apple.

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HealthSuite Digital Platform, l’ecosistema eHealth di Philips

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L’attenzione per il settore eHealth è massima considerando che le sue possibili diramazioni spaziano dalla raccolta e analisi dei dati inerenti allo stato di forma e di salute degli individui sino ai protocolli di telemedicina o di riabilitazione a distanza.

Philips, il noto produttore olandese di dispositivi elettronici, crede fermamente nella rivoluzione digitale applicata alla sanità e, a testimonianza del proprio impegno nell’eHealth, lancia sul mercato un vero e proprio ecosistema digitale in grado di monitorare i parametri vitali del paziente da remoto nell’ottica di consentire la dimissione ospedaliera e la prosecuzione delle cure al domicilio.

HealthSuite Digital Platform: hardware e software per l’eHealth

HealthSuite Digital Platform è il nome della piattaforma digitale che si compone di varie parti hardware e software.
L’orologio Health watch, in grado di misurare in modo autonomo il battito cardiaco, il ritmo delle attività e il sonno di un paziente, è interfacciabile all’applicazione HealthSuite che ne raccoglie i dati e li rende disponibili in tempo reale al medico curante per seguirne l’evoluzione della situazione e adottare i provvedimenti più opportuni.
L’applicazione HealthSuite inoltre può raccogliere informazioni anche sulla pressione sanguigna tramite uno sfigmomanometro da polso e il peso e indice di massa corporea attraverso una bilancia intelligente collegabile via Wi-Fi.

La telemedicina è il futuro del sistema sanitario

HealthSuite Digital Platform di Philips rappresenta una proposta concreta per promuovere il ricorso alla telemedicina che ha il pregio di poter curare meglio le persone riducendo le ore di ospedalizzazione: infatti molte cure possono essere somministrate e gestite da remoto senza occupare posti letto.
Questo, di riflesso, comporta un deciso impatto nella riduzione dei costi sofferti dal sistema sanitario.

Il ricorso alla tecnologia per migliorare il Sistema Sanitario Nazionale del resto è ben testimoniato dall’impegno del Governo nel promuovere la digitalizzazione del ciclo prescrittivo, nella realizzazione di una soluzione federata di Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) del cittadino e nell’aumento del tasso di innovazione digitale nelle aziende sanitarie: queste sono tutte azioni che testimoniano come il futuro della sanità passi attraverso il digitale

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iPhone 7, Apple Watch Series 2 e AirPods: le novità Apple in arrivo in Italia

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Apple ha presentato i propri nuovi prodotti: si tratta di iPhone 7 e iPhone 7 Plus, Apple Watch Series 2 e gli AirPods.
Interessanti le novità per tutti i dispositivi che migliorano considerevolmente le prestazioni rispetto alle serie precedenti e che suggeriscono un aggiornamento per tutti i possessori.

In un video di 107 secondi sono riassunte le principali novità della casa di Cupertino:

iPhone 7 e 7 Plus

I nuovi iPhone 7 mantengono le medesime dimensioni della precedente serie (4,7 e 5,5 pollici) ma diventano resistenti all’acqua e alla polvere rispettando gli standard Ip76.
Aumentano le prestazioni grazie al chip A10 Fusion come anche la longevità della batteria: in totale ci si aspetta un raddoppio delle prestazioni e autonomia rispetto all’iPhone 6.
Il comparto delle fotocamere viene migliorato: la fotocamera posteriore è di 12 megapixel e include la stabilizzazione ottica dell’immagine, il diagramma con una maggiore apertura focale e l’obiettivo con lente a sei elementi.
Nell’iPhone 7 Plus è previsto un teleobiettivo da 12 megapixel per offrire uno zoom ottico 2x e uno zoom digitale fino a 10x per le foto.
Per entrambi i modelli la fotocamera anteriore è di 7 megapixel.
Aumenta anche la memoria a disposizione: i tagli dei telefoni saranno da 32GB, 128GB e 256GB.
Il nuovo iPhone include anche gli auricolari EarPods con connettore Lightning, oltre a un adattatore per jack cuffie da 3,5 mm che permette di usare auricolari e accessori meno recenti dal momento che il jack cuffie sul telefono è stato rimosso.

Il prezzo parte da 799 euro e la disponibilità in Italia si avrà dal 16 settembre.

AirPods

Gli AirPods sono i nuovi auricolari wireless di Apple che reinventano l’esperienza del suono: la modalità di comunicazione promette una qualità eccezionale, una latenza trascurabile e un’autonomia leader di settore.
I nuovi auricolari con custodia di ricarica inclusa saranno disponibili a un prezzo di 179 euro a partire da fine ottobre mentre tutti i modelli di iPhone 7 avranno la versione EarPods con connettore Lightning.

Apple Watch Series 2

Il nuovo Apple Watch Series 2 è resistente all’acqua fino a 50 metri ed è un vero e proprio strumento analitico di misurazione delle prestazioni.
Grazie al GPS integrato registra l’esatta distanza, il ritmo e la velocità per attività quali camminata, corsa o bicicletta: allo stesso modo, grazie a speciali algoritmi, l’Apple Watch Series 2 può rilevare attività acquatiche quali, ad esempio, il numero di vasche effettuate, il ritmo di bracciata medio e la sua tipologia da cui desumere le calorie bruciate.

Dal punto di vista software è stata introdotta la riivoluzionaria app Respirazione, progettata per incoraggiare gli utenti a migliorare la propria respirazione per incrementare le performance e combattere lo stress.
L’app Attività invece permette di confrontare le proprie performance con altri per innescare una maggiore competizione e migliorare i propri risultati.
I prezzi partono da 339 euro fino a superare i 1469 euro e sono disponibili moltissimi modelli con due misure di cassa, 38 mm e 42 mm.

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IIT e Fadel realizzano la prima calzatura in grafene

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Il grafene è il nuovo materiale del nostro secolo: assolutamente versatile, resistente come il diamante e flessibile come la plastica punta a sostituire quest’ultima innovando radicalmente il settore dei materiali.
Le sue enormi potenzialità e i relativi ambiti di applicazione hanno permesso all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di utilizzare questo materiale per la produzione di calzature hi-tech.

Tramite una partnership con l’azienda calzaturiera Fadel di San Colombano a Lucca, azienda storica della manifattura lucchese attiva dal 1975, i ricercatori dell’IIT hanno sviluppato e realizzato la prima calzatura integrata con grafene.

Miscelando i cristalli bidimensionali di carbonio del grafene con il poliuterano, si è potuto realizzare un prototipo di calzatura dal comfort migliorato, dalla maggiore dispersione termica e dalla maggiore impenetrabilità, esaltando al contempo le proprietà antibatteriche.

La tipologia di grafene impiegata per questa produzione viene creata nei Graphene Labs di IIT e nello spin-off Bedimensional.
Le calzature a base di grafene sono presentate in anteprima alla 82ª Fiera Internazionale delle calzature (Micam) in svolgimento a Milano presso il padiglione 7, stand E 31.

Questa realizzazione dimostra per l’ennesima volta l’importanza del grafene come materiale innovativo: ne avevamo già parlato in relazione al suo utilizzo per lo sviluppo delle tecnologie per il fotovoltaico.

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Kingii, il dispositivo di galleggiamento salvavita

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Ogni anno nel mondo muoiono oltre 350 mila persone per annegamento, di cui 400 solo in Italia: numeri impressionanti considerando che spesso queste fatalità potrebbero essere sensibilmente ridotte con le dovute cautele.

Per aumentare la sicurezza di chi si appresta ad entrare in acqua, specialmente in concomitanza con il periodo estivo, esiste un dispositivo personale di galleggiamento realmente innovativo: Kingii Wearable.

Dall’aspetto simile a quello di un orologio, Kingii è 78 volte meno ingombrante di un giubbotto di salvataggio tradizionale: in caso di necessità, tramite una leva si attiva una cartuccia di CO2 che espande, come un airbag, un palloncino salvagente esagonale di colore arancione in grado di mantenere a galla per più di 48 ore una persona che pesa fino a 130 Kg.

Il colore non è casuale: oltre ad avere una forte visibilità in mare è un omaggio alla lucertola australiana Chlamydosaurus Kingii, il cui meccanismo di difesa ha ispirato la costruzione del prodotto salvagente.
Anche la forma esagonale è stata studiata per garantire una maggiore presa all’utilizzatore.

Inoltre Kingii è dotato di fischietto e bussola integrati nonché un segnale luminoso che si attiva nel momento dell’uso.

Nella sfortunata ipotesi si sia costretti ad utilizzare il dispositivo, non si dovrà però comprarne uno nuovo: infatti, una volta usato, basterà sostituire la cartuccia di CO2 affinché sia nuovamente pronto all’uso.

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Mai più oggetti smarriti grazie ad app e gadget tecnologici

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A chi non è capitato di accorgersi di avere perso o di non riuscire a trovare le chiavi dell’auto o quelle di casa? Lo stesso problema può verificarsi anche per altri piccolo oggetti che magari sono semplicemente finiti nei menadri di una borsa o che, nel peggiore dei casi, sono scivolati da qualche parte.

Per non perdere ore nelle ricerche e non avere il fastidio di dover correre ai ripari con sostituzioni dell’ultimo minuto è possibile premunirsi e collegare i propri oggetti personali più importanti ad un dispositivo tecnologico in grado di comunicare sempre la loro esatta posizione.

I finder, questo il nome di questa particolare categoria di dispositivi, sono dei piccoli strumenti che ricordano un portachiavi, per dimensione e peso, ma contenenti un concentrato di tecnologia basata sulla geolocalizzazione.

Si agganciano all’oggetto di nostro interesse, solitamente un mazzo di chiavi, il portafogli o una valigia, e si collegano al nostro smartphone tramite un’applicazione che può segnalare la posizione esatta dell’oggetto o notificare, tramite un’allarme sonoro emesso da uno o da entrambi i dispositivi (gadget e telefono), qualora la distanza fra smartphone e l’oggetto sia superiore a quella impostata di default.
A seconda del dispositivo inoltre, sono incluse funzioni avanzate come la possibilità di registrare audio, foto o video dei dintorni rispetto alla posizione del gadget.

Ad oggi sul mercato esistono svariate tipologie di questi dispositivi: uno dei primi ad essere lanciati sul mercato è Tile, prodotto americano di successo.

Ma il mercato è ricco di alternative omologhe come Trackr, HipKey, Nut, la soluzione di Kensington chiamata Proximo o quella di Microsoft chiamata Treasure Tag.

Anche l’Italia ha i suoi gadget Made In Italy come Filo e Key Finder.

Di Tilee Filo abbiamo già scritto in relazione al monitoraggio dei propri animali domestici, un altro tipo di utilizzo che può essere effettuato da parte di questi dispositivi tecnologici.

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Animali domestici e tecnologia, un binomio possibile

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Un animale da compagnia è parte integrante della propria famiglia: è perfettamente naturale quindi cercare di perseguire il suo benessere.
A dare un significativo contributo a questa impresa, oggi accorre in supporto la tecnologia: il settore della cosìddetta pet technology, ossia la tecnologia applicata al mondo degli animali da compagnia, è in fortissima espansione: si tratta di una branca dell’Internet of Things (IoT), settore che ha prodotto ricavi per oltre due miliardi di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente di oltre il 30% stando ai dati raccolti dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Il forte impulso di questo mercato ha permesso la realizzazione di ormai decine di soluzioni che risolvono problemi, più o meno critici, che interessano il rapporto con il vostro animale da compagnia e che possono migliorare la sua qualità della vita…e la vostra.
Una delle preoccupazioni più ricorrenti è sicuramente il timore di una fuga indesiderata: questo è uno degli ambiti applicativi più frequenti dove la tecnologia può essere di grandissimo aiuto.
Grazie ai dispositivi di geolocalizzazione infatti, è possibile dotare il vostro pet di un segnalatore, spesso integrato in un collare tecnologico, in grado di farvi conoscere sempre la sua esatta localizzazione.

E’ il caso di soluzioni come Tile, Filo, Kippy, Whistle o Semiperdo: si differenziano per tipologia di funzioni consentite, alcune infatti sono più generaliste (ossia adatte ad oggetti smarriti in generale) mentre altre presentano funzionalità più adatte al mondo animale.

Un altro ambito applicativo molto interessante invece è inerente al monitoraggio dell’alimentazione del vostro amico a quattro zampe: SmartBowl promette consente di personalizzare la dose giornaliera di cibo e comunica wifi con il vostro smartphone informandovi a che ora e quanto ha mangiato il vostro cane o gatto quando non siete a casa.

Per una panoramica più completa invece potreste voler adottare Fitbark, un piccolo dispositivo da applicare sugli animali corredato di applicazioni che, oltre a monitorare l’attività a passeggio con tutte le opzioni possibili, visualizza i battiti del cuore, le calorie consumate e persino i bisogni dell’animale registrati in tempo reale e disponibili ai padroni, fino ad arrivare al monitoraggio tramite videocamere.

Funzionamento simile anche per PetPeace.

Se invece siete i padroni di un gatto, potresti essere interessati a interpretare i suoi diversi miagolii e tradurre i relativi bisogni. Utopia? Forse, ma è quanto promette Catterbox, un collare tecnologico realizzato, nel rispetto della digital fabrication, con una stampante 3D.

Esiste anche l’omologo per cani, si chiama No more woof.
In tema di igiene e pulizia esistono le lettiere autopulenti dalle forme futuristiche della Little Robot.

Insomma, le soluzioni sembrano non mancare e, considerando il trend in forte crescita, tenderanno ad aumentare nei mesi a venire.

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