SPID, online la nuova procedura semplificata di riconoscimento

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Si chiama audio-video ed è la nuova modalità di riconoscimento per ottenere l’identità digitale SPID che consente di richiedere e attivare le credenziali senza recarsi fisicamente presso uno sportello per il riconoscimento de visu.

La nuova procedura rappresenta una semplificazione del precedente processo anche perché non richiede la presenza di un operatore come invece avveniva per il riconoscimento da remoto tramite webcam.

E’ sufficiente registrarsi sul sito del gestore di identità prescelto fra quelli disponibili dopo aver verificato che abbia attivato questa nuova metodologia.

Tramite il proprio smartphone è sufficiente realizzare un video in cui mostra il suo documento di riconoscimento italiano in corso di validità e la tessera sanitaria o, in alternativa, il tesserino del codice fiscale: per scongiurare il furto di identità è stato progettato un sistema di controllo tramite codice OTP inviato tramite sms.

In aggiunta un ulteriore elemento di controllo è rappresentato da un bonifico bancario di pochi centesimi da effettuare tramite un conto corrente intestato alla persona che ha richiesto il rilascio dell’identità digitale.

L’operatore dell’identity provider scelto verificherà nel giro di pochi giorni le informazioni e provvederà al rilascio dell’identità digitale.

Rimangono valide le altre metodologie per l’ottenimento di SPID: di persona presso gli uffici dei gestori di identità digitale, via webcam con operatore messo a disposizione dal provider o tramite CIE e l’identificazione attraverso le app dei gestori.

Maggiori dettagli nel comunicato del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione.

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Skype arriva in carcere per facilitare i colloqui tra detenuti e familiari

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La tecnologia aiuta e facilita le relazioni a distanza perché consente di avvicinare le persone: lo sanno tutti coloro che hanno utilizzato nella propria vita un qualsivoglia programma che consentisse, per esempio, di effettuare videochiamate attraverso una webcam.

Il ricorso a conversazioni audio/video è stata sicuramente la soluzione per mantenere i rapporti fra genitori e figli che per motivi di studio o di lavoro hanno scelto di cambiare Paese: in tal senso l’uso di Skype, la celebre applicazione per la videoconferenza, è stata probabilmente la scelta più gettonata e diffusa.

Ma la tecnologia può venire incontro ad altre esigenze, come quella che possono manifestare i detenuti e i loro familiari che spesso sono costretti ad interazioni molto limitate penalizzando sostanzialmente le esigenze affettive.

Per risolvere questo problema, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha emanato una circolare che prevede, sulla base di appositi progetti pilota avviati presso alcuni istituti penitenziari, l’estensione su larga scala della possibilità di consentire l’installazione e l’utilizzo di Skype per agevolare la comunicazione fra detenuti e familiari.

Skype in carcere: vantaggi per tutti

Grazie a questa innovazione, i detenuti potranno avere più facilmente contatti con figli, genitori o coniugi senza subire il peso di spostamenti, attese e il relativo disagio di incontri nelle modalità previste dalle strutture penitenziarie.

I primi beneficiari di questa iniziativa sono sicuramente i bambini dei detenuti che potranno entrare in contatto con i propri genitori senza spostarsi da casa. Non tutti i detenuti potranno beneficiare di questa possibilità per questioni di sicurezza.

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