Genova 5G, il progetto di Fastweb per portare il 5G a Genova

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Fastweb e Ericsson proseguono il sodalizio per lo sviluppo di soluzioni 5G con i Comuni del territorio nazionale: questa volta tocca al Comune di Genova con il progetto Genova 5G che, a partire dai prossimi mesi, permetterà al capoluogo ligure di sperimentare la nuova rete e i servizi ad essa connessa.

L’iniziativa si focalizza sull’infrastruttura di rete necessaria per consentire l’erogazione di servizi avanzati in ambito digitale rivolti alla cittadinanza, alle imprese e alla PA relativamente ai settori del turismo, della sicurezza e di tutto il comporto rilevante ai fini di rendere Genova una smart city.

L’impegno di Fastweb ed Ericsson è quello di creare la struttura tecnologica per la nuova rete in sinergia con la piattaforma Wi-Fi attiva in città; dal canto suo il Comune di Genova metterà a disposizione i propri beni immobili e le infrastrutture civili per impiantare dispositivi e antenne necessarie alla rete 5G.

Il 5G parte dall’area del Porto Antico

Il progetto verrà sviluppato inizialmente dall’area del Porto Antico tramite un progetto relativo a soluzioni innovative di telesorveglianza ad altissima definizione: seguirà un investimento importante sulla realtà virtuale ad uso turistico potendo contare sulla capacità trasmissiva della nuova rete e infine l’ideazione di applicazioni il monitoraggio ambientale e la gestione remota degli impianti di illuminazione.

Nell’ambito della sicurezza invece il piano Genova 5G prevede, in collaborazione con Leonardo Spa, un importante impegno nel conteggio delle persone tramite rilevamento dei passaggi attraverso varchi virtuali realizzati tramite telecamere installate presso le aree di accesso e collegate in 5G: in questo modo si potranno ottenere i dati di densità, passaggio e sosta di persone nell’area del piazzale Mandraccio.

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Cresce il piano infrastrutturale dedicato al Wi-Fi del Comune di Ravenna

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Il Comune di Ravenna continua nell’opera di digitalizzazione del territorio tramite investimenti infrastrutturali per migliorare la connettività Wi-Fi a disposizione dei cittadini.
Entro il 2019 saranno 70 gli hotspot dedicati all’accesso gratuito ad internet presenti nel centro della città e presso i monumenti Unesco attraverso apposite oasi Wi-Fi servite da connettività in fibra ottica che consente una navigazione ad alta performance, fluida e veloce.

Al 2018 sono state configurate un totale di 29 oasi, oltre a 7 presso i siti Unesco, servite da 60 hotspot, 22 dei quali convenientemente mimetizzati per un minor impatto ambientale soprattutto in concomitanza degli edific e delle strutture sotto tutela da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Per consultare lo stato di copertura è possibile ricorrere alla mappa messa a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna.

L’infrastrutturazione digitale della città che prevede il miglioramento della connettività sul territorio è un aspetto fondamentale per i cittadini ma anche per i servizi erogati dalle attività commerciali e soprattutto per i turisti che potranno fruire delle opportunità legate alla cultura tramite un accesso facilitato al patrimonio artistico legato ai monumenti cittadini e alle opere conservate nei musei.

A tale proposito, con la prossima inaugurazione del nuovo museo di Classe, sarà presentata una sezione dedicata alla progettazione di nuove applicazioni per l’accessibilità diffusa.

Un accesso alla rete davvero smart

Per accedere al servizio messo a disposizione dal Comune di Ravenna non sono richieste registrazioni e password: è sufficiente che il dispositivo con cui si intende navigare sia predisposto per il rilevamento della rete Wi-Fi.

Secondo le attuali statistiche di accesso la rete Wi-Fi del centro registra dai 150 ai 1.100 utenti connessi contemporaneamente: l’uso più intenso è per la fruizione della piattaforma YouTube, a seguire per la navigazione per i principali social network fra cui spiccano Facebook e Instagram.

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A Torino attivo il Wi-Fi gratuito in 5G

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A Torino, per la prima volta in Italia, il 5G viene utilizzato per veicolare servizi gratuiti alla cittadinanza.

In via Garibaldi infatti, posizione strategica e centrale del capoluogo piemontese, sono stati attivati 7 hotspot Wi-Fi che erogano connettività in 5G: sono i primi di una serie di 14 che verranno attivati nelle prossime settimane.

Gli hotspot, inclusi all’interno di altrettanti impianti pubblicitari collocati sulla via pedonale, sono finalizzati ad offrire il collegamento internet gratuito e delle small cell, ossia antenne radiomobili di ultimissima generazione che permettono di sviluppare applicazioni innovative all’interno del progetto Torino 5G.

Fra queste, anche iniziative nell’ambito della realtà virtuale come la dimostrazione di video streaming live 4k 360° presentato durante il lancio dell’iniziativa.

Il 5G come strumento per migliorare la vita dei cittadini

Le zone ad alta pedonalizzazione si prestano perfettamente per la creazione di un solido binomio fra tecnologia e fruitori: le opportunità tecnologiche infatti non sono attrattive solo per le imprese ma sono in grado di rendere più semplice e qualitativamente migliore la vita dei cittadini.

Questa opportunità per tutti coloro che si trovano ad attraversare la città è frutto dell’accordo fra il Comune di Torino, TIM e IgpDecaux: maggiori informazioni qui.

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Arriva in Italia Google Wifi

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A quasi due anni di distanza dal lancio americano arriva in Italia Google Wifi, il router di casa Google basato sulla tecnologia Mesh che garantisce prestazioni da primato per la connettività.

La tecnologia Mesh infatti, già usata da moltissimo produttori come Netgear, Tp-Link, LinkSys e D-Link si basa sull’irradiazione del segnale da parte di una serie di periferiche satellite che si interfacciano con una base centrale.

Google Wifi, un router Wi-Fi dalle elevate prestazioni

Base e satelliti comunicano tra loro e permettono di aumentare la copertura tradizionale.

La particolarità di Google Wifi, oltre alle prestazioni di assoluto livello, risiede nell’estetica dato che è stato pensato per essere un componente di arredo.

La confezione base della periferica Google contiene una base e due satelliti preconfigurati: è sufficiente quindi scaricare l’app, installarla sul proprio smartphone (iOS o Android) e in pochi minuti il sistema è pronto per funzionare oltre ad aggiornarsi automaticamente e garantire una protezione da accessi esterni non autorizzati.

Tramite l’app è possibile vedere quali siano i dispositivi connessi, regolandone banda e priorità di utilizzo delle risorse anche ricorrendo ad un filtro parentale nel caso in cui si vogliano limitare i contenuti accessibili da un determinato dispositivo.

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A Cortina il digitale entra nella scuola primaria

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A Cortina, nell’ottica di garantire agli studenti fin da piccoli la possibilità di accedere alle nuove tecnologie, la scuola elementare Duca d’Aosta ha deciso di continuare il proprio percorso di innovazione puntando sul digitale.

Grazie alla collaborazione del Comune che ha supportato l’istituto con un finanziamento per l’installazione di una rete Wi-Fi e del materiale informatico necessario per la digitalizzazione della scuola.

Sono state infatti inaugurate in ciascuna delle dieci aule della scuola elementare le postazioni multimediali collegate alla rete Wi-Fi che prevedono la disponibilità di un computer e un videoproiettore.

Per il prossimo anno inoltre è già stato previsto lo stanziamento del budget che consentirà di trasformare l’attuale connessione adsl in fibra ottica, migliorando così le opportunità di studenti e insegnanti.

Il digitale a scuola come tecnologia collaborativa

Ad inaugurare le nuove aule divenute multimediali della scuola primaria Duca d’Aosta ci hanno pensato gli studenti di quinta che hanno coinvolto i genitori per una lezione multimediale.

Gli alunni non possono mandare né ricevere messaggi dall’esterno ma possono usare la tecnologia per condividere i file solamente tra loro stimolando il reciproco apprendimento.

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Al via anche in Italia la sperimentazione dell’auto senza pilota

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Con la firma del decreto ministeriale previsto dalla legge di bilancio che autorizza l’avvio della sperimentazione delle soluzioni tecnologiche per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi smart e ai veicoli automatici può partire, anche in Italia, la sperimentazione dei primi test delle auto senza pilota.

Con il decreto Smart Road si assiste alla nascita di un progetto per la digitalizzazione della rete stradale nazionale affinché sia in grado di dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione.

In questo modo si prevede non solo la possibilità di rendere possibile l’utilizzo delle automobili senza pilota ma anche migliorare e snellire il traffico riducendo, nel contempo, la quantità del tasso di incidenti stradali.

Le prime infrastrutture coinvolte dal processo di riammodernamento saranno quelle appartenenti alla rete TEN-T per poi passare a tutta la rete autostradale.
Le caratteristiche infrastrutturali delle smart road prevedono la realizzazione di interventi necessari per la comunicazione dei dati ad elevato bit-rate (fibra) e la piena copertura delle strade con un sistema di hot-spot Wifi per la connettività dei dispositivi degli utenti nonché un sistema per rilevare traffico e condizioni meteo con capacità previsionali grazie all’uso di algoritmi e big data.

Per effettuare i test dell’auto senza pilota è necessaria un’autorizzazione

I soggetti che potranno iniziare i test per la guida autonoma dovranno appartenere ad una specifica categoria (costruttore del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica, nonché istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca) e poi chiedere un’autorizzazione che verrà concessa al termine di un’istruttoria atta ad assicurare che la sperimentazione venga realizzata in condizioni di assoluta sicurezza.

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Online il Piano Straordinario della Mobilità Turistica

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Se porti, aeroporti, autostrade e stazioni ferroviarie sono le principali porte d’ingresso all’Italia, non va sottovalutato l’impatto di un’infrastruttura digitale idonea ad accogliere i flussi turistici.

Per questo motivo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha appena pubblicato il Piano Straordinario della Mobilità Turistica (PSMT): una pianificazione che si inserisce nel nuovo processo di programmazione avviato dallo stesso Ministero con Connettere l’Italia, e l’allegato Infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (DEF) del 2016 e del 2017.

L’obiettivo è quello di garantire la massima accessibilità digitale come mezzo per abilitare la la fruizione di una destinazione turistica prima di raggiungerla fisicamente.

Una località accessibile digitalmente infatti gode di un fattore di visibilità e preferibilità in fase di decisione e pianificazione del viaggio da parte del turista ed è quindi il primo passo per incentivare flussi turistici rilevanti.

Nel PSMT sono stati individuati quattro obiettivi generali: accrescere l’accessibilità ai siti turistici per rilanciare la competitività del turismo, valorizzare le infrastrutture di trasporto come elemento di offerta turistica, digitalizzare l’industria del turismo a partire dalla mobilità e promuovere modelli di mobilità turistica sostenibili a livello ambientale e sicuri.

Per perseguire gli obiettivi vi sarà ampio utilizzo degli strumenti digitali ritenuti più idonei allo scopo, ossia: i social, le piattaforme online, i big data, l’ecosistema mobile e la digitalizzazione delle infrastrutture.

Anche una rete Wi-Fi univoca è ritenuta strategica per il perseguimento dell’obiettivo.

Ad oggi, solo il 75% dei Capoluoghi italiani di rilevanza turistica presidia almeno 3 canali social (tipicamente Facebook, Twitter e Instagram) e solo il 60% ha infrastrutture WiFi adeguate.

Piano Straordinario della Mobilità Turistica: ambiziosi obiettivi entro il 2022

Entro il 2022, il PSMT si pone i seguenti obiettivi:

  • 50% dei dataset open data della mobilità pubblicati dalle porte d’accesso, coerenti con gli standard comuni presenti sulla piattaforma centralizzata;
  • 75% delle porte di accesso coperte da infrastrutture di WiFi pubblico adeguate (almeno 3 hot-spot ogni 10.000 abitanti);
  • 75% dei servizi di car e bike sharing presenti nelle porte di accesso, aperti ai turisti grazie a soluzioni digitali facilmente accessibili;
  • 50% delle Porte di accesso con servizi di smart ticketing integrati cultura-mobilità;
  • 30% delle Porte di accesso aderenti a iniziative e standard comuni per controllo degli accessi alle infrastrutture e a piani di prevenzione da cyber attacchi.

Il testo completo del Piano Straordinario della Mobilità Turistica è disponibile qui.

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Una falla nel protocollo WPA2 mette a rischio le reti Wi-Fi

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Se utilizzate una connessione Wi-Fi protetta da password e nello specifico avete scelto come protocollo di sicurezza il WPA2, state potenzialmente correndo un pericolo.

Sono state infatti scoperte da poche ore alcune vulnerabilità legate allo standard WPA2, il protocollo più utilizzato per proteggere tutte le reti Wi-Fi tramite password.

Le vulnerabilità infatti consentirebbero a chi si trova nel raggio della rete della vittima di sottrarre le informazioni che passano tra la periferica che eroga il segnale di rete, normalmente un router, e i dispositivi ad esso collegati tramite Wi-Fi.

L’attacco funziona contro tutte le moderne reti Wi-Fi protette ed è virtualmente possibile non solo sottrarre dati ma anche manipolarli: un attaccante potrebbe iniettare in rete un ransomware (i virus che cifrano i file e chiedono un riscatto per lo sblocco) o altri malware.

Il requisito della vicinanza ad una rete scongiura il pericolo di attacchi automatizzati da remoto, ma la situazione è seria.

L’unica soluzione è quella di attendere gli aggiornamenti di sicurezze e applicarli: ovviamente tali aggiornamenti dovranno essere installati tanto nei dispositivi utilizzati per la navigazione quanto per quelli nel router.

Ed è proprio l’aggiornamento del router a rappresentare un potenziale problema per l’utente medio dal momento che non è propriamente banale e che varia a seconda del dispositivo e di produttore in produttore, come anche le tempistiche per la disponibilità di aggiornamento o, addirittura, l’impossibilità di riceverne per i router più vecchi.

Maggiori dettagli sono contenuti nel sito Krackattacks.com .

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WiFi4EU, al via la rete Wi-Fi europea pubblica e gratuita

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Entro il 2020 oltre 6mila comuni comunitari, interni cioé all’Unione Europea, avranno la possibilità di essere coperti da una connettività internet del tutto gratuita per i cittadini.

Il Parlamento UE ha infatti approvato con larga maggioranza il progetto WiFI4EU che porterà una connessione internet senza fili nei centri pubblici, compresi gli spazi esterni accessibili al grande pubblico (ospedali, biblioteche e PA) in modo gratuito e senza condizioni discriminatorie.

I fondi a disposizione saranno utilizzati per tutte quelle aree non coperte da fondi pubblici nazionali o da privati e saranno utilizzati in maniera geograficamente equilibrata all’interno degli Stati membri sulla base dell’ordine di arrivo delle richieste (principio del first come, first served).

Una connettività europea attenta alla privacy

Lo sblocco dei fondi avverrà su impegno della PA richiedente di copertura dei costi operativi della rete per almeno tre anni garantendo al contempo la gratuità della connessione, la facilità di accesso, la sicurezza ma soprattutto la privacy degli utenti.

Non sarà possibile infatti, per coloro che richiedono i fondi, optare per modelli pubblicitari che utilizzino dati personali ai fini commerciali.

L’accesso alla rete dovrà essere fornito nelle lingue dello Stato membro interessato e, se possibile, nelle altre lingue ufficiali dell’Ue.

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Prosegue la crescita di Liguria WiFi

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In Liguria la rete Wi-Fi pubblica cresce in copertura e si prepara a collegare la totalità dei Comuni aderenti entro la fine del 2017.

Il progetto Liguria WiFi raggiunge infatti il suo terzo stadio di sviluppo grazie all’impegno di Liguria Digitale, la società di Regione Liguria incaricata di promuovere la digitalizzazione nella Liguria e mettere in atto il programma per la strategia digitale ligure.

Fra i progetti strategici di Liguria Digitale, la connettività Wi-Fi ricopre un ruolo molto importante specie per la sua funzione di abilitatore.

Liguria WiFi ha infatti una missione molto chiara: distribuire l’accesso ad internet, in modo gratuito, in diversi punti strategici della Liguria per permettere alle famiglie di navigare, in caso di necessità, semplicemente raggiungendo determinate zone.

Liguria WiFi pronto a federarsi con Italia WiFi

In attesa che la rete federata del progetto Italia WiFi decolli, l’iniziativa di Liguria Digitale porta in dote numeri estremamente interessanti: solo 124 dei 180 comuni attualmente coperti dal servizio hanno collezionato oltre un milione di connessioni gratuite e circa 860.000 utenti unici.

Nel frattempo inoltre sono state già calendarizzate prossime installazioni a Imperia, Carpasio e Santo Stefano d’Aveto,

La rete Liguria WiFi è una delle reti Wi-Fi gratuite più grandi in Italia in forza della percentuale di comuni coinvolti, dell’estensione del territorio, degli utenti registrati e dei punti WiFi realizzati.

Non solo, la filosofia del progetto appoggia sull’idea della condivisione collegata alla promozione di una comunità d’uso che condivide e migliora le architetture e i servizi offerti, per sostenere la collaborazione tra le pubbliche amministrazioni all’insegna dell’integrazione e federabilità. Liguria WiFi poggia sulla condivisione di una filosofia: l’idea di una rete pubblica e gratuita che permetta la mobilità delle persone da un’area hotspot all’altra usando le stesse credenziali d’accesso.

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